Catanzaro mon amour

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Admin il Sab 6 Giu - 19:58

Cuvalo, nella prima foto del Tribunale, sbaglio o vedo una ferrovia a destra?

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  cuvalo54 il Sab 6 Giu - 20:30

Si, si tratta dell'attuale Ferrovia della Calabria che da Catanzaro Lido sale a Catanzaro città.
Adesso il tratto che si vede nella foto non è più visibile perchè è in tunnel
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Admin il Mar 21 Lug - 22:12



Povera Catanzaro! Prima almeno la domenica c'era qualcosa che ne valeva la pena...C'e' rimastu sulu morzelli e piparelli!

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Admin il Gio 24 Set - 16:55

La Notte Piccante come spunto. Siamo d'accordo che CZ e' una cittadina svagata e sonnolenta e le feste portano persone, baldorie, libagioni e via dicendo e con loro visibilita' e pubblicita' ma secondo me CZ ha bisogno si' di questi eventi ma ha un bisogno estremo di forti prese di posizioni da parte di tutti. Sono scettico su un'ascesa della citta' come miglioramento della qualita' della vita, servizi, senso civico, ecc. Queste sono cose che per migliorarle bisognerebbe che qualcosa di drastico succeda e la calma e' piatta. Mi domando e chiedo a chi CZ la vive, ci abita, se secondo loro i cittadini di CZ sono contenti o se preferirebbero una citta' dove non ci sarebbe bisogno della raccomandazione anche per andare a gabinetto.
Da esule volontario, un'idea me la sono fatta, forse i troppi anni lontano da quella realta' mi fanno pensare cose non vere ma secondo me esiste una percentuale di persone che vorrebbero cambiare ma non possono, chiamiamo questa percentuale "gli sfigati", quelli che non hanno ne' conoscenze politiche ne' "cumparelli" vari che gli fanno avere un minimo di servizio da questo o da quello, poi ci sono "i baroni" cioe' quelli che un tempo vessavano la popolazione incolta, li usavano come vassalli e gli tiravano un tozzo di pane, oggi le loro fila si sono ingrossate con l'aggiunta di coloro che appartengono alla "piccola borghesia" o se volete i "nouveaux riches tamarri" che tramite riffe e raffe sono arrivati ad essere considerati come classe pensante o almeno la classe che non vuole cambiare le cose perche' in questo stagno ci sguazzano una bellezza.
Questo e 'secondo me solo un esempio ma quando De Magistris fu trasferito da CZ perche' stava pestando i calli a qualche pezzo grosso, mi sembra che a CZ non sia successo granche' a favore del magistrato, all'infuori di qualche protesta dei ragazzi di Locri, quelli di "Ammazzateci tutti", magari qualche studente delle scuole di CZ si aggiunse a loro, ma il resto?
Credo che quella fu un'occasione persa dalla popolazione per scendere nelle piazze, bloccare le ferrovie, le autostrade ecc. per cercare di trattenere a CZ un uomo che credeva nella giustizia e stava cercando di fare un po' di pulizia, ma come ho scritta prima, coloro che vorrebbero non possono, troppo pochi o troppo "sfigati", quelli che avrebbero potuto non hanno voluto, nello stagno, anche melmoso, evidentemente ci si deve stare proprio bene.

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  007 il Gio 24 Set - 18:32

Bravo Admin,hai fatto una bella cartolina della citta' ,per quanto riguarda De Magistris , quello che e' successo a Catanzaro ,sono sicuro che sarebbe successo in qualsiasi altra citta' italiana, non siamo pronti per la rivoluzione, o non la vogliamo......chi sa.......
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Admin il Gio 15 Ott - 19:29

Catanzaro: la capitale del disordine, la citta' capoluogo della Calabria dove riesce impossibile far rispettare le regole dell'isola pedonale e delle zone a traffico limitato, figuriamoci se si puo' far rispettare regole ben piu' importanti del traffico cittadino. Ma duva avimu e jira? Prima ma parramu e cammiara a chistu e a chillu avimu ma ni cammiamu nui stessi.



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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  cuvalo54 il Gio 15 Ott - 21:25

Ricordo della giornata del carosello dell'Arma dei Carabinieri



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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  OCCAM il Gio 15 Ott - 22:49

...non siamo pronti per la rivoluzione, o non la vogliamo......chi sa.......


007...tutte e due le cose...con una forte predilizione per la seconda Exclamation
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Ospite il Gio 15 Ott - 22:53

Meglio che la facciano gli altri,così poi ci riposiamo.

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Admin il Ven 16 Ott - 0:10

Selly, stavota si' ca centrasti u bersagghju...

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  roddy il Lun 19 Ott - 18:40

a Catanzaro tutti corrono quando si tratta di mangiare morzelli ma tutti dormono quando si tratta di fare le cose come si deve--
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  ZEUS il Lun 9 Nov - 15:13

Forse quello che ho scritto su "chiacchiere" l'avrei dovuto fare qui, magari sarà compito di Admin riportarlo in questa sezione.
Comunque visto che mi ci trovo,ne approfitto per lanciare un altro "fulmine"!
Il "Politeama".
Bellissimo...........niente da dire........per quanto è stato pagato il progetto!!!!!!!!!!!!
Mah! forse non era l'ideale per Catanzaro....lo vedo anche questo, troppo "moderno", per il contesto.
Voi che ne dite?
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  Admin il Lun 9 Nov - 16:09

Sembra sempre che martello su quello che non va dalle nostre parti e credetemi non provo nessuna compiacenza nel farlo, se evidenzio qualcosa e' solo con la speranza che qualcosa cambi. Questo video e' stato filmato con telecamera nascosta da un giornalista di Panorama nell'ospedale Pugliese di CZ.

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Catanzaro
Sono le 7 di martedì 29 settembre, Ospedale Pugliese di Catanzaro. Per un’ora faccio su e giù con gli ascensori. Le norme prescrivono che la biancheria pulita segua un percorso diverso da quella sporca. I rifiuti ospedalieri, organici, non devono transitare negli stessi ascensori utilizzati da medici, pazienti o per il cibo. A Catanzaro non funziona così. Passa tutto per lo stesso montacarichi. Ci sono dentro quando si apre la porta. Un operaio: “Dottò, sta scendendo?”. Rispondo di sì e lui spinge all’interno il carrello con un bel po’ di bidoni gialli messi uno sopra l’altro fino al soffitto. Ci stringiamo nel poco spazio disponibile. Li abbiamo addosso. Nell’etichetta esterna c’è scritto: “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo“.

Dentro possono esserci garze imbevute di sangue, siringhe, residui di interventi chirurgici, anche materiale radioattivo utilizzato nella medicina nucleare. La porta dell’ascensore si apre, pochi minuti dopo sono sempre lì con il carrello del cibo.
Alle 8 e mezzo eccomi in pediatria. Entro nella saletta dei medici. Ce ne sono tre, più due infermiere. Mi presento: sono il dottor Trimarchi dell’associazione Orchidea bianca onlus. Dico tutto velocemente, come fosse la più famosa organizzazione sanitaria italiana, nella speranza di far scattare il tipico meccanismo per cui non chiedi ulteriori informazioni per paura di passare per deficiente davanti agli altri. È andata. Spiego che mi sono appena laureato e che la nostra struttura ci manda a fare degli stage in giro per gli ospedali. Vorrei stare un giorno con loro per vedere come lavorano. Non c’è problema, nessuno chiede una lettera di incarico, un documento, una preventiva richiesta alla direzione generale. Nulla. Mi accettano sulla parola.

Da questo momento parte quel processo che poi si ripeterà in alcuni dei centri successivi: basta farsi vedere in giro con un infermiere o un medico perché tutti gli altri ti considerino uno di loro, un nuovo arrivato. Ogni minuto che passa, ogni gesto è un tassello che va ad arricchire la tua tracciabilità. Fino a non riuscire più a risalire al momento originario. Ovvero, come sei entrato lì. Chi ti ha mandato. Chi ti ha aperto le porte per primo.

Sono a tutti gli effetti il dottor Trimarchi. Il primo a darmene atto è l’imbianchino che dipinge i muri del corridoio. Mi saluta con una certa deferenza. La puzza della vernice si sente, eccome. Le infermiere mi accolgono nella loro saletta. Una mi prepara il caffè. Poi mi offre una sigaretta. Lei accende e apre la finestra. Mi infilo nella camera dei medici. Anche qui si fuma.

Dopo mezz’ora il battaglione muove alla volta delle camere dei bambini per il consueto giro mattutino delle visite. Alla testa c’è il medico più esperto. Camice aperto, mani in tasca o a giocare con le chiavi, passa da un letto all’altro dispensando affettuosi buffetti e barzellette. Le visite avvengono tutte senza guanti e senza un minimo di privacy, ogni comunicazione è a partecipazione collettiva.

Prima mi sono informato sulle diagnosi dei malati: c’è chi ha un’infezione generalizzata, chi da morso di zecca, chi ha la mononucleosi, l’epatite. In una stanza ci sono tre letti: due adolescenti e un bambino. Dopo aver toccato le ragazze il medico infila la mano dentro la bocca del piccoletto. Ma non vede bene. Allora afferra la tapparella, la tira su. Poi fa alzare il bambino, lo mette a favore di luce e gli rificca la stessa mano in bocca. Un altro bambino ha delle strane macchie sul corpo. Dietro un orecchio la pelle è aperta. Il medico ci passa le mani, poi invita l’assistente ad avvicinarsi. Tocca pure lei. Senza guanti. L’équipe si consulta. Non si riesce a capire a cosa siano dovute. Le gambe sono piene. Uno butta lì l’ipotesi tubercolosi, un altro epatite.

Durante una visita, il medico mi coinvolge: “Lei che ne pensa, dottor Trimarchi?”. Sono con le spalle al muro, non so cosa fare. Ripete la domanda, vuole sapere se in presenza di quei valori la diagnosi è corretta. Rispondo che non lo so, non è quella la mia specializzazione. “E in che cosa siete specializzato voi, dottore?”. Già, bella domanda. In sociologia, in sociologia medica, ecco. Dico così e subito mi do del deficiente. Ma che c’entra la sociol…? “Bene!” esclama il medico. “Ho giusto un caso di cui vi potete occupare allora”. Sono pronto. “Una bambina alla quale abbiamo scoperto il diabete. Ma la mamma, che è qui con lei, è analfabeta”. In una camera singola c’è un bambino con gravi malformazioni. Sembra affetto da sindrome di Down. È grasso, gonfio dalla testa ai piedi, sproporzionato.

Mentre il medico si avvicina lui gli sfila lo stetoscopio dalla giacca. Ci gioca con le mani. Se lo attacca alle orecchie, al petto. Alla fine il dottore lo riprende e lo rimette in tasca. Ci sono altri piccoli da visitare.
Intorno alle 11 esco e vado a prendere il caffè al bar di fronte all’ospedale. Con camice e zoccoli, cosa vietata. Ma sono in buona compagnia. Torno dentro, sulle scale trovo una zingara che chiede l’elemosina. La tengo d’occhio. Dopo un po’ si infila in un reparto, si fa largo tra i parenti in visita, arriva perfino ai letti dei malati.

Provo a entrare nel blocco operatorio. Suono il campanello. Un’infermiera mi apre la porta. Saluto con piglio sicuro e vado dentro. Dopo pochi metri c’è un’altra porta a vetri opachi. Su un cartello c’è un avviso rivolto a tutto il personale: “Si ricorda che è assolutamente vietato entrare nelle sale operatorie senza divise, calzari, cappellini e mascherine adeguate”. Gli indumenti sono lì a fianco. Li ignoro. La porta si apre su un corridoio, sulla destra ci sono due sale operatorie. Un infermiere mi viene incontro. Non ha calzari, cuffia, guanti: nulla. Gli dico che sto cercando il dottor Vattelappesca, un dottore di cui ho letto il nome su un cartello in giro. “Sta al piano di sotto”. Ribatto: mi ha detto di trovarci qui per prendere accordi per un intervento. Tanto basta, semaforo verde. La scena si ripete identica nella camera successiva. Sulla soglia una donna parla al cellulare. La chiamata sembra di lavoro. La seguo dentro. Mette il telefono nella tasca posteriore dei pantaloni, prende una garza e si rimette al lavoro. Non ha cambiato i guanti. Le sue mani si posano sull’uomo operato. Con lei c’è un’altra donna: naso fuori dalla mascherina. A un metro, una infermiera vestita come fosse in reparto. Ha soltanto una cuffia sui capelli, che lascia scoperti grandi ciuffi sul davanti. Non ha i calzari. Come me, che sto a due metri dal lettino operatorio con le stesse scarpe che avevo poco prima al bar di fronte all’ospedale.

All’uscita del reparto un uomo mi chiede com’è andata l’operazione, è preoccupato. Rispondo che è tutto ok e prego Dio che sia vero. Lo rassicuro, la madre si è risvegliata. Mi stringe le mani, mi ringrazia, dice che però si tratta della moglie.
Un infermiere mi ha raccontato di un barbone che mangia e dorme dentro la struttura. Lo trovo seduto davanti al reparto di medicina nucleare, tra l’ascensore e la corsia, dove passano i malati. È grosso, dorme piegato su se stesso. Ha due sacchetti pieni di cianfrusaglie. Le gambe sono gonfie, le caviglie non si distinguono. Puzza. Ha i capelli lunghi e la barba. Accanto a lui c’è un piatto di plastica con i resti del pranzo che ha appena consumato. Lo chiamano “Carminuzzo”, diminuitivo di Carmelo, ha il mio stesso nome.

Continuo il giro. Fra gente che mi chiede informazioni. Non so che rispondere, mi scuso, dico che è il mio primo giorno. Mi becco auguri e pure qualche bacio. Incrocio una ragazza cinese. Ha uno zaino sulle spalle e una sorta di bancarella ambulante davanti con bracciali, orologi e giocattoli. La seguo. Un’infermiera le chiede un cinturino, contrattano. Entra ed esce dalle stanze, anche in pediatria, dove vende i suoi giochi di plastica privi degli standard di sicurezza previsti dall’Unione Europea.

(Carmelo Abbate)

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Messaggio  zagor il Lun 9 Nov - 18:24

Aprire il corso al traffico e facendolo ritornare una bolgia di auto o chiuderlo e farlo divenire isola pedonale ??
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  ZEUS il Lun 9 Nov - 22:59

Io penso che il traffico si debba riaprire proprio perchè siamo a Catanzaro, se fossimo in un 'altra città sarei daccordo ad avere delle isole pedonali ma come ripeto siamo a Catanzaro.
Purtroppo le vie quelle sono non abbiamo una grande diramazione di strade quella è ,la chiudiamo pure..........e anche per i commercianti caspita, questa città sta morendo e nessuno fà niente!
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Messaggio  Admin il Lun 9 Nov - 23:08

Io sono per l'isola pedonale, fatta eccezione per qualche anziano che abita nel centro storico ed e' impossibilitato a camminare, e per le attivita' commerciali che devono ricevere le merci nei negozi. Gli altri panzuti catanzarisi chi si fanu a chjacchjariata e dintra a machina ccu l'amicu ammenzu a strata, tutti a tacchjara ca scalanu i panzi e china camina vida puru i vetrini e si ferma, mentra china guida a machina continua a guidara.

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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  dirramatore il Mar 10 Nov - 7:18

Io ricordo che ogni volta che andavo a Catanzaro, quando il traffico era aperto, c'era una confusione enorme, non si poteva mai camminare a piedi ... credo che sia molto meglio oggi con l'isola pedonale. I commercianti sono sonvinti che con l'isola pedonale vendono molto meno, ma io non credo che il motivo del calo delle vendite sia dovuto al fatto che non si può circolare sul corso con le macchine, ma solo dovuto all'eccessivo rialzo dei prezzi. Infatti in città ci vado molto più volentieri adesso che non in passato visto che almeno si può camminare più tranquillamente che non in passato..........
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Messaggio  zagor il Mar 10 Nov - 18:46

Corso aperto,corso chiuso ?Ma !! forse è meglio nu pocu apertu e nu pocu chiusu o no???
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Messaggio  dirramatore il Mar 10 Nov - 18:53

con tutta sincerità preferisco sia chiuso...
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Messaggio  007 il Mar 10 Nov - 19:17

Anche io sono del parere che il "corso"rimanga a traffico limitato, se i commercianti si lamentano,secondo me sbagliano,perche' se qualcuno deve comprare un poio di scarpe, ho un vestito , deve entrare nel negozio,non se li puo' misurare in macchina, piuttosto il problema spinoso e' il parcheggio,basterebbe almeno per il centro storico,crearne uno, molto grande vicino la bratella di via Carlo V.
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Re: Catanzaro mon amour

Messaggio  dirramatore il Mar 10 Nov - 19:23

Condivido in pieno. Non ha senso poter entrare nel corso con la macchina se poi di fatto non ti puoi fermare da nessuna parte. Io a Catanzaro ci vado molto più volentieri da quando si riesce a passeggiare meglio senza traffico e posso dire che in effetti c'è anche molta gente in più rispetto al passato.
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Messaggio  zagor il Mer 11 Nov - 18:31

Gazzetta Del Sud -11.11.2009
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Messaggio  zagor il Sab 14 Nov - 15:39

Il parco di catanzaro diventa sempre più bello
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Messaggio  zagor il Gio 19 Nov - 0:06

Sul corso di Catanzaro continua a regnare l'anarchia più completa
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Messaggio  zagor il Lun 23 Nov - 18:25

Ripartono per l'ennesima volta i lavori a germaneto di CZ per la cittadella regionale. ma questa volta con una bella novità ,sara' montata una webcam che mostrerà in diretta su internet l'avanzamento dei lavori ,non appena online vi dirò' l'indirizzo della webcam
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