Lettera di Don Francesco.

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Lettera di Don Francesco.

Messaggio  dirramatore il Mer 13 Ott - 20:44

Parrocchia San Nicola di Bari - SELLIA

A tutti i giovani di Sellia e a ogni uomo e donna di buona volontà

Carissimi, ben trovati. Vi saluto e vi ringrazio per l’attenzione e il tempo che mi date nel leggere questa mia lettera scritta con il cuore di Pastore per voi tutti. Voglio prima di addentrarmi nel discorso rivolgere un sentito e ossequioso ringraziamento a tutte quelle persone e a tutti quegli strumenti che mi consentono di arrivare a voi tutti; mi riferisco ai vari forum, blog, siti parrocchiali. Grazie.

Detto questo, mi preme sottolineare che questa mia lettera è disinteressata e interessata allo stesso tempo. Disinteressata, perché non mi lascio muovere da sentimenti che per alcuni possono essere politici o di parte ma parlo a partire dalla fede, dal vangelo, dalla volontà di Gesù. Questa mia lettera, poi, è interessata perché voi siete nel mio cuore, tutti e scrivo per il vostro bene.

In questo periodo vi sto osservando nel silenzio e sto esaminando la situazione storica in cui ci troviamo, una situazione allarmante e molto preoccupante. Cambiare la mentalità di una persona anziana è difficile, quasi, impossibile, ma formare una mentalità giovane dovrebbe essere più semplice, ma a volte, risulta più complicato. Carissimi, sento il bisogno e l’obbligo di dire: svegliamoci, diamoci uno scossone forte. Riprendiamoci ad ogni livello culturale, morale, sociale, spirituale, religioso. Anziché unirci ci stiamo dividendo, anziché andare avanti andiamo indietro, anziché crescere decresciamo, anziché seminare giustizia seminiamo ingiustizie, anziché seminare perdono seminiamo vendetta, anziché seminare odio seminiamo rancore, anziché comportarci da uomini ci comportiamo da bestie, anziché comportarci da cristiani ci comportiamo da pagani, da gente che non ha incontrato Cristo.

Non vi state accorgendo che state abbandonando Dio e i fratelli. La Chiesa è sempre più vuota, i sacramenti sono sempre più disertati. Non ci si fa più la comunione, non ci si confessa più. Non si invita più in Chiesa anzi chi dovrebbe lavorare in Chiesa la sta lentamente abbandonando. Non si crede più nei propri carismi, nel lavoro pastorale. Chi va in Chiesa va per abitudine ma non crede che una Messa gli può cambiare la vita. Si prega Cristo e lo si rinnega perché non si riesce a perdonare. Si mangia Dio e si vomita il fratello scomodo, diverso da me, dell’altra “fazione”, dell’altra corrente, dell’altro partito.

Allora, vi dico con grande forza e fermezza: volete morire? Continuate su questa strada e presto morirete. Volete riprendere a vivere? Ritornate a Cristo, alla Chiesa. Date una vera sferzata alla vostra vita. Non posso vedere i giovani divisi tra di voi, apatici, senza entusiasmo. Se volete ne parliamo, ci incontriamo, discutiamo, facciamo qualcosa ma, vi prego, risorgiamo, riprendiamoci. Se gli altri si dividono voi unitevi. Se gli altri si scannano voi curate le ferite, sanate le piaghe, date speranza e conforto.

Un ultimo messaggio lo rivolgo a tutti coloro che hanno responsabilità ad ogni livello, in ogni ambito: difendete la pace, seminate il perdono e la giustizia. Vigilate affinché questa comunità riprenda a vivere. Ai catechisti, agli animatori, al consiglio pastorale, a tutti i genitori pongo una domanda seria: cosa state facendo per il bene della vostra comunità, per la crescita della fede? E cosa invece non state facendo. Un giorno Gesù ci chiederà conto: ti ho dato cinque, sette, dieci e tu cosa mi hai dato. La stessa domanda la faccio a tutti gli amministratori di maggioranza e di minoranza, al mondo della scuola e a ogni uomo che ha responsabilità precise: ognuno di voi cosa sta facendo per il bene comune, per la crescita, per l’unità del paese? Non è una domanda critica ma una certezza che se tutti per il nostro ruolo e la nostra parte ci mettiamo il nostro impegno, questa comunità risplenderà, rifiorirà.

Pertanto, a tutti buon lavoro, buona ripresa, buon cammino, buona missione, buona rinascita. Lo dobbiamo a noi, ai nostri figli, ai nostri antenati, a Dio. Ricordatevi però, c’è un tempo per noi e un tempo per Dio. Quanto tempo state dando a Dio?

Con animo benedicente
Don Francesco Cristofaro
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Mer 13 Ott - 21:10

grazie dirramatore. amici apriamo un dibattito su questa lettera. facciamo qualcosa. esprimiamo le nostre opinioni, con garbo, umiltà senza offendere ma con il desiderio di cercare delle soluzioni. sellia deve risorgere e noi la dobbiamo far risorgere
saluti amici

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  007 il Mer 13 Ott - 21:25

Questa lettera ci deve fare riflettere, scritta da DON FRANCESCO, ha un'importanza notevole , e' un vero e propio grido di allarme , che abbraccia diversi settori della vita della nostra comunita'"selliese"...
Bisogna che tutti, specie chi ha delle responsabilita',facciano qualcosa per far invertire la rotta a questo degrado culturale e morale che ci attanaglia, ognuno deve fare la propia parte, altrimenti sara' troppo tardi per risollevarsi.
Saluti,007
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Mer 13 Ott - 21:31

hai ragione caro 007. ma cosa fare? siamo in un momento di indifferenza totale. se ti esprimi sei di parte, se non ti esprimi sei indifferente. se dai un consiglio sei capito male, se critichi un comportamento, un pensiero, sei escluso. cosa fare allora? giovani tocca a voi. voi siete il futuro. forza... forza... forza... non perdiamoci in sciocchezze ma mettiamo mano all'aratro e cominciare ad arare questa terra. siamo tutti stanchi ma nessuno vuole reagire

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  dirramatore il Mer 13 Ott - 21:35

Queste cose dette in questo periodo suonano in effetti come un vero allarme. Solitamente durante l'estate in tanti si allontanano, ma può darsi pure che vanno a Messa da qualche altra parte. Chi magari scende verso il mare non si può dire che ci vada lo stesso. Adesso però siamo ad ottobre e solitamente questo allarme non c'era negli anni precedenti in questo periodo.
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Mer 13 Ott - 21:37

Sia gloria al Padre,
sia gloria al Figlio,
sia gloria allo Spirito Santo.
Spirito Santo,
tu ovunque dimori,
nel cuore dell'uomo ti manifesti,
nel cammino dirigi i passi,
nell'attesa illumini la mente,
nel pianto sei conforto,
nella nostra vita sei certezza.
Spirito Santo,
tu fai brillare la luce del Padre
negli uomini di buona volontà,
parli per bocca dell'uomo
affinché ci convertiamo,
cambiamo i pensieri,
crediamo al Vangelo di Gesù.
Spirito Santo,
senza di te,
l'uomo è nella morte,
nel buio,
nelle tenebre,
nella disperazione del suo cuore,
senza speranza di eternità beata.
Spirito Santo,
tu sei la guida nel bene,
insegnaci ad amare,
a compiere la volontà di Dio.
Tu sei il nostro avvocato,
convincici del nostro peccato,
quando poniamo l'uomo al centro e non Dio.
Spirito Santo, tu illumini i nostri cuori,
facci comprendere la Parola di Cristo Gesù,
dacci l'intelligenza delle Scritture,
conducici nella verità tutta intera.
Troppe parole umane oscurano
la croce e la risurrezione di Cristo.
Spirito Santo,
per tua opera Cristo Signore si fece carne
nel seno della Vergine Maria,
aiutaci a comprendere
che Dio è il tutto e noi il niente,
inseriscici nel vostro mistero
per cantare la vostra gloria.
Gloria al Padre,
al Figlio
e allo Spirito Santo...
ora e sempre
e per tutti i secoli.

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  007 il Mer 13 Ott - 21:43

Don Francesco i giovani hanno bisogno di una guida....meglio di voi.....voi avete un potere enorme...gridate dal vostro "pulpito" questo disaggio e degrado, le persone di buona volonta' vi seguiranno comunque e saranno con voi, gli altri si dovranno adeguare....
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Mer 13 Ott - 21:48

caro amico 007 devono cambiare i cuori tutti i cuori. siamo 500, 500 cuori devono cambiare modo di battere. il giorno della festa del Rosario feci ripetere alla chiesa gremita: Sellia ti vogliamo bene. ora amici quelle parole devono diventare vita

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  okki blu il Gio 14 Ott - 0:22

Don Francesco Cristofaro ha scritto:caro amico 007 devono cambiare i cuori tutti i cuori. siamo 500, 500 cuori devono cambiare modo di battere. il giorno della festa del Rosario feci ripetere alla chiesa gremita: Sellia ti vogliamo bene. ora amici quelle parole devono diventare vita

caro Don Francesco l'iniziativa che ha preso durante la messa in onore della Madonna del Rosario..mi fece commuovere nel cuore e nello spirito ..ma guardandomi attorno vidi tanti visi increduli a quelle parole...........mi auguro che con la sua forza quelle parole possano diventare fatti.....
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  okki blu il Gio 14 Ott - 0:30

L'ostacolo più grande è la paura... Il sentimento più brutto è il rancore... l'errore più grande è rinunciare...il regalo più bello è il perdono... la forza più grande è la fede... la cosa più bella del mondo è l'Amore...!
Madre Teresa
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Gio 14 Ott - 8:37

okki blu ha scritto:L'ostacolo più grande è la paura... Il sentimento più brutto è il rancore... l'errore più grande è rinunciare...il regalo più bello è il perdono... la forza più grande è la fede... la cosa più bella del mondo è l'Amore...!
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parole sante... mettiamole in pratica

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  uragano il Gio 14 Ott - 10:45

Caro Don Francesco, ho letto con molta attenzione la sua lettera ( grido di dolore) che ha voluto mandarci a noi del Forum per metterci a conoscenza di come vanno le cose nella nostra Comunità. E’ inutile che vi dica la mia amarezza ed il mio credetemi dispiacere per il dolore che Voi provate e che trapela in modo trasparente nelle sue inconfondibili parole. Certo, lo sappiamo non da adesso che l’ambiente in questo paese si è forse ( mi auguro di sbagliare) completamente inaridito e guastato.
Di chi è la colpa?.... certamente di una cultura che ormai imperversa da tempo.. e che non lascia spazio alle cose che Lei con molta amarezza e con evidente sconzolazione metteva in risalto. E’ mortificante veramente, che ancora a quasi due anni di distanza dalle elezioni amministrative, le cose non siano migliorate ma addirittura peggiorate. Non è che la cosa mi meraviglia più di tanto anzi, nonostante più di una volta in questo Forum mi sia speso per dare consigli specialmente ai vincitori, che a mio avviso avrebbero dovuto ( proprio perché vincitori) tentare in tutti modi di riavvicinare le parti e tentare con umiltà, ripeto con umiltà una riappacificazione generale che ad oggi per come lei stesso asserisce si è invece aggravata. Mi dispiace, caro Don Francesco, che lei debba operare in una comunità di questo genere, d'altronde io sono più che mai convinto che non si lascerà demoralizzare ma moltiplicherà l’ amore verso di noi per tentare di fare invertire la rotta a questa comunità distratta da cose futili e personali . Sono sicuro che ci riuscirà !!
Voglio altresì ricordaLe, che oltre due anni fa prima della competizione elettorale ebbi a scriverLe una lettera aperta che ad oggi mi sembra ancora attuale ……ve la voglio riproporla tale e quale …



Caro Don Francesco,

Sellia, negli ultimi 25 anni , è stata soggetta ad un continuo e progressivo impoverimento culturale e sociale, dovuto per la maggior parte al continuo spopolamento ed al susseguirsi di amministrazioni al di sotto della mediocrità ( con qualche sporadico intermezzo che a volte ha raggiunto per essere buoni la quasi sufficienza),che hanno contribuito in modo determinante ad sfasciare il già compromesso tessuto sociale. Il nostro Paese, dobbiamo constatare, sta vivendo un declino quasi irreversibile, aggravato dalle divisioni esistenti tra fazioni che inaspriscono gli animi rendendoli irascibili, invidiosi, ipocriti ed a volte pure cattivi. Specialmente nell’ultimo quinquennio, questo stato di cose ha raggiunto limiti vergognosi mai raggiunti prima . Infatti, la ruggine tra le varie fazioni fa si che le campagne elettorali che di norma dovrebbero finire dopo le consultazioni, continuano all’infinito con continue e velenose accuse gli contro gli altri. Forse, e anzi senza forse anche lei si sarà reso conto della situazione precaria e preoccupante che con l’avvicinarsi della competizione della prossima primavera ancora a mio avviso peggiorerà e raggiungerà livelli molto esasperati.
Questo paese di non più di 600 anime, mi accorgo sempre più che non ha serenità di giudizio, dovuto al continui stillicidio di illazioni e di zizzanie( spesso montati ad arte) che le fazioni, si lanciano tra di loro. Con questo quadro mortificante, questo Paese, per restare nel tema di quello che altre volte ho scritto non andrà da nessuna parte., continuerà impoverirsi ( culturalmente e socialmente) sempre di più .Questo nostro paesello, viceversa avrebbe bisogno di una maggiore concordia proiettata verso il bene comune e non di divisioni di durata ventennale che invece di regredire aumentano. Le competizioni elettorali, non devono essere l’occasione di guerre ( e poi per che cosa? Per un pugno di lenticchie ?), di scontro e di diffamazione, devono essere invece l’occasione per un confronto civile e democratico, dove i concorrenti presentano i loro programmi e le loro idee per il raggiungimento del bene comune. Finita la competizione, in democrazia vince chi è riuscito a far capire alla gente il loro programma , chi è riuscito a rendere meglio l’idea di come riuscirà fare crescere il proprio paese. I vincitori e vinti della competizione ( non della guerra), dovranno stringersi la mano , ed insieme , ognuno per la propria parte dovranno remare verso la direzione del bene di Sellia, considerato che la legge da alle minoranze il ruolo di opposizione, e di controllo, con il compito importantissimo di denunciare all’opinione pubblica eventuali disservizi o peggio soprusi. La minoranza non deve sistematicamente contestare e opporsi alle iniziative della maggioranza ma deve avere le capacità di proporre soluzioni alternative. La maggioranza,e con essa il Sindaco eletto, dovranno essere capaci di essere indistintamente gli amministratori di tutti, e non andare con il pensiero di doversi vendicare con gli avversari. Caro Don Francesco,capisco e mi rendo conto che forse le sto facendo perdere del tempo, ma in questo momento , ritengo che lei ha un compito difficilissimo, quello di dover svolgere la propria missione in un contesto del genere. Dovrà stare attento a quello che dice, dove rivolge lo sguardo,con chi si intrattiene e, per quanto tempo, correrebbe il rischio di essere coinvolto in questo marasma. Si renderà conto, che in Chiesa, verrà gente che non avrà mai vista prima ( devono fare passerella) , vedrà tanta gente presentarsi a ricevere il “Corpo di Cristo” con lo sguardo ed il pensiero rivolto altrove , vedrà tanta gente, che andrà a sciegliersi il posto in cui sedersi in modo tale da evitare lo scambiarsi del Segno della La Pace con “ Il nemico”. Non dico una sciocchezza, se dico, che in questo momento storico, Sellia ha solo la fortuna di avere un giovane Parroco (validissimo) che il Signore ci ha mandato e a cui ha dato un fardello pesantissimo ( che bella prova don France’) di cercare di fare sbarcare questa comunità in lidi più sereni. Dovrà. fare capire che la pace non si predica, si attua, mettendo da parte le in comprensioni , le offese, i risentimenti personali e l’odio che si è accumulato in questi anni. Per quanto mi riguarda le sarò vicino giornalmente con la preghiera , convinto come sono, che con il suo entusiasmo, la sua saggezza e la sua immensa fede saprà certamente ottenere dei risultati positivi.
Caro Don Francesco, un accenno è doveroso farlo nei confronti dei giovani .Il Problema dei giovani è, il problema di sempre. Anche io sono stato giovane, come lo era stato mio padre e così di seguito. Allora, come adesso, ci sentivamo incompresi, ci sentivamo messi da parte, avemmo l’impressione che le persone adulte non avevano fiducia di noi, volevamo spaccare il mondo tanto era l’entusiasmo e gli ideali che avevamo, volevamo sentirci protagonisti,volevamo in poche parole sentirci utili alla società. Noi giovani di allora , a differenza di quelli di adesso , eravamo una gioventù fatta di sofferenze e di privazioni ( per poter studiare eravamo costretti ad andare in convento , perché i nostri genitori non avevano le possibilità di tenerci allo studio, qualcuno, poi come Padre Nicola è stato chiamato anche dal Signore), eravamo la generazione della contestazione, delle proposte, la generazione che ha combattuto per ottenere l’Università in Calabria e così di seguito,( scusate se è poco), eravamo però anche la generazione del “ pane cotto” non della Nutella ( il nostro dolce allora era il sanguinaccio) . Adesso la storia si ripete, come si ripeterà sempre perché è la differenza di età che fa vedere le cose in modo diverso, ci sono generazione di differenza, che fanno vedere le cose con un’ottica diversa, si è più pacati, si è più maturi, si è meno impulsivi si ha, in poche parole più esperienza .Per queste cose, che ai giovani di adesso, e quindi anche ai nostri figli, cerchiamo di trasmettere la nostra esperienza di vita , i nostri suggerimenti, affinché loro, attraverso i nostri errori possano sbagliare di meno e avere la strada meno difficoltosa di quella che abbiamo avuto noi. Non penso che ci sia un genitore che voglia tarpare le ali ai propri figli, viceversa penso invece che sia una grande soddisfazione vedere che i propri figli raggiungere traguardi sempre più elevati. Quello, che mi va di dire ai giovani di Sellia è: “ Cercate di essere voi stessi, di non farvi strumentalizzare da nessuno perché, ognuno può e deve essere artefice del proprio destino””
Per quanto riguarda invece, il problema della “ Maschera” nel Forum ,sono dell’avviso che non c’è niente di male per adesso continuare a non svelare la nostra identità ( diverso è per Don Francesco) perché ci sono persone che, magari conoscendoti , si sentono in soggezione, e potrebbero non esprimere l’ effettivo pensiero come accade spesso quando si parla in pubblico, cioè “ la maschera” è come l’effetto del vino (VINO VERITAS) per cui si è più sinceri e quindi più reali.
Per quanto mi riguarda, caro don Francesco, da questo momento , anche in considerazione che il sottoscritto non è più da anni residente a Sellia e, quindi non vota , pur avendo le proprie simpatie, pur non uscendo dal Forum , non interverrà più sul sito della Politica.
Questa, caro don Francesco, vuole essere una lettera aperta , convinto che saprà interpretarla per il verso giusto e comunque come un mio contributo che va verso la speranza.
Con affetto










Ultima modifica di uragano il Gio 14 Ott - 11:44, modificato 1 volta
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  atena il Gio 14 Ott - 11:04

caro don francesco purtroppo è vero quello che dici....sellia stà morendo...piano piano..e senza far rumore...dovremmo essere noi giovani a combattere per farla rinascere...ma come se ognuno pensa solo per sè? solo per i propri vantaggi??? chiediamo aiuto e nessuno sembra volerci aiutare solo tu sei disposto ad aiutarci e poi quante persone siamo? 1-2-3??pochi troppo pochi!!!! bisogna svegliarci..svegliarli!! insieme possiamo fare tante cose..io ancora credo in una risvolta positiva...
per quanto riguarda la chiesa è vero domenica dopo domenica le persone diminuiscono a vista d'occhio... Gesù purtroppo viene interpellato solo nel momento del bisogno...cosa molto sbagliata...bisognerebbe amarlo sempre giorno dopo giorno sempre di più...
E' un grido generale oramai non si capisce più nulla sembra che tutti siano andati in letargo (anticipato)....ripeto bisogna lavorare seriamente insieme...senza odio...pregiudizi...senza rancora...solo con umiltà e con il tuo aiuto come prete validissimo...e te lo dico sempre Very Happy ...faremo qualcosa...
non dobbiamo arrenderci....ma dobbiamo farci sentire...
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  lux il Gio 14 Ott - 14:41

Caro Don Francesco, mi dispiace sapere quello che sta succedendo a Sellia, pensavo che l'allontanamento dalla Chiesa fosse solo dovuto al fatto che nel periodo estivo, parecchie persone della comunità, vanno al mare, partono e quant'altro.
Da quello che ho letto però, questo periodo è andato avanti ad oltranza......è un vero peccato, capisco il suo stato d'animo e che dire?
Evidentemente c'è un malessere e sicuramente non fa certo bene nascondere e fare finta che tutto questo non è reale, bisogna parlarne.
Come lei stesso ha scritto nella lettera, ho un buon passo discuterne con i giovani, lei è sempre disponibile al dialogo, credo che parlare apertamente dei vari problemi e a mio avviso ce ne sono parecchi e di varia natura aiuterà sicuramente.
Grazie per l'impegno e la costanza che da sempre la contraddistingue.
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  roddy il Gio 14 Ott - 21:19

caro don francesco--la gente non va in chiesa perché le elezioni sono finite-- la passerella si fa ogni periodo lettorale-- o no?
Ha ragione a leamentarsi però non mi ha risposto sulle conicelle--con le immgini sacre--lei è giovane e forse non le vede nelle stradine di campagne.
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Gio 14 Ott - 23:58

Bellissime le parole di tutti questi post....Ma nella vita pratica è tutto diverso...Non credo che sia solo un problema politico...Le fazioni politiche sono sempre esistite....Ma penso che la Chiesa sia tutt'altra cosa...La ricerca di Dio, di spiritualità è presente dentro ciascuno di noi....In Chiesa cerchiamo la pace interiore, la comunione con Dio e con i fratelli....E fuori che poi si deve manifestare l'amore verso i fratelli, con quella gioia che solo la Parola di Dio ci può dare...solo la speranza e la fede nella salvezza eterna....Evidentemente questa pace, ...questa gioia...non traspare fuori...e pochi si sentono attratti dalla Chiesa perchè chi la frequenta non è lo specchio di Gesù, non mostra il suo amore, la sua misericordia, la sua dolcezza, la sua umiltà...e la sua pace....Il motivo secondo me è questo....e, caro don Francesco, bisogna muoversi in questo senso....
Forse sono troppo severa, anche con me stessa, ma credo che sia questa la verità....

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Ven 15 Ott - 1:45

Antonella , concisa ma reale ,
sono con te quando dici : e fuori che poi si deve manifestare l'amore verso i fratelli
e vero in chiesa siamo tutti Santi appena fuori la musica cambia , e pensare che basta poco , per amare ed essere amati

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  jhonatan il Ven 15 Ott - 10:21

Se Don Francesco è arrivato a scrivere una lettera del genere dopo oltre due anni di missione( perchè di missione si tratta) vuol dire che si è reso conto dell'amara realtà del nostro paese: penso che abbia colto veramente nel segno.
Personalmente, sono più che convinto che a Sellia regna l'ipocrisia anche con se stessi. Mi dispiace affermare queste cose .. ma ogni giorno che passa mi rendo conto che le cose invece di migliorare pegiorano.
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  jhonatan il Ven 15 Ott - 10:26

Antonella, si è vero non è solo un problema politico.. non può essere solo problema politico ..sono d'accordo. E' un problema di cultura. Dio è Dio con o senza politica. La chiesa è la Chiesa con o senza politica. La fede è la fede con o senza politica. Quando una persona non riesce a distinguere queste cose , vuol dire che vive nell'ignoranza totale.
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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Ven 15 Ott - 10:46

atena ha scritto:caro don francesco purtroppo è vero quello che dici....sellia stà morendo...piano piano..e senza far rumore...dovremmo essere noi giovani a combattere per farla rinascere...ma come se ognuno pensa solo per sè? solo per i propri vantaggi??? chiediamo aiuto e nessuno sembra volerci aiutare solo tu sei disposto ad aiutarci e poi quante persone siamo? 1-2-3??pochi troppo pochi!!!! bisogna svegliarci..svegliarli!! insieme possiamo fare tante cose..io ancora credo in una risvolta positiva...
per quanto riguarda la chiesa è vero domenica dopo domenica le persone diminuiscono a vista d'occhio... Gesù purtroppo viene interpellato solo nel momento del bisogno...cosa molto sbagliata...bisognerebbe amarlo sempre giorno dopo giorno sempre di più...
E' un grido generale oramai non si capisce più nulla sembra che tutti siano andati in letargo (anticipato)....ripeto bisogna lavorare seriamente insieme...senza odio...pregiudizi...senza rancora...solo con umiltà e con il tuo aiuto come prete validissimo...e te lo dico sempre Very Happy ...faremo qualcosa...
non dobbiamo arrenderci....ma dobbiamo farci sentire...

grazie atena. volevo dire che Gesù con 12 apostoli ha cambiato il mondo. non importa se si è 1,2,3. un pò di amore in più per tutto. quando un padre e una madre amano una famiglia le cose vanno.

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Ven 15 Ott - 10:48

roddy ha scritto:caro don francesco--la gente non va in chiesa perché le elezioni sono finite-- la passerella si fa ogni periodo lettorale-- o no?
Ha ragione a leamentarsi però non mi ha risposto sulle conicelle--con le immgini sacre--lei è giovane e forse non le vede nelle stradine di campagne.

ti chiedo scusa Roddy. era da un pò di tempo che non entravo nel forum e sono entrato solo per inserire questa lettera. io non so neanche cosa tu abbia scritto e di cosa parli. scusami veramente

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Ven 15 Ott - 10:52

Ant0nella ha scritto:Bellissime le parole di tutti questi post....Ma nella vita pratica è tutto diverso...Non credo che sia solo un problema politico...Le fazioni politiche sono sempre esistite....Ma penso che la Chiesa sia tutt'altra cosa...La ricerca di Dio, di spiritualità è presente dentro ciascuno di noi....In Chiesa cerchiamo la pace interiore, la comunione con Dio e con i fratelli....E fuori che poi si deve manifestare l'amore verso i fratelli, con quella gioia che solo la Parola di Dio ci può dare...solo la speranza e la fede nella salvezza eterna....Evidentemente questa pace, ...questa gioia...non traspare fuori...e pochi si sentono attratti dalla Chiesa perchè chi la frequenta non è lo specchio di Gesù, non mostra il suo amore, la sua misericordia, la sua dolcezza, la sua umiltà...e la sua pace....Il motivo secondo me è questo....e, caro don Francesco, bisogna muoversi in questo senso....
Forse sono troppo severa, anche con me stessa, ma credo che sia questa la verità....

cara Antonella io sono molto d'accordo con te e tu lo sai, infatti leggendo bene io nella lettera non accuso nessuno anzi l'ho precisato fin da subito. ma a tutti ho posto una domanda: cosa sto facendo e cosa non sto facendo è inutile girare o additare. sono io che devo rispondere: cosa sto facendo e cosa non sto facendo. singolarmente bisogna mettersi in discussione. non travisiamo

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Re: Lettera di Don Francesco.

Messaggio  Ospite il Ven 15 Ott - 10:53

jhonatan ha scritto:Antonella, si è vero non è solo un problema politico.. non può essere solo problema politico ..sono d'accordo. E' un problema di cultura. Dio è Dio con o senza politica. La chiesa è la Chiesa con o senza politica. La fede è la fede con o senza politica. Quando una persona non riesce a distinguere queste cose , vuol dire che vive nell'ignoranza totale.

pienamente d'accordo con te.

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seconda parte della lettera

Messaggio  Ospite il Sab 16 Ott - 10:51

Io vi dico che farà loro giustizia prontamente
necessità di pregare sempre


Carissimo/a,
la preghiera è la manifestazione più alta, della nostra fede. Nella preghiera si incontrano due verità: di Dio e dell’uomo. Chi è Dio e chi è l’uomo?
Chi è Dio? È l’Onnipotente Signore, il Creatore del Cielo e della terra, la Carità eterna, la Verità dell’universo e dell’uomo, l’Amore illimitato, la Vita senza fine, la Provvidenza che governa il mondo, Colui al quale è dovuto ogni obbedienza da tutta la sua creazione, il Padre buono che conosce solo il bene, la Misericordia che non si fa attendere, la Pietà che sempre risponde, la Luce che riscalda e illumina,
Chi è l’uomo? È la povertà infinita, il nulla assoluto, il piccolo che non può crescere da solo, che mai si potrà fare da sé. È colui che per vivere si deve nutrire solo del suo Dio. Anche il corpo per vivere ha bisogno della benedizione di Dio. Persino il suo respiro è un prestito del Signore senza alcuna scadenza certa. Quando il Signore vuole, viene e se lo prende e nessuno gli potrà mai dire: “Perché me lo prendi?”. È suo.
Cosa avviene nella preghiera? Accade che la miseria dell’uomo viene offerta al Signore. Il Signore l’accoglie e la trasforma in vita e in ricchezza per noi. L’immensità, la grandezza della nostra povertà viene data a Lui nella fede che Lui potrà trasformarla in immensa ricchezza. La morte Lui la fa vita, la fame sazietà, il niente lo moltiplica e lo ingrandisce, la malattia la fa salute, la solitudine comunione, la penuria abbondanza. Niente gli è impossibile. Cosa è chiesto a noi? Solo di perseverare con fede nella nostra richiesta. Quanto dobbiamo perseverare? Fino all’esaudimento della nostra invocazione.
Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
La parabola si chiude con un pensate interrogativo: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. È responsabilità del cristiano far sì che la fede non scompaia dalla nostra terra. Oggi in verità il cristiano sta commettendo un grave misfatto: sta liberando la fede dalla verità e la verità dalla fede, per dare spazio al puro sentimento, che sfocia in una religiosità senza fede e senza verità. Una fede senza verità ci rende più schiavi della non fede. Una verità senza fede ci fa al massimo dei filosofi, mai dei cristiani. Contro questo sfacelo cristiano dobbiamo reagire. Come? Rimettendo la verità nella fede e la fede in ogni verità di Dio. È Dio la verità dell’uomo, verità della sua anima, del suo spirito, del suo corpo.
In questo interrogativo di Gesù vi è la conferma di ciò che dicevo nella precedente lettera. Allora, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci a lavoro perché un miracolo può sempre accadere. Io vi dico che se solo per un mese noi ci crediamo e operiamo secondo quanto crediamo tutto risorgerà. Che il Signore vi benedica e vi colmi di buoni e santi propositi. La domanda è sempre la stessa: cosa sto facendo io per il bene della mia comunità?

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Re: Lettera di Don Francesco.

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