Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
selliotu u munnu e na palla chi gira
ijeri eri giuvana tu ojia tocca a mia però
dicia a verita simmu chilli chi parramu anzi scrivimu e jiù
simu fantastici (sula mi preju)
ijeri eri giuvana tu ojia tocca a mia però
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palummella- Numero di messaggi: 1900
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Commy ha scritto:Mi pare che ne abbiamo già parlato e chiamavano anche i neonati quando dicevano: "MI PARA NU PIZZATULU", cioè li avvolgevano con delle fasce che restavano immobili come una mummia ed infatti piangevano sempre. La logica sbagliata era che così crescevano diritti....? C'era la credenza che se lasciati liberi come adesso di scalciare... le gambe restavano storte.
Commissà, d'altra parte forsi ce cridianu ca criscianu diritti. Un ti scordara ca tutti dicianu ngiru: cunni e Borgia, vozzulusi e Crichi e gammi storti da Sellia

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Cuv, Povarelli chilli borgisi! Tutti questi anni passare per babbei... Pero' ho letto che la parola in questione non voleva significare che erano scemi ma si riferiva ad una parte dell'anatomia femminile, nel senso che c'erano belle donne e non uomini cretini.
(Pero' chissu e' chillu chi dicianu illi... E ti paria !!! )
(Pero' chissu e' chillu chi dicianu illi... E ti paria !!! )
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Verificherò.

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Admin ha scritto:Cuv, Povarelli chilli borgisi! Tutti questi anni passare per babbei... Pero' ho letto che la parola in questione non voleva significare che erano scemi ma si riferiva ad una parte dell'anatomia femminile, nel senso che c'erano belle donne e non uomini cretini.
(Pero' chissu e' chillu chi dicianu illi... E ti paria !!! )
Ho verificato l'ipotesi del perchè di cunni e Borgia, Admin c'hai azzeccato: pare che il tutto derivi dal fatto che in quel di Borgia vi abitò per un certo periodo Lucrezia Borgia, e da cosa nasce cosa tant'è che la notevole presenza di ragazze ben fatte e la presenza di un toro in uno stemma del di un vecchio palazzo portarono al detto sopra detto

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Ma quannu a fini ma scrivi fisseriji? Si t'averra fermatu ca c'e' su' belli fimmini averra fattu n'atra figura. 
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Admin ha scritto:Ma quannu a fini ma scrivi fisseriji? Si t'averra fermatu ca c'e' su' belli fimmini averra fattu n'atra figura.
Questo è quanto riferito da borgisi veraci, autorevoli borgisi. Io sono selliotu e posso garantire solo per il detto "gammi storti da Sellia" e per la vicinanza che ci lega con il capoluogo di regione "mancia corettu e Catanzaru"

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
Data d'iscrizione: 27.02.09
Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Bravo cuvalu.
Ultima modifica di selliotuluntanu il Gio 2 Lug - 23:09, modificato 1 volta

selliotuluntanu- Numero di messaggi: 1657
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
A proposito della diatriba subra i Cunni e B., devo dirvi che l'anno scorso avevo un collega d'Inglese un certo Gullì L. che alcuni ragazzi di Sellia conoscono bene perchè ha insegnato anche a Taverna ed è di Borgia, con il quale spesso ci ritrovavamo alla benzina dopo la galleria dei Due Mari per andare a Lamezia insieme. Il discorso in questione è stato più volte preso in considerazione perchè ne parlava lui con scritti storici alla mano che mi ha fornito, ma, per tempo non ho mai letto con attenzione e pertanto non posso esprimermi sulla questione e la lascio a VOI. Ciao

Commy- Numero di messaggi: 707
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Chimma vi pigghja u collu a ra cascia... Ma pecchi' i sellioti avianu i gammi storti ? Forzi pecchi' eranu sempra ncavallu a ri ciucci ? haha.gif
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Ciucci e muli un ti scordara ca da parta du voscu viaggiavano pure i muli!

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
Data d'iscrizione: 27.02.09
Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Cuv, chissa e' ppe ttia...Atru ca Lucrezia Borgia d'Egittu...
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SI NU CUNNU 'E BORGIA: PUO' SUCCEDERE DI ESSERE CHIAMATI COSI' MA SENZA OFFESA
Da tempi molto antichi gli abitanti di Borgia vengono indicati e apostrofati con la dizione di "cunnu": si nu cunnu 'e Borgia. La denotazione, per dire il vero, a molti borgesi ancora oggi non fa piacere.
La dizione di "cunnu" in effetti non fa piacere, anche perché il termine sembra oggi assumere connotazioni sempre più degenerative: fesso, scemo, stolto, dissennato, tonto, insensato, facile da abbindolare e da raggirare, credulone ecc.
Ma al di là o al di qua, come dir si voglia, di chi si duole e di chi ci inzuppa, "u cunnu" è una verità, che, oltre i termini fittizi odierni, trova nella storia una sua specifica datazione. Il termine, intanto, è di derivazione latina e lo ritroviamo nel poeta Catullo (97,
e in Marziale nella voce "cunnus" o "connus" con significato di "vulva".
Pertanto, in senso traslato, venne usato ab origine per indicare le vulve delle donne borgesi: sensuali, appetibili, ma anche facili da avere.
Inizialmente ebbe però un senso figurato e cioé quello di "meretrice". Infatti con tale significato lo ritroviamo in Orazio, che a sua volta aveva ripreso il termine dal greco kùvn - kùn`w (cagna o meretrice), come è rintracciabile in Omero (Iliade 6, 344) e in Euripide (Ecuba, scena dell'Esodo). Dal genitivo greco kùn`w derivò il latino "cunnos" o "cunnus" di Orazio e di Catullo, diffuso dai romani dopo la venuta e la fondazione della colonia di Minervia Scolacium, 123 a. C., da cui il dialettale "cunnu".
Con la decadenza di "Scolacium", una parte consistente degli abitanti, fondando l'attuale centro di Squillace, portarono nella nuova cittadina l'uso della lingua originaria (che subirà già a partire dalla presenza bizantina e poi musulmana un'evoluzione consistente) e anche il termine di "cunnu", il cui uso in senso figurale riemerse con determinazione al tempo della dominazione del Principato di Squillace della casata della famiglia Borgia.
In particolare, l'usualità e l'attualità del termine risalirebbe al tempo del matrimonio di Goffredo Borgia, figlio naturale del papa Alessandro VI, con Sancia, figlia di Alfonso II, che diede in dote il Principato a Goffredo e il titolo di Principe di Squillace. Goffredo aveva appena dodici anni (altri dicono tredici); Sancia, diciassette.
Ma dopo appena un mese dal matrimonio, in Squillace e nel Principato incominciarono a correre delle "voci" sulla correttezza e sulla condotta di Sancia, la quale, ormai donna e con un marito "bambino", sembra ospitasse nel suo letto "alcuni" spasimanti.
Sull'esempio di Sancia l'essere disponibili sembra fosse diventata quasi un'abitudine per molte donne del Principato: belle, corpose e un 'tantinello' vogliose. Da tali fatti nacque il "cunnu 'e Borgia" che, ab origine, pertanto era riferito e caratterizzava le "vulve" vogliose e facili delle donne del Principato. Ma di tutto il Principato e non solo di quelle dell'attuale Borgia, anche perché il casale aveva fino a quel tempo il nome di "Pallah.orio" e solo dopo il 1547 sarà fondato il casale col nome di Borgia.
Tratto da "Il Quotidiano" di mercoledì 28 luglio 2004
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SI NU CUNNU 'E BORGIA: PUO' SUCCEDERE DI ESSERE CHIAMATI COSI' MA SENZA OFFESA
Da tempi molto antichi gli abitanti di Borgia vengono indicati e apostrofati con la dizione di "cunnu": si nu cunnu 'e Borgia. La denotazione, per dire il vero, a molti borgesi ancora oggi non fa piacere.
La dizione di "cunnu" in effetti non fa piacere, anche perché il termine sembra oggi assumere connotazioni sempre più degenerative: fesso, scemo, stolto, dissennato, tonto, insensato, facile da abbindolare e da raggirare, credulone ecc.
Ma al di là o al di qua, come dir si voglia, di chi si duole e di chi ci inzuppa, "u cunnu" è una verità, che, oltre i termini fittizi odierni, trova nella storia una sua specifica datazione. Il termine, intanto, è di derivazione latina e lo ritroviamo nel poeta Catullo (97,
Pertanto, in senso traslato, venne usato ab origine per indicare le vulve delle donne borgesi: sensuali, appetibili, ma anche facili da avere.
Inizialmente ebbe però un senso figurato e cioé quello di "meretrice". Infatti con tale significato lo ritroviamo in Orazio, che a sua volta aveva ripreso il termine dal greco kùvn - kùn`w (cagna o meretrice), come è rintracciabile in Omero (Iliade 6, 344) e in Euripide (Ecuba, scena dell'Esodo). Dal genitivo greco kùn`w derivò il latino "cunnos" o "cunnus" di Orazio e di Catullo, diffuso dai romani dopo la venuta e la fondazione della colonia di Minervia Scolacium, 123 a. C., da cui il dialettale "cunnu".
Con la decadenza di "Scolacium", una parte consistente degli abitanti, fondando l'attuale centro di Squillace, portarono nella nuova cittadina l'uso della lingua originaria (che subirà già a partire dalla presenza bizantina e poi musulmana un'evoluzione consistente) e anche il termine di "cunnu", il cui uso in senso figurale riemerse con determinazione al tempo della dominazione del Principato di Squillace della casata della famiglia Borgia.
In particolare, l'usualità e l'attualità del termine risalirebbe al tempo del matrimonio di Goffredo Borgia, figlio naturale del papa Alessandro VI, con Sancia, figlia di Alfonso II, che diede in dote il Principato a Goffredo e il titolo di Principe di Squillace. Goffredo aveva appena dodici anni (altri dicono tredici); Sancia, diciassette.
Ma dopo appena un mese dal matrimonio, in Squillace e nel Principato incominciarono a correre delle "voci" sulla correttezza e sulla condotta di Sancia, la quale, ormai donna e con un marito "bambino", sembra ospitasse nel suo letto "alcuni" spasimanti.
Sull'esempio di Sancia l'essere disponibili sembra fosse diventata quasi un'abitudine per molte donne del Principato: belle, corpose e un 'tantinello' vogliose. Da tali fatti nacque il "cunnu 'e Borgia" che, ab origine, pertanto era riferito e caratterizzava le "vulve" vogliose e facili delle donne del Principato. Ma di tutto il Principato e non solo di quelle dell'attuale Borgia, anche perché il casale aveva fino a quel tempo il nome di "Pallah.orio" e solo dopo il 1547 sarà fondato il casale col nome di Borgia.
Tratto da "Il Quotidiano" di mercoledì 28 luglio 2004
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Ma considerando che quanto da me riportato mi è stato detto da nu cunnu e Borgia attuale non è comunque così lontano da quanto tu dici, magari un pò risvoltato come racconto per ovvie ragioni ma comunque alla base c'erano sempre le donne.

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
Sempre le donne, sempre... 

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Re: Cermi e jestimi (imprecazioni dialettali)
...ah! Adm...pecchissu si spiritusu cu 007 eru sottoscrittu e latra parta...veni e sta banna e ti fai a vucca cu "vulve" etc. i chimma

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MEDUSA- Numero di messaggi: 241
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