Spigolando qua e la'
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Spigolando qua e la'
Le notizie storiche su Sellia sono poche e frammentarie; sotto questo titolo ci proponiamo, in qualche modo di metterle in risalto e discuterne. Molte notizie utili sono raccolte nel libro "Sellia culla d'arte" - La storia, l'arte e le tradizioni di un paese da riscoprire a cura della Parrocchia S. Nicola di Bari e nel seguente sito della parrocchia.
http://www.parrocchie.it/sellia/
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Re: Spigolando qua e la'
SELLIA- TRA STORIA E REALTA'
Sellia, ridente paesino della pre-Sila catanzarese, posto a metà strada tra Simeri Crichi e San Pietro Magisano, ha alle sue spalle una lunga storia che porta lo stesso ad essere, oltre che uno dei più antichi insediamenti della zona, anche ad avere punti di contatto con le vicissitudini storiche di Catanzaro e Taverna..
Si narra, infatti, che la Contessa Clemenza di Catanzaro, la quale unitamente ad altri nobili calabresi si era ribellata a Guglielmo il Malo, re di Sicilia e di Calabria, per sfuggire alla vendetta di questi, si era asserragliata nel castello di Taverna.
Dopo lunga e gagliarda resistenza il castello fu espugnato e raso al suolo e Clemenza, unitamente alla madre Segelgarda e ai principi Aldero e Tommaso furono fatti prigionieri; anzi, la vendetta fu tale che, subito, tagliò le mano ai principi e mentre li portavano a Palermo, per incarcerarli, a Reggio li fece impiccare.
Questo avvenimento fu uno dei tanti nei quali si trovò al centro Taverna, della quale abbiamo dovuto necessariamente accennare perché gli abitanti, anche per evitare le continue scorrerie dei Saraceni e per sfuggire alle persecuzioni degli invasori, si rifugiarono sui colli di Asilia che, per la posizione geomorfologica, si prestavano bene alla difesa dagli attaccanti.
Si venne allora a creare un casale che volgarizzando il nome del colle fu chiamato Sellia.
Su tale dizione, però, c'è da dire che alcuni storici non sono d'accordo perché affermano che Sellia esisteva prima della venuta di questi fuggiaschi da Taverna e ne attribuiscono il nome o alla vicinanza aerea con la Sila (pare che il paese si chiamasse prima Silia e dopo Sellia) o alla conformazione del luogo ove sorge che ha appunto la forma di una sella.
Però, motivi storici ed archeologici inducono a far credere che Sellia esistesse fin dai tempi antichissimi.
Infatti, nei dintorni del paese, vi è una località detta “il burrone Pàllara” , ove esisteva un tempietto dedicato alla Dea Pallade; vi fu un ritrovamento di una scure classificata ad epoca antecedente a quella ritrovata nel vallone del Coscile, dove fu ubicata la città di Sibari e per ultima la testimonianza dell' arciprete D. Giuseppe Rosi il quale rilevò che, sull'altare della chiesetta di S. Angelo - da tempo scomparsa a causa di rivolgimenti tellurici - si trovavano incise queste parole: “Hoc transiit Timotheus”.
Ora, come è anche noto , considerando che San Timoteo visse ne 1° secolo dell'era volgare; che fu discepolo di S. Paolo e che lo seguì a Roma, dove Nerone lo martorizzò., si può senz'altro dare credito a quanto affermato dagli storici sull'esistenza di Sellia sin dai tempi del paganesimo.
Fino agli anni '50 Sellia era un comune diviso tra il centro vero e proprio, detto Sellia Superiore e la sua più importante e consistente frazione Sellia Marina distante diversi chilometri la quale era divisa dal comune madre da ben due comuni intermedi : Simeri Crichi e Soveria Simeri.
Da quando, però, negli anni '50 Sellia Superiore, perdendo la sua frazione Marina (diventato comune autonomo),riacquistò il nome originario di Sellia si è dovuti assistere ad un lento ed inesorabile declino del centro dovuto in maggior parte all'atavica esigenza di lavoro della terra calabra che ha portato all'incremento del fenomeno dell'emigrazione e poi al trasferimento di molti abitanti verso zone logisticamente più favorevoli.
Sta di fatto che oggi, non essendo più bastevole all'economia locale l'agricoltura, che si basa quasi esclusivamente sull'olivicoltura, si tenta di riscoprire le antiche glorie del passato attraverso l'invito alla conoscenza dei ruderi del locale castello e delle intricate e caratteristiche trame di vicoli e viuzze della vecchia città feudale.
Sellia, è vero, benché di vetusta origine, non ha potuto acquistare quell'importanza di cui è meritevole, a causa della località rupestre dove venne edificata..
Sellia riacquistato il nome di Sellia, vanta famiglie di patrioti e si distingue per cordiale ospitalità, laboriosità e correttezza di costumi. Ma, purtroppo, deve assistere al suo inesorabile declino.
L'unico modo di potere risorgere è il passato: passato che, però, deve essere rinverdito, rivalutato e ,perché no, riscoperto.
Esistono i ruderi di un importante castello, che Ruggero Normanno, padre di Guglielmo il Malo, dopo avere ripreso i punti rivoltosi della Calabria, ve lo fece edificare nel 1057.
Alcuno in contrasto con tale tesi afferma che l'edificazione sia avvenuta ad opera di Roberto Guiscardo il quale, nel 1060, fece costruire quello di Catanzaro ed anche il famoso monastero di Corazzo, dove fecero dimora l'Abate Gioacchino da Celico, noto come Giovanni da Fiore, che l'Alighieri disse “di spirito profetico dotato” ed il celebre filosofo Bernardino Telesio, che vi scrisse le nuove teorie antiaristoteliche.
Il fortilizio di Sellia fu in seguito sede sicura di baroni fino all'epoca dell'invasione francese, quando venne abolito il feudalesimo e ristretta la proprietà dei vassalli.
Abbiamo detto che Sellia può rinascere. La storia è dalla sua parte. “Sellia, luoco piccolo, ma molto forte di sito, e di fabrica, posto in luoco sublime..” come scrisse alcuno, può rivivere nella visione del suo castello, nel ricordo dell'antica sorgente della Salinella da cui sgorgava un'acqua dagli effetti purgativi e che ,imbottigliata, veniva fornita ai militari dello Stato italiano, alla visione della Pietà ,situata nella Chiesa matrice di S. Nicola che sembra avere origini seicentesche o di manifattura del Gaggini.
Non abbiamo elementi per indicare, cronologicamente, i nomi dei feudatari che assunsero il titolo di “Barone di Sellia”;
Sta di fatto che notizie storiche risalgono all'epoca angioina, allorché Sellia appare infeudata alla famiglia De Sellia (da cui potrebbe avere origine anche il nome)..
Passata nel 1464 nel dominio dei Sersale, che alcuni la fanno originaria di Sorrento ed altri dal cosentino, fu tenuta da questi sino al 1657. Fu infeudata , per cinque anni, alla famiglia catanzarese dei Marincola e, poi, dal 1662 al 1806 ai Perrone.
Sotto il governo dei Perrone, e cioè verso il 1760, un gruppo di abitanti di Sellia, ribellandosi sl dispotismo baronale, migrò nella contrada Crichi, dando origine al comune attuale.
Il casale di Crichi, in principio, dipese da Simeri, che trovasi a 5 km. Di distanza ed è l'antica e rinomata Simeris di origine attica, patria di S. Bartolomeo e feudo di baroni i quali, a loro difesa, vi costruirono un fortilizio i cui avanzi sono oggi proprietà della famiglia De Nobile di Catanzaro.
Simeri andò sempre più decadendo, ed ora, larva della sua prisca grandezza, è divenuta frazione di Crichi e perciò, detto comune, ha assunto la denominazione di Simeri Crichi.
L'invito, e di questo bisogna dare atto alla corrente Amministrazione, è operato attraverso programmi di sagre che riscoprendo i “sapori antichi di una volta” permette, oltre alla degustazione, di visitare ed ammirare tutto ciò che di antico rimane.
- Armando Giorno -
Sellia, ridente paesino della pre-Sila catanzarese, posto a metà strada tra Simeri Crichi e San Pietro Magisano, ha alle sue spalle una lunga storia che porta lo stesso ad essere, oltre che uno dei più antichi insediamenti della zona, anche ad avere punti di contatto con le vicissitudini storiche di Catanzaro e Taverna..
Si narra, infatti, che la Contessa Clemenza di Catanzaro, la quale unitamente ad altri nobili calabresi si era ribellata a Guglielmo il Malo, re di Sicilia e di Calabria, per sfuggire alla vendetta di questi, si era asserragliata nel castello di Taverna.
Dopo lunga e gagliarda resistenza il castello fu espugnato e raso al suolo e Clemenza, unitamente alla madre Segelgarda e ai principi Aldero e Tommaso furono fatti prigionieri; anzi, la vendetta fu tale che, subito, tagliò le mano ai principi e mentre li portavano a Palermo, per incarcerarli, a Reggio li fece impiccare.
Questo avvenimento fu uno dei tanti nei quali si trovò al centro Taverna, della quale abbiamo dovuto necessariamente accennare perché gli abitanti, anche per evitare le continue scorrerie dei Saraceni e per sfuggire alle persecuzioni degli invasori, si rifugiarono sui colli di Asilia che, per la posizione geomorfologica, si prestavano bene alla difesa dagli attaccanti.
Si venne allora a creare un casale che volgarizzando il nome del colle fu chiamato Sellia.
Su tale dizione, però, c'è da dire che alcuni storici non sono d'accordo perché affermano che Sellia esisteva prima della venuta di questi fuggiaschi da Taverna e ne attribuiscono il nome o alla vicinanza aerea con la Sila (pare che il paese si chiamasse prima Silia e dopo Sellia) o alla conformazione del luogo ove sorge che ha appunto la forma di una sella.
Però, motivi storici ed archeologici inducono a far credere che Sellia esistesse fin dai tempi antichissimi.
Infatti, nei dintorni del paese, vi è una località detta “il burrone Pàllara” , ove esisteva un tempietto dedicato alla Dea Pallade; vi fu un ritrovamento di una scure classificata ad epoca antecedente a quella ritrovata nel vallone del Coscile, dove fu ubicata la città di Sibari e per ultima la testimonianza dell' arciprete D. Giuseppe Rosi il quale rilevò che, sull'altare della chiesetta di S. Angelo - da tempo scomparsa a causa di rivolgimenti tellurici - si trovavano incise queste parole: “Hoc transiit Timotheus”.
Ora, come è anche noto , considerando che San Timoteo visse ne 1° secolo dell'era volgare; che fu discepolo di S. Paolo e che lo seguì a Roma, dove Nerone lo martorizzò., si può senz'altro dare credito a quanto affermato dagli storici sull'esistenza di Sellia sin dai tempi del paganesimo.
Fino agli anni '50 Sellia era un comune diviso tra il centro vero e proprio, detto Sellia Superiore e la sua più importante e consistente frazione Sellia Marina distante diversi chilometri la quale era divisa dal comune madre da ben due comuni intermedi : Simeri Crichi e Soveria Simeri.
Da quando, però, negli anni '50 Sellia Superiore, perdendo la sua frazione Marina (diventato comune autonomo),riacquistò il nome originario di Sellia si è dovuti assistere ad un lento ed inesorabile declino del centro dovuto in maggior parte all'atavica esigenza di lavoro della terra calabra che ha portato all'incremento del fenomeno dell'emigrazione e poi al trasferimento di molti abitanti verso zone logisticamente più favorevoli.
Sta di fatto che oggi, non essendo più bastevole all'economia locale l'agricoltura, che si basa quasi esclusivamente sull'olivicoltura, si tenta di riscoprire le antiche glorie del passato attraverso l'invito alla conoscenza dei ruderi del locale castello e delle intricate e caratteristiche trame di vicoli e viuzze della vecchia città feudale.
Sellia, è vero, benché di vetusta origine, non ha potuto acquistare quell'importanza di cui è meritevole, a causa della località rupestre dove venne edificata..
Sellia riacquistato il nome di Sellia, vanta famiglie di patrioti e si distingue per cordiale ospitalità, laboriosità e correttezza di costumi. Ma, purtroppo, deve assistere al suo inesorabile declino.
L'unico modo di potere risorgere è il passato: passato che, però, deve essere rinverdito, rivalutato e ,perché no, riscoperto.
Esistono i ruderi di un importante castello, che Ruggero Normanno, padre di Guglielmo il Malo, dopo avere ripreso i punti rivoltosi della Calabria, ve lo fece edificare nel 1057.
Alcuno in contrasto con tale tesi afferma che l'edificazione sia avvenuta ad opera di Roberto Guiscardo il quale, nel 1060, fece costruire quello di Catanzaro ed anche il famoso monastero di Corazzo, dove fecero dimora l'Abate Gioacchino da Celico, noto come Giovanni da Fiore, che l'Alighieri disse “di spirito profetico dotato” ed il celebre filosofo Bernardino Telesio, che vi scrisse le nuove teorie antiaristoteliche.
Il fortilizio di Sellia fu in seguito sede sicura di baroni fino all'epoca dell'invasione francese, quando venne abolito il feudalesimo e ristretta la proprietà dei vassalli.
Abbiamo detto che Sellia può rinascere. La storia è dalla sua parte. “Sellia, luoco piccolo, ma molto forte di sito, e di fabrica, posto in luoco sublime..” come scrisse alcuno, può rivivere nella visione del suo castello, nel ricordo dell'antica sorgente della Salinella da cui sgorgava un'acqua dagli effetti purgativi e che ,imbottigliata, veniva fornita ai militari dello Stato italiano, alla visione della Pietà ,situata nella Chiesa matrice di S. Nicola che sembra avere origini seicentesche o di manifattura del Gaggini.
Non abbiamo elementi per indicare, cronologicamente, i nomi dei feudatari che assunsero il titolo di “Barone di Sellia”;
Sta di fatto che notizie storiche risalgono all'epoca angioina, allorché Sellia appare infeudata alla famiglia De Sellia (da cui potrebbe avere origine anche il nome)..
Passata nel 1464 nel dominio dei Sersale, che alcuni la fanno originaria di Sorrento ed altri dal cosentino, fu tenuta da questi sino al 1657. Fu infeudata , per cinque anni, alla famiglia catanzarese dei Marincola e, poi, dal 1662 al 1806 ai Perrone.
Sotto il governo dei Perrone, e cioè verso il 1760, un gruppo di abitanti di Sellia, ribellandosi sl dispotismo baronale, migrò nella contrada Crichi, dando origine al comune attuale.
Il casale di Crichi, in principio, dipese da Simeri, che trovasi a 5 km. Di distanza ed è l'antica e rinomata Simeris di origine attica, patria di S. Bartolomeo e feudo di baroni i quali, a loro difesa, vi costruirono un fortilizio i cui avanzi sono oggi proprietà della famiglia De Nobile di Catanzaro.
Simeri andò sempre più decadendo, ed ora, larva della sua prisca grandezza, è divenuta frazione di Crichi e perciò, detto comune, ha assunto la denominazione di Simeri Crichi.
L'invito, e di questo bisogna dare atto alla corrente Amministrazione, è operato attraverso programmi di sagre che riscoprendo i “sapori antichi di una volta” permette, oltre alla degustazione, di visitare ed ammirare tutto ciò che di antico rimane.
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origini nome
Sull'etimologia del nome SELLIA, tendo a credere alla ricostruzione storica che attribuisce alla latinita' di rito la fondazione di Sellia. I gruppi che vivevano nell'antica Trischene (Tre Chiese) erano in discordia, divisi basicalmente tra greci e latini. Dopo le incursioni saracene e la distruzione della citta', si cercava nell'entroterra un luogo sicuro. Il gruppo fondatore del paese con a capo Julo Catimero era latino, infatti la radice del nome latino classico e' ASYLUM (asilo, luogo sicuro, inviolabile) poi volgarizzato in ASYLIA e quindi divenuto SELLIA.
Un indizio di un certa valenza puo' anche essere dato al fatto che ancora oggi, nel nostro dialetto noi diciamo non Sellia ma "A-sellia" (es: duve vai? - Vaju a r'A-Sellia) oppure (E duve si? - signu d'Asellia).
Un indizio di un certa valenza puo' anche essere dato al fatto che ancora oggi, nel nostro dialetto noi diciamo non Sellia ma "A-sellia" (es: duve vai? - Vaju a r'A-Sellia) oppure (E duve si? - signu d'Asellia).

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Toponimi
Prendo spunto dall'amico Robin sull'altro argomento "Frana" dove menziona la "Fera d'a Madonna da Niva che si svolgeva fino agli anni sessanta nel detto rione e che consisteva semplicemente in una fiera di animali, principalmente suini; molte erano le persone che li compravano e crescevano per poi farsi la provvista della carne per tutto l'anno.
Negli anni antecedenti una grande fiera di bestiame si teneva annualmente nel tratto del fiume Simeri, (jhumara e Marvianu) sotto S.Pietro Magisano, era detta "Fera e Trinchisi". Questa fiera che comprendeva ben altri prodotti e necessita', negli anni dell'antica opulenza commerciale di Trischene si svolgeva sul litorale ed era frequentata da mercanti che venivano anche dal lontano oriente. Quando la citta' venne distrutta dai Saraceni, le popolazioni si rifugiarono nell'interno ma si portarono dietro riti ed usanze, come appunto la fiera. Da notare come i toponimi tipo Marvianu (dall'antico nome Marvotrinchison che era l'unione dei due torrenti Marviano e Trinchise che insieme formano il fiume Simeri) oppure Trinchise stesso che e' la deformazione dell'originale Trischene, la citta' delle tre etnie e delle tre chiese.
Negli anni antecedenti una grande fiera di bestiame si teneva annualmente nel tratto del fiume Simeri, (jhumara e Marvianu) sotto S.Pietro Magisano, era detta "Fera e Trinchisi". Questa fiera che comprendeva ben altri prodotti e necessita', negli anni dell'antica opulenza commerciale di Trischene si svolgeva sul litorale ed era frequentata da mercanti che venivano anche dal lontano oriente. Quando la citta' venne distrutta dai Saraceni, le popolazioni si rifugiarono nell'interno ma si portarono dietro riti ed usanze, come appunto la fiera. Da notare come i toponimi tipo Marvianu (dall'antico nome Marvotrinchison che era l'unione dei due torrenti Marviano e Trinchise che insieme formano il fiume Simeri) oppure Trinchise stesso che e' la deformazione dell'originale Trischene, la citta' delle tre etnie e delle tre chiese.

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Re: Spigolando qua e la'
Alcune attrazioni di Sellia sono la Chiesa Madre intitolata a San Nicola di Bari risalente al XVI secolo con un mezzo busto settecentesco del santo di Mira, la Chiesa del S.S. Rosario risalente al XVII secolo che custodisce la statua della Madonna con un prezioso abito ricamato a mano, i ruderi del castello medievale, un suggestivo frantoio risalente ai primi dell'ottocento, gli argenti, i diversi libri preziosi presenti nella biblioteca parrocchiale. La Chiesa Madre conserva una statua marmorea della Pieta' attribuita al Montorsoli, allievo di Michelangelo. Il caratteristico e suggestivo borgo vanta una storia illustre ed un passato ricco di gloria. Addentrandosi nelle viuzze e nei suggestivi scorci del centro storico e' facile, con un po' di fantasia, immedesimarsi nella storia del popolo selliese dei tempi passati con usanze, costumi e tradizioni propri. Le varie ricchezze paesaggistiche, storiche, culturali, religiose sono anche testimoniate nel libro qui sopra rappresentato.

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Re: Spigolando qua e la'
Da: Il Quotidiano della Calabria
Sellia - La festa del S. Rosario

Sellia - La festa del S. Rosario


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U Tummulieri (Tu in mulieribus)
Ave Maria, gràtia plena,
Dòminus tècum, benedìcta tu in mulièribus,
et benedìctus fructus vèntris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatòribus,
nunc et in hora mortis nòstrae.
Amen
Credo che Sellia sia l'unico paese in Calabria dove ancora resista questa tradizione popolare religiosa del canto del "Tummulieri" durante la settimana santa. (Qualcuno mi corregga se sbaglio) Sellia nei secoli ha sempre mantenuto una severa osservanza delle tradizioni religiose ed a volte il sacro ed il profano si intrecciavano. Una volta fra le Confraternite c'era una sana rivalita' su chi organizzava le feste migliori, negli anni passati, durante il "Tummulieri" si sparavano in aria colpi di fucile a salve in forma di gaudio; ora dal video di You-Tube ho visto che si sparano i mortaretti.
Panta Rei.

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Spigolando

"Sellia, fabricato in luogo alto tra il fiume Simari e Allio, quivi nasce una terra dalla quale si fa' il colore ceruleo e si fa copia di bambaggio e sesama."
(Croniche et Antichita' di Calabria di Frate Girolamo Marafioti da Polistena -
Scritto nel 1596, accresciuto e corretto nel 1601)
*******************************************************************************
Indovina da dove e' stata scattata questa foto di Sellia, e' facile, c'era pure Lonewolf ma chissa' se si ricorda.

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Re: Spigolando qua e la'
Acqua...Acqua...
Ultima modifica di Admin il Sab 29 Nov - 22:42, modificato 1 volta

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Re: Spigolando qua e la'

Sellia - Terra antichissima: il suo Padrone ne' tempi andati era il Primo Barone del Regno.

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foto sellia
Certo che Admin ,va considerato da un certo punto di vista la memoria storica di Sellia, tutte queste foto e dipinti che ritraggone il nostro paese sono veramente eccezzionali,chi sa da quali fonti vengono prese,mah....
Ultima modifica di barone il Ven 28 Nov - 18:33, modificato 1 volta

barone- Numero di messaggi: 45
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Re: Spigolando qua e la'
Troppa grazia Sant'Antoni... Memoria storica mi sembra esagerato, comunque ti ringrazio per il tuo contributo al forum con presenza e foto. Ho sempre avuto un po' di curiosita' per la storia locale ed anche questo ha contribuito alla costruzione di questa piazzetta virtuale.
A prossima vota ti cuntu nu fattarellu selliotu d'i tempi d'i briganti e d'u baruna...
A prossima vota ti cuntu nu fattarellu selliotu d'i tempi d'i briganti e d'u baruna...

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Episodio di brigantaggio - Fatto 1
Bruno Guzzi nutriva un odio celato contro il Barone di Sellia per due ragioni: Primo perche' era debitore della somma di circa 400 ducati, secondo perche' avendo avuto il succenanto Guzzi una causa con Giosuele Fratto, ed avendo riportato delle condanne, pretendea ingiustamente che dal Barone gli fossero retribuite le spese del giudizio: al che questi si dinego'. Per queste due ragioni il Guzzi pubblicamente minacciava il Barone, facendo comprendere che si sarebbe servito dei briganti. E non ebbe ritegno di minacciarlo per mezzo di Giovanni Pensa or detenuto, di Nicola e Giuseppe Torchia, di Caterina e Vittoria Corea. A Giuseppe Torchia disse queste parole: Io son nipote del brigante Falcione (Faccione) ed ho l'animo di far rimanere il Barone in uno stato di vera mendicita'. Su questo fatto havvi un'ampia testimonianza della intiera Sellia, ed il processo istruito dal Delegato, e dal Tenente dei Carabinieri potra' dare una luce piu' chiara.
(Continua)
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