Spigolando qua e la'

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Re: Spigolando qua e la'

Messaggio  roddy il Mer 4 Nov - 16:36

meno male che ora non e difficile avvicinarsi--anzi si avvicinao loro--altro che masciata!!!!!!!!!!!!!

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un mafioso non vale una cucuzza - ZAC !

roddy

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Re: Spigolando qua e la'

Messaggio  Admin il Mer 18 Nov - 19:19

Settembrini a Catanzaro

Nel 1835 arriva a Catanzaro Luigi Settembrini, insieme alla famiglia per insegnare eloquenza nel locale liceo. La prima impression della citta’ non fu certamente buona, noto’ che le case non erano ne’ grandi ne’ belle, per lo piu’ baracche fatte di legno dentro e poca fabbrica fuori per difendersi dai terremoti, le vie erano per la maggior parte buie ed anguste.
Passati I primi giorni, dovette ricredersi quando comincio’ a mettere i piedi fuori dall’abitato, Catanzaro non era una brutta citta’, aveva dintorni bellissimi.
Da un luogo detto “Villa” poteva spaziare con lo sguardo in lungo ed in largo perche’ uno spettacolo incantevole si presentava ai suoi occhi, non molto lontano il golfo di Squillace sembrava potesse toccarlo con mano e sentirne il fragore delle onde, alle spalle della citta’ sorgevano le grandi montagne della Sila e davanti si estendeva un vastissimo terreno ondulato di colline sparsi di giardini, orti, case, vigne, oliveti, aranceti e pascoli dove biancheggiavano armenti. Il vento che continuamente la batteva rendeva l’aria pura, era popolata da brava gente, I nobili erano cortesi ed amabili, il popolo lieto, vago di spassi e di feste e le donne con gli occhi dicevano tutto e dei paesi vicini ne venivano alcune di mirabile bellezza.
Durante la sua permanenza a Catanzaro, Settembrini insieme ad altri era diventato un afilliato della seta La Giovane Italia, fondata dal calabrese Benedetto Musolino, che si proponeva di scacciare dall’Italia lo straniero per formare una repubblica militare, il centro di questo movimento settario risiedeva a Napoli. Il canonico Gaetano Larussa era un affiliato della Giovane Italia; un giorno presento’ al Settembrini Nicola Barbuto, il parroco di Simeri Crichi, disse che costui era un uomo di sicura fede, di idée liberali e chiedeva di far parte della societa’ segreta. Il Barbuto aveva un brutto aspetto ed il Settembrini provo’ un’istintiva repugnanza che gli suggeriva di starne lontano ma l’autorita’ di colui che lo aveva presentato era tale che fu ammesso nella setta. Non molto tempo dopo, il Barbuto disse di doversi recare a Napoli per affari e necessitava di una lettera di raccomandazione per qualche persona di Napoli che lo avrebbe saputo indirizzare ed aiutare. Questa lettera fini’ invece nelle mani dell’intendente di Catanzaro col quale il prete traditore era in combutta ed al quale aveva in precedenza svelato l’esistenza della setta nella citta’. Il Settembrini viene arrestato insieme al fratello Alessandro e la moglie ed il bambino furono scacciati dalla casa dove abitavano.

Tratto da un articolo di Luigi Marsico (Calabria Letteraria)

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