FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
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Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
Le cicale di Sellia invece non si zittiscono mai ca forzi u sula sbatta de cchju' subbra l'olivari. 
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Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
- Giacomo Leopardi-

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Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
Al tempo dei nonni non c'era tanto benessere: si andava scalzi e c'era sempre il pericolo di calpestare vetri, ferri, chiodi e altre cose. Le scarpe erano cose da "galantomi". Una cosa era certa: non c'era il pericolo di fare .... i calli! È vero non c'era benessere, ma ci si voleva bene! I legami non erano solo `u tata, `a nonna, `u ziu, `a suaru, u frati" ma c"era anche un legame forte con `u compari" del Battesimo, della Cresima, del Matrimonio. Egli diveniva " u custodi" addirittura, quando uno dei compari passava davanti alla casa dell'altro, si toglieva il cappello e salutava i muri, in segno di rispetto. In quegli anni il pane si faceva in casa, si impastava la farina con "`u livatu" dentro la "majlla". Il primo "vuccillatu" si dava al vicino, alla comare, così come quando si tornava dalla campagna, si porgeva la prima frutta raccolta alle comari. C'era uno scambio di attenzioni, di stima, di aiuto. Infatti, quando si vendemmiava o si raccoglievano le olive, le comari e i compari si aiutavano a vicenda, anche a zappare. C'era tanta solidarietà. Ora ci si ignora a vicenda! Una volta le vere educatrici erano: la famiglia, la scuola soprattutto, la chiesa. Si cresceva onesti, buoni, sinceri e laboriosi perché si ubbidiva e si mettevano in pratica tutti i consigli che venivano dati. Durante il periodo della vendemmia e la raccolta delle olive, la scuola era quasi deserta perché si andava in campagna per aiutare, con la speranza, forse, di poter comprare un vestitino nuovo.

ZEUS- Numero di messaggi: 256
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Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
Il primo "vuccillatu"
Presto qualcuno!!!! Vuccillatu un mi para tantu selliotu !!!!!!!!!!!!!!

Presto qualcuno!!!! Vuccillatu un mi para tantu selliotu !!!!!!!!!!!!!!

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Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
La trave di fuoco. (da un documento d'epoca).
28 luglio 1568.
“28 luglio cadde sopra il villaggio, detto il Sorbo di Taverna , come una trave di fuoco, che bruciò la maggior parte delle case. Avvenimento alquanto più prima accaduto in Acquaro, villaggio di Sinopoli; onde se n'atterrì la Provincia tutta, ed attese a placarne il Cielo con molte sagre processioni di mortificazioni”.
28 luglio 1568.
“28 luglio cadde sopra il villaggio, detto il Sorbo di Taverna , come una trave di fuoco, che bruciò la maggior parte delle case. Avvenimento alquanto più prima accaduto in Acquaro, villaggio di Sinopoli; onde se n'atterrì la Provincia tutta, ed attese a placarne il Cielo con molte sagre processioni di mortificazioni”.
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Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
ma è successu proprio u jornu du compleanno meu??
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A pensare male si fà peccato, ma molto spesso si indovina. (Giulio Andreotti).

dirramatore- Numero di messaggi: 804
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Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
Una tvave di fuoco che cade dal cielo? Ma vi vendete conto? Cosa poteva esseve secondo voi? Un pezzo di meteovite o un UFO ?
Quante domande e poche visposte...
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Ludovico- Numero di messaggi: 26
Data d'iscrizione: 25.10.09
Re: FATTI E FATTARELLI DI SELLIA .......E DINTORNI
Questa non e' leggenda ma un fatto realmente accaduto a Crichi nel 1809

Domenico Cefaly: La novella strage degli innocenti di Crichi
A Crichi, nell’estate del 1809, fu consumata “la novella strage degli innocenti”, cioè l’uccisione di 38 bambini (figli dei legionari delle Guardie Civili), per mano dei briganti filo borbonici della banda di Bartolo Scozzafava di Tiriolo, che li scannarono e li buttarono nelle fiamme, facendo inorridire l’intera Europa. Una grande tela neoespressionista di Domenico Cefaly rimane a monito per le future generazioni.
-Marcello Barberio -

Domenico Cefaly: La novella strage degli innocenti di Crichi
A Crichi, nell’estate del 1809, fu consumata “la novella strage degli innocenti”, cioè l’uccisione di 38 bambini (figli dei legionari delle Guardie Civili), per mano dei briganti filo borbonici della banda di Bartolo Scozzafava di Tiriolo, che li scannarono e li buttarono nelle fiamme, facendo inorridire l’intera Europa. Una grande tela neoespressionista di Domenico Cefaly rimane a monito per le future generazioni.
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