Come eravamo
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Re: Come eravamo
roddy ha scritto:mia nonna mi diceva sempre : dormi cumu u siracu-- a Sellia anni fa mi diceva che si faceva allevamento di bachi da seta--e glii davano da manciare le foglie del gelso-- e poi mi diceva pure che ero un animalu (non animale ma ANIMALU) quello del telaio -- un agegio
Roddy, se alla pagina del 12 giugno de "u dialettu", ho messo qualche foto du siricu chi mangia pripru i pampini e cezu e du cucullo, e adesso che mi hai fatto pensare troverò la foro e l'anìmulu (come lo chiami tu animalu)

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
Data d'iscrizione: 27.02.09
Re: Come eravamo
stamatina parlando con la nonna mi raccontava quanti sacrifici faceva sua mammma,
mi cuntava ca navota quannu ammazzavanu cunnu nimala manchu u grassu jiettavanu urecojianu e u pistavanu
arru sozzeri e poi a sira quannu si recojannu da vigna si cacciavanu i scarpuni elluntavanu e grassu cussi
a matina si potianu mintira ca a tomajia era puì morbida
mi cuntava ca navota quannu ammazzavanu cunnu nimala manchu u grassu jiettavanu urecojianu e u pistavanu
arru sozzeri e poi a sira quannu si recojannu da vigna si cacciavanu i scarpuni elluntavanu e grassu cussi
a matina si potianu mintira ca a tomajia era puì morbida

palummella- Numero di messaggi: 1900
Data d'iscrizione: 01.01.09
Età: 19
Località: Papanice
Re: Come eravamo
Ciao, a raggiuna palummella, a bonanima e patrimma facia a palla e sivu,
e cucchilla si passava ari scarpuni da vigna cussi eranu morbidi e l'acqua non trapanava,
sulu che puzzava nu pocu.

e cucchilla si passava ari scarpuni da vigna cussi eranu morbidi e l'acqua non trapanava,
sulu che puzzava nu pocu.

DomenicoPassante- Numero di messaggi: 504
Data d'iscrizione: 02.01.09
Età: 60
Località: Taranto
come eravamo
mio nonno materno,mi ricordo che indossava scarpe da lavoro,con sotto I TUNNINI,
una particolare qualita' di chiodi dalla testa larga e spessa,e non tanto lunghi.mi diceva che servivano x e non far consumare le suole,
cosi' le scarpe duravano a lungo.unico particolare facevano rumore,quando camminavi!!
una particolare qualita' di chiodi dalla testa larga e spessa,e non tanto lunghi.mi diceva che servivano x e non far consumare le suole,
cosi' le scarpe duravano a lungo.unico particolare facevano rumore,quando camminavi!!
maria.ciocci- Numero di messaggi: 24
Data d'iscrizione: 08.01.09
Re: Come eravamo
Oltre a questo credo che i "tunnini" servivano per non fare scivolare, specialmente negli accidentati e ripidi viottoli di campagna.
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Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
- Giacomo Leopardi-

Admin- Admin
- Numero di messaggi: 3800
Data d'iscrizione: 08.09.08
Località: Mare Nostrum

Re: Come eravamo
Quando ero piccolo ricordo benissimo I TUNNINI e se li ricordano anche il fondo dei miei piedi che più di una volta ne hanno beccato qualcuno.
Ho ragione Admin che sevivano principalmente a non scivolare e naturalente conservavano alla perfezione la suola delle scarpe. Infatti, quando se ne perdevano alcuni, la suola di quella zona si deteriorava subito e bisognava cercare di rimettere quelli mancanti. Allora non si vedevano in giro scarpe con i CARRARMATI di gomma ma tutti con i TUNNINI e siccome se ne perdevano sempre, potete immagginare come era facile beccarsene qualcuno sotto i piedi visto che l'estate eravamo tutti scalzi. A causa dello stesso motivo ricordo che quando comparì qualche prima bicicletta non potevi fare più di un giro che dovevi riparare la gomma bucata dai Tunnini. Da piccolo ho avuto anch'io un paio di scarpe così e ricordo benissimo il rumore che facevano specialmente sui pavimenti o sul cemento in genere. Un'altra cosa caratteristica è che tutte le scarpe venivano costruite a Sellia dai nostri artigiani SCARPARI che avevano la bottega e poi, quando una famiglia doveva riparare o farsi fare più scarpe, andavano a fare la GIORNATA in casa del cliente.
Ho ragione Admin che sevivano principalmente a non scivolare e naturalente conservavano alla perfezione la suola delle scarpe. Infatti, quando se ne perdevano alcuni, la suola di quella zona si deteriorava subito e bisognava cercare di rimettere quelli mancanti. Allora non si vedevano in giro scarpe con i CARRARMATI di gomma ma tutti con i TUNNINI e siccome se ne perdevano sempre, potete immagginare come era facile beccarsene qualcuno sotto i piedi visto che l'estate eravamo tutti scalzi. A causa dello stesso motivo ricordo che quando comparì qualche prima bicicletta non potevi fare più di un giro che dovevi riparare la gomma bucata dai Tunnini. Da piccolo ho avuto anch'io un paio di scarpe così e ricordo benissimo il rumore che facevano specialmente sui pavimenti o sul cemento in genere. Un'altra cosa caratteristica è che tutte le scarpe venivano costruite a Sellia dai nostri artigiani SCARPARI che avevano la bottega e poi, quando una famiglia doveva riparare o farsi fare più scarpe, andavano a fare la GIORNATA in casa del cliente.

Commy- Numero di messaggi: 707
Data d'iscrizione: 08.10.08
Re: Come eravamo
Posso dissentire un pochino? Sulu ca ccussì para ca fazzu sempra l'avvocatu du diavulu!!
I tunnini sevivano solo per non far consumare le suole delle scarpe.
Per scivolare in paese sembravano invece fatte apposta: ricordate come erano fatte le stradine del nostro centro storico? Gradini e rampre di acciottolato di fiume scivolosissime per pedoni e "scerri e ciucci e de muli". Per le vie di campagna, invece aiutavano a non scivolare
I tunnini sevivano solo per non far consumare le suole delle scarpe.
Per scivolare in paese sembravano invece fatte apposta: ricordate come erano fatte le stradine del nostro centro storico? Gradini e rampre di acciottolato di fiume scivolosissime per pedoni e "scerri e ciucci e de muli". Per le vie di campagna, invece aiutavano a non scivolare

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
Data d'iscrizione: 27.02.09
Re: Come eravamo
Hai ragione, infatti il citato NON SCIVOLARE era da intendersi in campagna perchè in paese succedeva esattamente l'opposto, si pighjkiavanu ceti voli...

Commy- Numero di messaggi: 707
Data d'iscrizione: 08.10.08
Re: Come eravamo
C'e' stato anche il periodo di "tunnini",ricordo alle scuole elementari alle palazzine,c'era una ragazzina
che arrivava sempre in ritardo perche' veniva a piedi da Sellia sopra,la maestra aspettava il suo arrivo per l'appello,quando questa arrivava nell'atrio della scuola e scendeva le scale per entrare in classe ,noi la conoscevamo dal rumore delle scarpe con i "tunnini", ...."professore' arrivau.......
che arrivava sempre in ritardo perche' veniva a piedi da Sellia sopra,la maestra aspettava il suo arrivo per l'appello,quando questa arrivava nell'atrio della scuola e scendeva le scale per entrare in classe ,noi la conoscevamo dal rumore delle scarpe con i "tunnini", ...."professore' arrivau.......
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007- Numero di messaggi: 1502
Data d'iscrizione: 29.11.08
Re: Come eravamo
Una ragazzina coi "tunnini" ai piedi? Ma allora chissa' quante sedute dallo psicanalista! 
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- Numero di messaggi: 3800
Data d'iscrizione: 08.09.08
Località: Mare Nostrum

Re: Come eravamo
Per le donne "scivulara" in un'altro paese si intendeva tutt'altra cosa. Dovrei raccontarla in un'altro post quello delle barzellette. Magari vado

cuvalo54- Numero di messaggi: 901
Data d'iscrizione: 27.02.09
Re: Come eravamo
Le due fiumare di Sellia che la lambiscono dai due lati sono state parte integrante della storia contadina del passato. Si andava " a ra hjumara" per fare "a vucata", per "siccara nu cornicchju" (deviare il corso dell'acqua per prendere le anguille), alcuni avevano "a macchja" (l'orto) da irrigare e via dicendo. Per quanto riguarda le anguille, si dovevano ('ntasare") che significava avvelenare, ma anche stordire al massimo, con un'erba speciale, denominata tasso, che veniva situata nei punti di passaggio obbligato; rimanevano stordite e potevano facilmente esser prese. Personalmente le anguille mi fanno ribrezzo anche nel guardarle, sebbene anche io le ho mangiate, all'insaputa, da piccolo, quando i miei le spacciavano per pesci. Molti andavano anche per le ranocchie, quelle vi assicuro che non le ho mai assaggiate, anche se dicono che sono molto buone.


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Admin- Admin
- Numero di messaggi: 3800
Data d'iscrizione: 08.09.08
Località: Mare Nostrum

Re: Come eravamo
[quote="Admin"] Per quanto riguarda le anguille, si dovevano ('ntasare") che significava avvelenare, ma anche stordire al massimo, con un'erba speciale, denominata tasso. Molti andavano anche per le ranocchie, quelle vi assicuro che non le ho mai assaggiate, anche se dicono che sono molto buone.
quote]
'ntassara è il termine corretto. Dei ranunchji è vero sono ottimi, ma solo le cosce. Penza quantu ci nne vonu ma tinne sazzi.
quote]
'ntassara è il termine corretto. Dei ranunchji è vero sono ottimi, ma solo le cosce. Penza quantu ci nne vonu ma tinne sazzi.

L'urlo- Numero di messaggi: 75
Data d'iscrizione: 03.06.09
Re: Come eravamo
L'erba che serviva per "NTASSARA" a jiumara,in realta' erano delle radici di un arbusto che cresce spontaneo nella nostra zone,il suo nome e':"PIPERIA",si riempivano almeno due sacchi di questa "PIPERIA"
si depositavano nell'acqua e alcuni provvedevano a schiacciare con i piedi questi sacchi in modo che la sostanza di queste radici,finiva nell'acqua e "stordivano"le anquille.
saluti
si depositavano nell'acqua e alcuni provvedevano a schiacciare con i piedi questi sacchi in modo che la sostanza di queste radici,finiva nell'acqua e "stordivano"le anquille.
saluti
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007- Numero di messaggi: 1502
Data d'iscrizione: 29.11.08
Re: Come eravamo
Grazie per i contributi sui ricordi e vi invito a contribuire anche su quanto segue: I Giochi di una volta -
' U scaffu (testa girata e mano aperta)
U strummulu
Palla dorata
Acchjappatella
Grava ru chjummu
Unu ncoppa luna (due monta il bue, tre la figlia del re, ecc.)
Ara mazza (pizzicu, pana e sozizzu)
Ari petrulli
Ari stacci
A cucuzzara
Pisu e Piselli
A chjuluviu (o Campiella)
A ru sgrusciu - Ara linea (giocato con monete, ancora prima con bottoni oppure tappi di bottiglia appiattiti)
Ara Mazza (tipo di morra e poi botte sulle mani con un fazzoletto annodato)
Palla prigioniera
Ara morta (toccare e poi scappare, l'ultimo che non ritoccava si teneva la morte)
Aru quatrettu (saltare sui quadrati disegnati per terra chinandosi per prendere l'oggetto precedentemente lanciato)
U scupettolu (agghjanna inclusa)
U carru ccu ri roti a pallini
A fionda
U circhju (cerchione di bicicletta fatto ruotare da un pezzo di fil di ferro correndoci dietro)
Tocca ferru
'U ciucciu (gioco a carte)
...............................................
' U scaffu (testa girata e mano aperta)
U strummulu
Palla dorata
Acchjappatella
Grava ru chjummu
Unu ncoppa luna (due monta il bue, tre la figlia del re, ecc.)
Ara mazza (pizzicu, pana e sozizzu)
Ari petrulli
Ari stacci
A cucuzzara
Pisu e Piselli
A chjuluviu (o Campiella)
A ru sgrusciu - Ara linea (giocato con monete, ancora prima con bottoni oppure tappi di bottiglia appiattiti)
Ara Mazza (tipo di morra e poi botte sulle mani con un fazzoletto annodato)
Palla prigioniera
Ara morta (toccare e poi scappare, l'ultimo che non ritoccava si teneva la morte)
Aru quatrettu (saltare sui quadrati disegnati per terra chinandosi per prendere l'oggetto precedentemente lanciato)
U scupettolu (agghjanna inclusa)
U carru ccu ri roti a pallini
A fionda
U circhju (cerchione di bicicletta fatto ruotare da un pezzo di fil di ferro correndoci dietro)
Tocca ferru
'U ciucciu (gioco a carte)
...............................................
_________________
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