IL SETTIMO GIORNO

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IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Ven 18 Feb - 14:35

Prima di esporre il mio pensiero riportando tutte le citazioni bibbliche da Genesi ad Apocalisse, chiedo, secondo voi, cos'è il settimo giorno e cosa rappresenta....e soprattutto qual'è la prova bibblica che tale giorno non va più rispettato.
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chelaveritàtrionfi

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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  armando mirante il Ven 18 Feb - 22:19

SABATO


Il sabato, giorno destinato da Geova Dio al riposo dal normale lavoro, doveva essere un segno fra lui e i figli d’Israele. (Eso 31:16, 17) L’espressione ebraica yohm hashshabbàth (giorno del sabato) deriva dal verbo shavàth, che significa “riposare, cessare”. (Ge 2:2; 8:22) In greco, he hemèra tou sabbàtou significa “il giorno del sabato”.


Si inizia a parlare dell’osservanza di un sabato settimanale di 24 ore quando la nazione d’Israele era nel deserto, nel 1513 a.E.V., nel secondo mese dopo l’esodo dall’Egitto. (Eso 16:1) Geova aveva detto a Mosè che il sesto giorno la manna miracolosamente provveduta sarebbe stata in quantità doppia. Quando questo si avverò, i capi principali dell’assemblea riferirono la cosa a Mosè e allora venne annunciata la disposizione del sabato settimanale (Eso 16:22, 23), e le parole di Geova in Esodo 16:28, 29 indicano che da quel momento in poi Israele ebbe l’obbligo di osservarlo.


Poco tempo dopo, quando il patto della Legge venne formalmente inaugurato presso il monte Sinai, il sabato settimanale divenne parte integrante di un sistema di sabati. (Eso 19:1; 20:8-10; 24:5-Cool Il sistema sabatico includeva molti tipi di sabato: il 7° giorno, il 7° anno, il 50° anno (anno del Giubileo), il 14 nisan (Pasqua), il 15 nisan, il 21 nisan, il 6 sivan (Pentecoste), il 1° etanim, il 10 etanim (giorno di espiazione), il 15 etanim e il 22 etanim.


Prima dell’Esodo nessun servitore di Dio aveva avuto l’obbligo di osservare il sabato, come è evidente dalla testimonianza di Deuteronomio 5:2, 3 e di Esodo 31:16, 17: “Geova non concluse questo patto con i nostri antenati, ma con noi”. “I figli d’Israele devono osservare il sabato . . . durante le loro generazioni. . . . Fra me e i figli d’Israele è un segno a tempo indefinito”. Se il sabato fosse già stato osservato dagli israeliti, non avrebbe potuto servire da rammemoratore della loro liberazione dall’Egitto per opera di Geova, come spiega Deuteronomio 5:15. Il fatto che alcuni israeliti fossero usciti a raccogliere la manna il settimo giorno, nonostante l’esplicito comando di Dio, indica che l’osservanza del sabato era qualcosa di nuovo. (Eso 16:11-30) Anche l’incertezza su come risolvere il primo caso documentato di violazione del sabato dopo la promulgazione della Legge presso il Sinai indica che il sabato era stato istituito solo di recente. (Nu 15:32-36) In Egitto gli israeliti, essendo schiavi, non avrebbero potuto osservare il sabato neanche se avessero già avuto una legge del genere. Il faraone si lamentò dell’interferenza di Mosè anche quando chiese solo tre giorni per fare un sacrificio a Dio. Tanto più se gli israeliti avessero cercato di riposare un giorno su sette. (Eso 5:1-5) È vero che i patriarchi misuravano il tempo in settimane di sette giorni, ma non c’è alcuna prova che il settimo giorno fosse diverso dagli altri. Veniva invece dato risalto al sette come numero che indicava completezza. (Ge 4:15, 23, 24; 21:28-32). Il verbo ebraico per “giurare” (shavàʽ) deriva evidentemente dalla stessa radice del termine che significa “sette”.


Il sabato veniva celebrato come giorno sacro (De 5:12), giorno di riposo e di gioia per tutti — israeliti, servitori, residenti forestieri e animali — e di cessazione di ogni lavoro. (Isa 58:13, 14; Os 2:11; Eso 20:10; 34:21; De 5:12-15; Ger 17:21, 24) Oltre al regolare “olocausto continuo” giornaliero, si offriva un olocausto speciale, accompagnato da offerte di cereali e libagioni. (Nu 28:9, 10) Nel santuario si rinnovava il pane di presentazione, e prendeva servizio una nuova divisione di sacerdoti. (Le 24:5-9; 1Cr 9:32; 2Cr 23:4) Il sabato i doveri sacerdotali non erano ridotti (Mt 12:5), e i bambini venivano circoncisi anche di sabato, se coincideva con il loro ottavo giorno di vita. Successivamente gli ebrei coniarono il detto: “Non c’è sabato nel santuario”, per dire che i doveri sacerdotali rimanevano inalterati. — Gv 7:22; Le 12:2, 3; A. Edersheim, The Temple, 1874, p. 152.


Secondo fonti rabbiniche, quando Gesù era sulla terra, verso la nona ora (le quindici) del venerdì, tre squilli di tromba annunciavano l’appressarsi del sabato. Allora ogni lavoro e attività dovevano cessare, si accendeva la lampada del sabato e si indossavano abiti festivi. Poi altri tre squilli indicavano che il sabato era effettivamente iniziato. Dato che il sabato la divisione sacerdotale uscente offriva il sacrificio del mattino e quella che subentrava offriva il sacrificio della sera, quel giorno entrambe erano presenti nel santuario. Ciascuna divisione dava al sommo sacerdote metà della propria porzione di pane. Questo veniva consumato durante il sabato nel tempio stesso dai sacerdoti che erano in stato di purezza. I capi delle famiglie delle divisioni entranti decidevano a sorte quali famiglie dovevano prestare servizio in ciascun giorno particolare della loro settimana di ministero e chi doveva assolvere le funzioni sacerdotali il sabato. — Le 24:8, 9; Mr 2:26, 27; The Temple, cit., pp. 151, 152, 156-158.


I precetti del regolare sabato settimanale erano diversi da quelli dei sabati o “santi congressi” che avevano relazione con le feste. (Le 23:2) In linea di massima il sabato settimanale era più restrittivo: non si poteva fare nessun lavoro, né manuale né d’altro genere (tranne nel santuario). Era proibito persino raccogliere legna o accendere il fuoco. (Nu 15:32-36; Eso 35:3) Anche il viaggiare era sottoposto a limitazioni, pare in base a Esodo 16:29. Il giorno di espiazione era pure un tempo di riposo da ogni tipo di lavoro. (Le 16:29-31; 23:28-31) Invece nei giorni festivi dei santi congressi non si potevano svolgere lavori manuali né attività commerciali, ma era permesso cucinare, fare i preparativi per la festa, ecc. — Eso 12:16; Le 23:7, 8, 21, 35, 36.


A volte due sabati cadevano nello stesso periodo di 24 ore e questo veniva chiamato un “gran” sabato, per esempio quando il 15 nisan (un sabato) coincideva con il sabato settimanale. — Gv 19:31.


Benefìci e importanza del sabato. L’astensione da ogni lavoro e l’osservanza degli altri precetti del sabato stabiliti da Dio non solo consentivano di riposare fisicamente, ma, cosa ancora più importante, offrivano a ciascuno l’opportunità di manifestare la propria fede e ubbidienza. Ciò dava ai genitori l’opportunità di inculcare le leggi e i comandamenti di Dio nella mente e nel cuore dei figli. (De 6:4-9) Abitualmente il sabato era dedicato ad acquistare conoscenza di Dio e a soddisfare i bisogni spirituali, com’è indicato dalla risposta data dal marito alla sunamita che aveva chiesto il permesso di andare da Eliseo, l’uomo di Dio: “Perché vai da lui oggi? Non è una luna nuova né un sabato”. (2Re 4:22, 23) E i leviti che erano sparsi in tutto il paese senza dubbio approfittavano del sabato per insegnare la Legge al popolo d’Israele. — De 33:8, 10; Le 10:11.


Era importante che ciascun israelita ricordasse di osservare il sabato perché la violazione del sabato era considerata una ribellione a Geova ed era punita con la morte. (Eso 31:14, 15; Nu 15:32-36) Lo stesso principio si applicava alla nazione. La sincera osservanza dell’intero sistema di giorni e anni sabatici era un fattore importante per continuare a esistere come nazione nel paese dato loro da Dio. L’inosservanza delle leggi sabatiche contribuì largamente al declino della nazione e alla desolazione del paese di Giuda per 70 anni, per compensare i sabati violati. — Le 26:31-35; 2Cr 36:20, 21.


Divieti rabbinici relativi al sabato. Il sabato in origine doveva essere un tempo gioioso, spiritualmente costruttivo. Ma nel loro zelo di distinguersi il più possibile dai gentili, i capi religiosi ebrei, specie dopo il ritorno dall’esilio in Babilonia, lo resero sempre più gravoso accrescendone notevolmente i divieti, che salirono a 39, con innumerevoli divieti minori. Per elencarli tutti ci volevano due grossi volumi. Per esempio, era proibito prendere una pulce, perché ciò era considerato cacciare. Non si poteva prestare soccorso a un sofferente se non in pericolo di morte. Non si poteva sistemare un osso, né fasciare una distorsione. Il vero scopo del sabato, servire agli uomini per onorare Dio, fu vanificato da quei capi religiosi ebrei, poiché rendevano la gente schiava della tradizione. (Mt 15:3, 6; 23:2-4; Mr 2:27) Quando i discepoli di Gesù raccolsero delle spighe di grano e le sgranarono con le mani per mangiarlo, furono evidentemente accusati per due motivi: per aver mietuto e per aver trebbiato di sabato. (Lu 6:1, 2) Un detto rabbinico recitava: “I peccati di chiunque osservi scrupolosamente ogni legge del Sabato, anche se è un adoratore di idoli, sono perdonati”.


Non rimase in vigore per i cristiani. Gesù, quale ebreo sotto la Legge, osservò il sabato come comandava la Parola di Dio (non i farisei). Sapeva che era legittimo fare del bene di sabato. (Mt 12:12) Comunque, gli scritti cristiani ispirati affermano che “Cristo è il fine della Legge” (Ro 10:4), per cui i cristiani sono “esonerati dalla Legge”. (Ro 7:6) Né Gesù né i discepoli fecero alcuna distinzione fra leggi cosiddette morali e leggi cerimoniali. Citavano e consideravano le altre parti della Legge allo stesso modo dei Dieci Comandamenti, ugualmente vincolanti per quelli sotto la Legge. (Mt 5:21-48; 22:37-40; Ro 13:8-10; Gc 2:10, 11) Le Scritture affermano chiaramente che il sacrificio di Cristo “ha abolito . . . la Legge di comandamenti consistente in decreti”, e che Dio “cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti . . . ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura”. L’intera Legge mosaica fu dunque ‘abolita’, ‘cancellata’, ‘tolta di mezzo’. (Ef 2:13-15; Col 2:13, 14) Quindi mediante il sacrificio di Cristo Gesù si pose fine all’intero sistema dei sabati, sia giorni che anni. Questo spiega perché i cristiani possono considerare “un giorno come tutti gli altri”, sia esso il sabato o qualsiasi altro giorno, senza timore di essere giudicati. (Ro 14:4-6; Col 2:16) A proposito di coloro che osservavano scrupolosamente “giorni e mesi e stagioni e anni” Paolo disse: “Temo per voi, che in qualche modo io mi sia affaticato senza scopo riguardo a voi”. — Gal 4:10, 11.

Dopo la morte di Gesù gli apostoli non ordinarono mai di osservare il sabato. L’osservanza del sabato non fu inclusa fra i requisiti cristiani elencati in Atti 15:28, 29, né in seguito. E neppure istituirono l’osservanza di un nuovo “giorno del Signore”. Anche se Gesù venne risuscitato nel giorno che oggi si chiama domenica, la Bibbia non dice mai che il giorno della sua risurrezione si debba commemorare come un “nuovo” sabato o in qualunque altro modo. Alcuni hanno citato 1 Corinti 16:2 e Atti 20:7 per giustificare l’osservanza della domenica al posto del sabato. Tuttavia il primo versetto indica semplicemente che Paolo ordinò ai cristiani di mettere da parte in casa loro, ogni primo giorno della settimana, una somma per i fratelli bisognosi di Gerusalemme. Il denaro non doveva essere consegnato nel luogo di adunanza ma essere conservato fino all’arrivo di Paolo. In quanto al secondo versetto, era solo logico che Paolo si incontrasse con i fratelli a Troas il primo giorno della settimana, dato che l’indomani sarebbe partito.

Da quanto si è detto è chiaro che la letterale osservanza di giorni e anni sabatici non faceva parte del cristianesimo del I secolo. Solo nel 321 E.V. Costantino decretò che la domenica (lat. dies solis, antica designazione associata con l’astrologia e l’adorazione del sole, e non il sabbatum o dies Domini [giorno del Signore]) fosse un giorno di riposo per tutti a eccezione degli agricoltori.

Entrare nel riposo di Dio. Secondo Genesi 2:2, 3, dopo il sesto giorno o periodo creativo, Dio “si riposava il settimo giorno”, desistendo dalle opere creative riguardanti la terra, descritte nel capitolo 1 di Genesi.


In Ebrei, capitoli 3 e 4, l’apostolo Paolo spiega che gli ebrei nel deserto non poterono entrare nel riposo, o sabato, di Dio a motivo della loro disubbidienza e della loro mancanza di fede. (Eb 3:18, 19; Sl 95:7-11; Nu 14:28-35) Coloro che entrarono effettivamente nella Terra Promessa sotto Giosuè ebbero un riposo, ma non il pieno riposo che si sarebbe goduto sotto il Messia. Quel riposo era solo qualcosa di tipico o un’ombra della realtà. (Gsè 21:44; Eb 4:8; 10:1) Paolo spiega: “Rimane dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio”. (Eb 4:9) Chi è ubbidiente ed esercita fede in Cristo gode in tal modo di “un riposo di sabato . . . dalle sue opere”, opere mediante le quali un tempo aveva cercato di dimostrarsi giusto. (Cfr. Ro 10:3). Quindi Paolo spiega che il sabato, o riposo, di Dio continuava ancora ai suoi giorni e i cristiani vi entravano, e questo indica che il giorno di riposo di Dio è lungo migliaia di anni. — Eb 4:3, 6, 10.


“Signore del sabato”. Mentre era sulla terra, Gesù Cristo si definì “Signore del sabato”. (Mt 12:Cool Il sabato letterale, che doveva recare agli israeliti ristoro dalle loro fatiche, era “un’ombra delle cose avvenire, ma la realtà appartiene al Cristo”. (Col 2:16, 17) In relazione a queste “cose avvenire” c’è un sabato di cui Gesù dev’essere il Signore. Quale Signore dei signori, Cristo regnerà su tutta la terra per mille anni. (Ri 19:16; 20:6) Durante il suo ministero terreno Gesù compì di sabato alcune delle sue più notevoli opere miracolose. (Lu 13:10-13; Gv 5:5-9; 9:1-14) Ciò evidentemente indica il genere di sollievo che egli recherà portando l’umanità alla perfezione spirituale e fisica durante il prossimo Regno millenario, che sarà quindi un periodo di riposo sabatico per la terra e l’umanità. — Ri 21:1-4.
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Ven 18 Feb - 23:24

Bellissima trattazione complimenti ..evito di farla io (questa parte). Però la parte segnata in blu la voglio analizzare punto punto e trattare , perchè come supponevo le sono sfuggite alcuni dettagli. Forse non concordo su alcuni punti, ma vediamo cosa dice la bibbia a riguardo. Adesso sviluppo e posto. Premetto che la mia non vuole essere una verità (non ho mai preteso questo) anche perchè su questo punto ho dei dubbi , ma non posso fare a meno di non notare alcune cose.
Le anticipo che il verbo "shavath" letteralmente vuol dire "cessare" che è un tempo "perfetto" e quindi indica un'azione completata nel passato.
(1) lo stato “perfetto”, usato per parlare dell’azione completata;
(2) lo stato “imperfetto” , per descrivere l’azione che è cominciata ma non è stata ancora completata .
Quindi , riguardo alla citazione:
Entrare nel riposo di Dio. Secondo Genesi 2:2, 3, dopo il sesto giorno o periodo creativo, Dio “si riposava il settimo giorno”, desistendo dalle opere creative riguardanti la terra, descritte nel capitolo 1 di Genesi.

La traduzione corretta è "si riposò" come confermano tutte le traduzioni della bibbia, ad eccezione ovviamente della traduzione del nuovo mondo (he has been resting = si riposava ).
(alcuni pezzi citati vengono riportati dalla trattazione di Floro Domenico rivisti da alcuni linguisti)
GENESI 2:3

1) TNM (1): ... in esso effettivamente egli si riposa da tutta l’opera...
2) TNM (2): ... in esso si è andato riposando da tutta la sua opera...
3) CEI: ... in esso aveva cessato da ogni lavoro...
4) NV: ... in esso aveva cessato da ogni lavoro...
5) SBR: ... in esso aveva Dio cessato da ogni opera...
6) SBG: ... in esso aveva cessato da tutto il lavoro...
7) TILC: ... quel giorno si riposò dal suo lavoro...
Cool SBD: ... perciocchè in esso egli s’era riposato da ogni opera..
9) SBND: ... perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera...
10) RIV: ... perché in esso si riposò da tutta l’opera ...
11) NRIV: ... perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera...
12) SB: ... il se reposa de toute son oeuvre..(egli si riposò da tutta la sua opera)
13) KJ: ... in it he had rested from all his work (in esso si era riposato da ogni opera)


In esodo 31:17 la traduzione del nuovo mondo riporta......e il settimo giorno si riposò e si ristorava. Lo stesso verbo ebraico "shavath" stavolta è tradotto "si riposò". Altri casi in cui la stessa forma "shavath" è tradotta correttamente
ISAIA 14:4 ..com'è cessato
ISAIA 24:8 è cessata...è cessata
ISAIA 33:8 ...è sparito...
LAMENT 5:15 ...è cessata...
Come si evince dal testo biblico, negli altri sei casi in cui ricorre la stessa forma “shavat” la Traduzione del Nuovo Mondo è corretta.

EBREI 4:4 :Poiché in un luogo egli ha detto del settimo giorno: e Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le sue opere..
Si potrebbe citare anche Genesi 2:2 ed Esodo 20:11, testi che si riferiscono alla creazione, con la differenza che la TNM traduce i testi in questione “...e si riposava il settimo giorno”, diversamente da tutte le versioni bibliche citate precedentemente che traducono...cessò.., ..si riposò.., ..si astenne.., ..si era riposato...ect., tutti verbi che esprimono un’ azione compiuta e completata nel passato. Riguardo a questi due ultimi testi, bisogna rilevare che il verbo usato è waiyishboth, stato imperfetto, cioè esprimerebbe un’azione che continua. Sembra vi sia una contraddizione tra lo stato perfetto del verbo relativo al versetto di Genesi 2:3, Esodo 31:17, e lo stato imperfetto del verbo di Genesi 2:2 e Esodo 20:11. In tutte le altre versioni Bibliche, questi due testi vengono tradotti con il tempo passato in quanto il termine waiyishboth di Genesi 2:2 è composto dalla waw conversiva + imperfetto di shavath ; la waw conversiva, lettera dell’alfabeto ebraico, ha la proprietà secondo gli studiosi di modificare lo stato del verbo che la segue e quindi in questo caso l’imperfetto diventa perfetto, per cui la contraddizione per gli studiosi è solamente apparente. Inoltre tutti gli altri sei testi citati hanno lo stato perfetto senza la presenza della waw conversiva. Bisogna anche considerare Ebrei 4:4, dove il verbo si riposò anche nella TNM, traduce un Aoristo che descrive un’azione completata nel passato. Che i tempi (stati) usati in Genesi 2:2 (stato imperfetto) e Genesi 2:3 (stato perfetto) siano quelli su descritti lo si evince anche dalle note in calce a Gen. 2:2; 2:3 nella TNM con riferimenti (Bibbia pubblicata dai t.d.Geova nel 1987) alle pag.16,17. I testimoni di Geova teoricamente non riconoscono alla waw conversiva nessun potere di cambiare lo stato del verbo.
Ma in realtà , vi sono diversi testi a partire da Genesi 1:1 a Genesi 2:3, in cui la TNM accetta ed applica
la regola della waw conversiva:
Genesi 1:3 ..Quindi si fece luce ( waw conv. + imperfetto del verbo Haya )
Genesi 1:4 ..Dio vide ( waw conv. + imperfetto del verbo Ra’ah )
Genesi 1:10,12,18 ..Dio vide come sopra
Genesi 1:4 .. operò una divisione ( waw conv. + imperfetto del verbo Badal )
Genesi 1:17 .. li pose ( waw conv. + imperfetto del verbo Natan )
Genesi 1:22 .. li benedisse ( waw conv. + imperfetto del verbo Barak )
Genesi 1:28 .. li benedisse come sopra
Genesi 2:1 .. portati a compimento (waw conv. + imperfetto del verbo Qalah)

Come si evince dai verbi (stati) utilizzati, essi esprimono azioni passate. Ciò è stato reso possibile dalla presenza della waw conversiva, altrimenti si doveva tradurre con tempi il cui stato imperfetto presente nel testo, descriveva un’azione iniziata nel passato ed ancora in corso di svolgimento.


Ma che c'entra tutto questo con il settimo giorno? Per ora nulla.....consideriamola solo una parentesi che riprenderò alla fine.
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 0:11

PUNTO PRIMO:LA QUESTIONE DI ROMANI 10:4

Romani 10:2 Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza;
Romani 10:3 poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio.
Romani 10:4 Ora, il termine (MA COSA SI INTENDE CON TERMINE????)della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede.
Romani 10:5 Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così: L'uomo che la pratica vivrà per essa.
Romani 10:6 Invece la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? Questo significa farne discendere Cristo;
Romani 10:7 oppure: Chi discenderà nell'abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti.

Come ha intuito analizzaremo versetto per versetto:

Romani 10:4 Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede.
in greco translitterato:
Romani 10:4 telos gar nomou Christos eis dikaiosunên panti tôi pisteuonti.


Romani 10:4 è in una certa misura lo spartiacque per considerare il ruolo della legge all'interno della teologia di Paolo: Cristo abolisce o annulla la legge perché inutile ai fini della salvezza, oppure la porta a compimento, spiegandone il senso e lo scopo?

Matteo 5:17 Non pensate ch'io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:

La traduzione italiana dell'espressione: télos gar nómou Christòs, è stata tradotta in modo decisamente neutro... Non così nelle nostre principali traduzioni italiane, nelle quali si esprimono sostanzialmente due diverse tesi sul senso della parola télos. Per alcune traduzioni, télos avrebbe il senso di termine, cessazione, fine temporale... per cui, il Cristo, il Vangelo, costituirebbe l'abrogazione, l'estinzione della legge del Signore. Così la traduzione della Conferenza Episcopale Italiana (CEI, del 1972) e la Nuova Riveduta (NR, del 1994): "Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede" [CEI, 1972]. "Poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono" [NR, 1994].

Se questo fosse il senso reale di télos, si dovrebbe ammettere la fine temporale e definitiva della Torah, il suo giungere al capolinea... da cui si dovrebbe concludere un'insanabile antitesi e rottura totale fra Torah e Vangelo... Cosa che, invece, fa a pugni con l'idea paolina secondo cui il Vangelo di Dio era già stato promesso dai profeti antichi nelle Scritture (A.T.), cfr. Rm 1:1-2,
Romani 1:1 Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio,
Romani 1:2 che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture
,


e quindi in rapporto di continuità e di superamento (fedeltà non a un freddo codice, ma a una persona, nuovo paradigma vivente dell'amore che è il compimento della legge). Ma non si spiegherebbe neppure un'altra dichiarazione di Paolo: "Annulliamo dunque la legge mediante la fede? No di certo! Anzi, confermiamo la legge" (3:31).

CEI_Romani 3:31 Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la legge.


Altre traduzioni, invece, intendono la parola télos come lo scopo, il fine, il culmine, secondo cui, il Cristo e il Vangelo, la sua buona notizia, costituirebbero l'obiettivo, il traguardo, la meta verso cui mirava la legge del Signore. Così la traduzione Nuovissima versione della Bibbia (NVB, del 1991 per N.T.) e la Nuova Diodati (ND, del 1991): "Infatti il culmine della legge è Cristo, per portare la giustificazione a ognuno che crede" [NVB, 1991].

Questo vocabolo assume una molteplicità di sensi in rapporto sia al contesto del discorso in cui è usato, che alla costruzione grammaticale della frase. L'etimologia originale di télos, indica il punto più alto, il punto di svolta o il punto cruciale. Da questi sensi il vocabolo finì per designare lo scopo, l'obiettivo, il fine, il proposito, l'adempimento, la realizzazione. Uno studio accurato di questo termine rivela che le nozioni di "abolizione, abrogazione, termine" sono assenti dal campo semantico di télos, come dei suoi derivati. Inoltre, un esame della costruzione grammaticale della frase télos nómou, "fine della legge", può essere illuminante. Alla luce del greco biblico, della letteratura giudaica e di quella greca profana, è stato evidenziato che quando télos è usato con un nome al genitivo (complemento di specificazione, nel nostro caso, nómou, "della legge") indica realizzazione, compimento. Solo con espressioni che indicano tempo, télos può assumere il significato di termine, fine. In seguito a queste considerazioni etimologiche e sintattiche risulta evidente che Cristo è fine della legge, nel senso che ne è lo scopo, l'obiettivo, il fine come orientamento... Per Paolo, Torah e Vangelo sono legati da un rapporto di complementarietà (Galati 3:21-24).

Galati 3:21 La legge è dunque contro le promesse di Dio? Impossibile! Se infatti fosse stata data una legge capace di conferire la vita, la giustificazione scaturirebbe davvero dalla legge;
Galati 3:22 la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché ai credenti la promessa venisse data in virtù della fede in Gesù Cristo.

Galati 3:23 Prima però che venisse la fede, noi eravamo rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata.
Galati 3:24 Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede.



Da queste prime battute è DIMOSTRATO che la parola "TERMINE" non indica la fine, la conclusione ma IL FINE:

Romani 10:4 Ora, il termine (IL FINE, IL PROPOSITO, L'ADEMPIMENTO) della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede.

Fine prima parte......
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  armando mirante il Sab 19 Feb - 0:28

Geova ha forse smesso di esercitare la sua potenza creativa? La Bibbia dice effettivamente che dopo aver finito il sesto giorno la sua opera creativa, Geova “si riposava il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatto”. (Genesi 2:2) L’espressione “si riposava” significa forse che Geova ha smesso completamente di operare? No, Geova non smette mai di operare. (Ma egli rispose loro: “Il Padre mio ha continuato a operare fino ad ora, e io continuo a operare”Giovanni 5:17) Il suo riposo, quindi, deve semplicemente indicare che è cessata la sua opera di creazione materiale rispetto alla terra. La sua opera di portare a compimento i suoi propositi, invece, è continuata ininterrotta. Questa opera ha incluso l’ispirazione delle Sacre Scritture e persino la produzione di “una nuova creazione"( 2 Corinti 5:17).
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 0:32

Citazione:

Citavano e consideravano le altre parti della Legge allo stesso modo dei Dieci Comandamenti, ugualmente vincolanti per quelli sotto la Legge. (Mt 5:21-48; 22:37-40; Ro 13:8-10; Gc 2:10, 11) Le Scritture affermano chiaramente che il sacrificio di Cristo “ha abolito . . . la Legge di comandamenti consistente in decreti”, e che Dio “cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti . . . ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura”. L’intera Legge mosaica fu dunque ‘abolita’, ‘cancellata’, ‘tolta di mezzo’. (Ef 2:13-15; Col 2:13, 14)

VEDIAMO SE è VERO:

(Mt 5:21-48; 22:37-40);
Matteo 5:21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
Matteo 5:22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

Matteo 5:27 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;
Matteo 5:28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Matteo 5:31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio;
Matteo 5:32 ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Matteo 5:33 Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;
Matteo 5:34 ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;
Matteo 5:35 né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
Matteo 5:36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Matteo 5:37 Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Matteo 5:38 Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente;
Matteo 5:39 ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra;
Matteo 5:40 e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
Matteo 5:41 E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.

Matteo 5:43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
Matteo 5:44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
Matteo 5:45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.


Gesù cita i comandamenti di DIO ed altri detti degli antichi : LI CONFERMA E LI COMPLETA.

fine seconda parte.......
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 0:42

Ro 13:8-10
Innanzitutto è opportuno citare tutta la parte e non solo il versetto o i versetti a noi convenienti:

Romani 13:1 Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio.
Romani 13:2 Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.
Romani 13:3 I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l'autorità? Fa' il bene e ne avrai lode,
Romani 13:4 poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male.
Romani 13:5 Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza.
Romani 13:6 Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio.
Romani 13:7 Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto.


E' CHIARO O SI DEVE SPIEGARE?

Romani 13:8 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Romani 13:9 Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Romani 13:10 L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore.

TRADUCO: NON ABBIATE ALCUN DEBITO CON NESSUNO = RISPETTATE LA LEGGE ...VEDI VERSETTI PRECEDENTI. CHI AMA HA ADEMPIUTO ALLA LEGGE POICHE' NON COMMETTERE ADULTERIO ECC... E QUALSIASI ALTRO COMANDAMENTO SI RIASSUME IN QUESTE PAROLE: AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO. MA QUESTO VUOL DIRE CHE I COMANDAMENTI NON VALGONO PIU'?? ASSOLUTAMENTE NO. IO POSSO RISPETTARE QUEI COMANDAMENTI SOLO PERCHE' SONO SCRITTI. QUANDO GESù DICE DI AMARE POICHE' RIASSUME INTENDE DIRE CHE QUEI COMANDAMENTI RISPETTATI CON IL CUORE SONO DI CONSEGUENZA RISPETTATI SE AMI IL TUO PROSSIMO...MA SONO SEMPRE VALIDI E NON ABOLITI COME è STATO CONFERMATO IN ALTRI VERSETTI.



Romani 13:11 Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti.
Romani 13:12 La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Romani 13:13 Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie.
Romani 13:14 Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.


Fine terza parte
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 0:52

Gc 2:10, 11


Giacomo 2:10 Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto;
Giacomo 2:11 infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere.
Ora se tu non commetti adulterio, ma uccidi, ti rendi trasgressore della legge.


QUI SI CAPISCE CHIARAMENTE CHE SI DEVE RISPETTARE TUTTA LA LEGGE IN OGNI SUO PUNTO E CHI LA TRASGREDISCE IN UNO SOLO SARA' COLPEVOLE DI TUTTA LA LEGGE
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 1:35

Ef 2:13-15

Efesini 1:1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù:

Efesini 2:1 Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati,
Efesini 2:2 nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli.

Efesini 2:4 Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati,
Efesini 2:5 da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati.
Efesini 2:6 Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù,
Efesini 2:7 per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.

Efesini 2:11 Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani per nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi perché tali sono nella carne per mano di uomo,
Efesini 2:12 ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo.
Efesini 2:13 Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo.

Efesini 2:14 Egli infatti è la nostra pace,
colui che ha fatto dei due un popolo solo,
abbattendo il muro di separazione che era frammezzo,
cioè l'inimicizia,
Efesini 2:15 annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace,
Efesini 2:16 e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo
corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia.

CHE VUOL DIRE "ANNULLO' LA LEGGE FATTA DI PRESCRIZIONI CON LA SUA CARNE"? CHE NON LA DOBBIAMO SEGUIRE PIU' O CHE E' RISPETTATA , COME LUI STESSO AFFERMA E CONFERMA SE AMIAMO DIO ED AMIAMO IL PROSSIMO COME NOI STESSI????? GESU' STESSO CONFERMA COME ABBIAMO VISTO CHE NON è VENUTO PER ABOLIRE MA PER COMPLETARE, PORTARE A COMPIMENTO.
INOLTRE AFFERMA :

Ebrei 10:16 Questo è il patto che farò con loro dopo que' giorni, dice il Signore: Io metterò le mie leggi ne' loro cuori, e le scriverò nelle loro menti, egli aggiunge:

NON AVREBBE PIù SENSO A QUESTO PUNTO UN DOCUMENTO FATTO DI LEGGI E DECRETI POICHè TUTTI I COMANDAMENTI SONO SCRITTI NEI NOSTRI CUORI E LI METTIAMO IN PRATICA QUANDO AMIAMO DIO ED IL PROSSIMO.
Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono" (Rm 2,14-15)

NON SI OTTIENE LA SALVEZZA SOLO RISPETTANDO LE LEGGI SENZA AMARE. COME GIA' DETTO IO POSSO ANCHE RISPETTARE LE LEGGI SCRITTE SENZA AMORE. MA GESU' NON VUOLE QUESTO.

ma qui mi viene un grosso dubbio: SIAMO SICURI CHE CI SI RIFERISCA ALLA LEGGE DI DIO SCRITTA SULLE TAVOLE?

Deuteronomio 31:22 Così Mosè scrisse quel giorno questo cantico, e lo insegnò ai figliuoli d'Israele.
Deuteronomio 31:23 Poi l'Eterno dette i suoi ordini a Giosuè, figliuolo di Nun, e gli disse: 'Sii forte e fatti animo, poiché tu sei quello che introdurrai i figliuoli d'Israele nel paese che giurai di dar loro; e io sarò teco'.
Deuteronomio 31:24 E quando Mosè ebbe finito di scrivere in un libro tutte quante le parole di questa legge,
Deuteronomio 31:25 diede quest'ordine ai Leviti che portavano l'arca del patto dell'Eterno:
Deuteronomio 31:26 'Prendete questo libro della legge e mettetelo allato all'arca del patto
dell'Eterno, ch'è il vostro Dio; e quivi rimanga come testimonio contro di te;


LEGGE MOSAICA:
Ogni uomo, Israelita o straniero dimorante in mezzo a loro, che mangi di qualsiasi specie di sangue, contro di lui, che ha mangiato il sangue, io volgerò la faccia e lo eliminerò dal suo popolo. Poiché la vita della carne è nel sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull'altare in espiazione per le vostre vite; perché il sangue espia, in quanto è la vita
continua qui:
http://www.conmaria.it/Levitico.htm

QUINDI: ABBIAMO L'ARCA DEL PATTO CON DENTRO LE TAVOLE DELLA LEGGE DI DIO E FUORI UN LIBRO CON LA LEGGE MOSAICA. SIAMO SICURI CHE SI PARLA DELL'ANNULLAMENTO DELLA LEGGE DI DIO? DA QUANTO SI LEGGE IN TUTTI GLI ALTRI VERSETTI ASSOLUTAMENTE NO.


SUCCESSIVAMENTE L'APOSTOLO PAOLO FA UNA LUNGA LISTA DI COSA FARE E NON FARE.
ALTRE LEGGI E LE STESSE RICONFERMATE?
VEDIAMO:

Efesini 4:17 Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente,
Efesini 4:18 accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore.
Efesini 4:19 Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.

l'APOSTOLO PAOLO SI RIVOLGE COME ABBIAMO INTUITO AGLI EFESINI POICHE' PAGANI.

Efesini 4:25 Perciò, bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al proprio prossimo; perché siamo membra gli uni degli altri.
= NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA


Efesini 4:28 Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità.
= NON RUBARE


Efesini 4:31 Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità.
RACCHIUSO NELLE PAROLE : AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO

Efesini 5:3 Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi;
Efesini 5:4 lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie!
Efesini 5:5 Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.
= NON FORNICARE E NON ESSERE IDOLATRO

Efesini 5:21 Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

Efesini 5:25 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,
Efesini 5:26 per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola,
Efesini 5:27 al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
Efesini 5:28 Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso.
Efesini 5:29 Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa,
Efesini 5:30 poiché siamo membra del suo corpo.
Efesini 5:31 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.


Efesini 6:1 Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto.
Efesini 6:2 Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa:
Efesini 6:3 perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra.
= ONORA IL PADRE E LA MADRE

Efesini 6:5 Schiavi, obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, con semplicità di spirito, come a Cristo,


DOMANDA:
IO SONO IL SIGNORE DIO TUO NON AVRAI ALTRI DEI ECCC....VALE?
NON RUBARE
NON UCCIDERE
NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA
NON COMMETTERE ADULTERIO E NON FORNICARE
NON DESIDERARE ROBA, DONNA D'ALTRI ECC....

VALGONO ANCORA? SI ED ASSOLUTAMENTE SI.. NON SONO PIù SCRITTE IN UN DOCUMENTO (TAVOLE DI PIETRA) CHE ANDAVA RISPETTATO COME UN POPOLO RISPETTA LE LEGGI DEL RE, MA SONO SCRITTE NEI NOSTRI CUORI E LI DOBBIAMO RISPETTARE PER AMORE. GESù ANNULLA QUEL DOCUMENTO SCRITTO (MA QUALE? IL LIBRO DI MOSE' CHE SI TROVA ALL'ESTERNO DELL'ARCA Deuteronomio 31:26 OPPURE LE TAVOLE OPPURE ENTRAMBE???) PERCHE' ADESSO DOBBIAMO RISPETTARE QUELLE STESSE LEGGI CON AMORE (SCRITTE NEI NOSTRI CUORI) MA ALLORA ???

Se Gesù è venuto non per abolire ma per completare , se ha detto esplicitamente che tutti i comandamenti vanno rispettati (vedi post precedenti) come può averli annullati? Andrebbe in contrasto con tutto il resto.


RIMANE SOLO DA CAPIRE SE VALE ANCORA IL COMANDAMENTO : SANTIFICA IL SETTIMO GIORNO.
fine quinta parte


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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 1:45

Col 2:13, 14

Colossesi 2:12 Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Colossesi 2:13 Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati,
Colossesi 2:14 annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce;
Colossesi 2:15 avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo.

COSA SI INTENDE IL DOCUMENTO SCRITTO DEL NOSTRO DEBITO?

Colossesi 2:13 kai humas nekrous ontas [en] tois paraptômasin kai têi akrobustiai tês sarkos humôn, sunezôopoiêsen humas sun autôi, charisamenos hêmin panta ta paraptômata.
Colossesi 2:14 exaleipsas to kath' hêmôn cheirografon tois dogmasin ho ên hupenantion hêmin, kai auto êrken ek tou mesou prosêlôsas auto tôi staurôi;
Colossesi 2:15 apekdusamenos tas archas kai tas exousias edeigmatisen en parrêsiai, thriambeusas autous en autôi.


Per Paolo cheirographon significa lista dei debiti. Noi siamo debitori insolvibili verso Dio (vedi Mt 18:23-25); Dio nella sua immensa misericordia ha condonato il nostro debito (Mt 18:26, 27) e ha distrutto il documento della nostra obbligazione, che era un atto d’accusa contro di noi. Tutto questo è avvenuto perché qualcun altro, Gesù Cristo, ha pagato per noi sulla croce.
Paolo sta parlando della grazia di Dio che tramite Gesù ci ha perdonato: “…tutti i nostri peccati” (v. 13). Di conseguenza il “documento” del v. 14 non può che essere in relazione ai nostri peccati. L’apostolo usa in questo caso un’immagine per rappresentare l’atto salvifico operato da Cristo. Peccando, l’umanità contrasse un “debito” con Dio, che era registrato in questo documento - atto accusatore, immaginario. Gesù, morendo sulla croce, annulla tale documento d’accusa, offrendo il perdono dei peccati e riconciliando l’uomo con Dio. La menzione dei comandamenti alla fine del v. 14 non indica che il documento accusatore sia da questi costituito, ma evidenzia che la loro trasgressione permette al documento di esistere. L’atto d’accusa è dunque costituito dal ricordo della trasgressione. É il peccato, conseguenza della disubbidienza alla legge, che accusa l’uomo, che gli è ostile, e non la legge che evidenzia il peccato, e ne indica la soluzione. Il testo greco mostra questo aspetto in maniera evidente. Il termine comandamento, dogmasin, è al caso dativo e indica un complemento di causa. Il documento esiste dunque “a causa” [della nostra trasgressione] dei comandamenti.
É il documento della nostra colpevolezza, non la legge, che Dio ha distrutto inchiodandolo alla croce. Con la morte di Cristo, Dio non solo ha estinto la nostra colpa, ma ha altresì trionfato sulle potenze cosmiche (principati e podestà) privandole di ogni dignità e potere, e offrendole in pubblico spettacolo al mondo (v. 15).
In breve, per intenderci, Paolo non sta dicendo che è la legge che è stata tolta di mezzo o annullata, diversamente entrerebbe in contraddizione con quanto egli afferma in Romani 3:31 e in 1 Corinzi 7:19, ma “il documento ostile”, ovvero, il documento della nostra colpevolezza, vale a dire “l’ammenda”, sulla quale è dichiarato che abbiamo peccato contravvenendo i comandamenti.
.


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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 1:52

Le Scritture affermano chiaramente che il sacrificio di Cristo “ha abolito . . . la Legge di comandamenti consistente in decreti”, e che Dio “cancellò il documento scritto a mano contro di noi, che consisteva in decreti . . . ed Egli l’ha tolto di mezzo inchiodandolo al palo di tortura”. L’intera Legge mosaica fu dunque ‘abolita’, ‘cancellata’, ‘tolta di mezzo’

non ha affatto abolito la legge. Ha solo annullato il documento fatto di decreti poichè li ha scritti nei nostri cuori. Amando Dio e il prossimo AUTOMATICAMENTE rispetteremo tutta la legge CON AMORE E NON PERCHE' SCRITTA. ECCO PERCHE' SI PARLA DI ANNULLAMENTO DEL DOCUMENTO.
AMA DIO VUOL DIRE:
IO SONO IL SIGNORE DIO TUO
NON AVRAI ALTRI DEI NON TI FARAI IMMAGINI , IDOLI ECC E NON TI PROSTERAI DINNAZI A LORO
SANTIFICA IL SETTIMO GIORNO PERCHE' IO IN 6 GIORNI HO CREATO IL CIELO E LA TERRA ED IL SETTIMO MI SONO RIPOSATO,,,,
ECC....
FAI TUTTO QUESTO NON PERCHE' E' SCRITTO MA CON IL CUORE (AMORE)

AMA IL TUO PROSSIMO VUOL DIRE:
NON UCCIDERE
NON RUBARE
NON COMMETTERE ADULTERIO, FORNICAZIONE
NON DESIDERARE ROBA, DONNA D'ALTRI ECC...

FAI TUTTO QUESTO NON PERCHE' è SCRITTO MA CON AMORE.

Se ciò fosse vero, che la legge è abolita , ciò andrebbe in contrasto con tutti gli altri versetti e non solo. In altri versetti e contesti (anche in apocalisse) si fa riferimento a queste stesse leggi.

fine quinta parte......
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 2:00

armando mirante ha scritto: Geova ha forse smesso di esercitare la sua potenza creativa? La Bibbia dice effettivamente che dopo aver finito il sesto giorno la sua opera creativa, Geova “si riposava il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatto”. (Genesi 2:2) L’espressione “si riposava” significa forse che Geova ha smesso completamente di operare? No, Geova non smette mai di operare. (Ma egli rispose loro: “Il Padre mio ha continuato a operare fino ad ora, e io continuo a operare”Giovanni 5:17) Il suo riposo, quindi, deve semplicemente indicare che è cessata la sua opera di creazione materiale rispetto alla terra. La sua opera di portare a compimento i suoi propositi, invece, è continuata ininterrotta. Questa opera ha incluso l’ispirazione delle Sacre Scritture e persino la produzione di “una nuova creazione"( 2 Corinti 5:17).

Il significato poi lo vediamo, per ora abbiamo visto che la traduzione del TNM di GENESI 2:2 è errata (non lo dico io ma lo affermano i linguisti). IL DISCORSO : GIORNI CREATIVI lo tratteremo alla fine , in modo da fare un quadro completo.

COMUNQUE:
Giovanni 5:17 Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero».

COME PREMESSO: le mie sono solo osservazioni che possono essere anche errate .....ma cerco di seguire versetti, significati , logica e contesti senza che nessuno mi influenzi con le dottrine(per quanto riguarda i concetti. Per le traduzioni mi devo rifare ai linguisti e studiosi.

Ho già detto che ho dei dubbi sul settimo giorno ed alla fine della discussione capirete perchè.
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 14:40

Continuazione : I COMANDAMENTI DI DIO SONO ANCORA VALIDI?

Levitico 22:31 Osserverete dunque i miei comandamenti, e li metterete in pratica. Io sono l'Eterno.

2Re 17:13 Eppure l'Eterno avea avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i profeti e di tutti i veggenti, dicendo: 'Convertitevi dalle vostre vie malvage, e osservate i miei comandamenti e i miei precetti, seguendo in tutto la legge che io prescrissi ai vostri padri, e che ho mandata a voi per mezzo dei miei servi, i profeti';

Matteo 19:17 E Gesù gli rispose: Perché m'interroghi tu intorno a ciò ch'è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrar nella vita osserva i comandamenti.

Matteo 22:40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.

Giovanni 15:10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; com'io ho osservato i comandamenti del Padre mio, e dimoro nel suo amore.

1Giovanni 5:3 Perché questo è l'amor di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

2Giovanni 6 E questo è l'amore: che camminiamo secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento che avete udito fin dal principio onde camminiate in esso.


Apocalisse 12:17 E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra col rimanente della progenie d'essa, che serba i comandamenti di Dio e ritiene la testimonianza di Gesù.

Apocalisse 14:12 Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.

QUESTO è UN CHIARISSIMO MESSAGGIO CHE I COMANDAMENTI (LEGGI ) DI DIO VANNO RISPETTATI FINO ALLA FINE DEI TEMPI.

E allora cosa è il documento ostile fatto di leggi e precetti che fu appeso al palo?????
Se si intende tutta la legge compresi i comandamenti di DIO va in contrasto con tutto il resto.

Ancora:

Apocalisse 11:19 E il tempio di Dio che è nel cielo fu aperto, e si vide nel suo tempio l'arca del suo patto, e vi furono lampi e voci e tuoni e un terremoto ed una forte gragnuola.



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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 15:24

Ma tutto questo discorso è per far chiarezza riguardo all'osservanza del SABATO infra-settimanale come unico giorno del signore , giorno di riposo fatto per l'uomo. E qui ovviamente , come in altri casi, si va ad interpretazione.

COSA E' CONTRO L'OSSERVANZA:
Efesini 2:15

Efesini 2:11 Perciò, ricordatevi che un tempo voi, Gentili di nascita, chiamati i non circoncisi da quelli che si dicono i circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d'uomo, voi, dico, ricordatevi che
Efesini 2:12 in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele ed estranei ai patti della promessa, non avendo speranza, ed essendo senza Dio nel mondo.
Efesini 2:13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che già eravate lontani, siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo.
Efesini 2:14 Poiché è lui ch'è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto un solo ed ha abbattuto il muro di separazione
Efesini 2:15 con l'abolire nella sua carne la causa dell'inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, affin di creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace;
Efesini 2:16 ed affin di riconciliarli ambedue in un corpo unico con Dio, mediante la sua croce, sulla quale fece morire l'inimicizia loro.
QUALE LEGGE? PER QUANTO DETTO SOPRA NON SI RIFERISCE AFFATTO AI COMANDAMENTI, ANCHE PERCHE' EGLI STESSO AFFERMA:

Matteo 5:17 Non pensate ch'io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:

COLOSSESI 2:16
Colossesi 2:13 E voi, che eravate morti ne' falli e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Egli ha vivificati con lui, avendoci perdonato tutti i falli,
Colossesi 2:14 avendo cancellato l'atto accusatore scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell'atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce;
COSA SI INTENDE PER ATTO ACCUSATORIO? NON I COMANDAMENTI DI DIO OVVIAMENTE

Colossesi 2:15 e avendo spogliato i principati e le potestà ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.
Colossesi 2:16 Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a novilunî o a sabati,

IN PASSATO SE UNA PERSONA NON RISPETTAVA IL SABATO , TRA I CRISTIANI, VENIVA LAPIDATO, COSì COME GLI ADULTERI ECC... GLI UOMINI INIZIARONO A GIUDICARE IL PROSSIMO RIGUARDO A LEGGI E PRECETTI. PAOLO DICE AI COLOSSESI: NESSUNO DUNQUE VI GIUDICHI SE "OSSERVATE" FESTE, NOVILUNI, MANGIATE O NON MANGIATE CERTI CIBI E SE OSSERVATE I SABATI (QUINDI ANCHE SABATO).
Colossesi 2:17 queste cose sono ombra di quelle che devono venire; ma il corpo è di Cristo.
OGNI OSSERVANZA è OMBRA DI QUALCOSA FUTURA. MA IL CORPO E' CRISTO. MOLTE DI QUESTE COSE, CHE SONO STATE OMBRA DELLA VENUTA DI CRISTO NON VANNO PIU' OSSERVATE. IL SABATO E' OMBRA DEL RIPOSO DI DIO, IN QUEL RIPOSO IN CUI ENTREREMO DOPO LA MORTE SE OSSERVEREMO LE SUE LEGGI.

Colossesi 2:18 Nessuno a suo talento vi defraudi del vostro premio per via d'umiltà e di culto degli angeli affidandosi alle proprie visioni, gonfiato di vanità dalla sua mente carnale,
Colossesi 2:19 e non attenendosi al Capo, dal quale tutto il corpo, ben fornito e congiunto insieme per via delle giunture e articolazioni, prende l'accrescimento che viene da Dio.
Colossesi 2:20 Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre de' precetti, quali:
Colossesi 2:21 Non toccare, non assaggiare, non maneggiare
Colossesi 2:22 (cose tutte destinate a perire con l'uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini?
Colossesi 2:23 Quelle cose hanno, è vero, riputazione di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà, e di austerità nel trattare il corpo; ma non hanno alcun valore e servon solo a soddisfare la carne.

ROMANI 14:5,10
Cio' che Paolo intende dire ai colossesi si capisce anche in questi versetti:

Romani 14:2 L'uno crede di poter mangiare d'ogni cosa, mentre l'altro, che è debole, mangia solo legumi.
Romani 14:3 Colui che mangia non disprezzi colui che non mangia, e colui che non mangia non giudichi colui che mangia, poiché Dio lo ha accettato.
Romani 14:4 Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Stia egli in piedi o cada, ciò riguarda il suo proprio signore, ma sarà mantenuto saldo, perché Dio è capace di tenerlo in piedi.
Romani 14:5 L'uno stima un giorno più dell'altro, e l'altro stima tutti i giorni uguali; ciascuno sia pienamente convinto nella sua mente.
Romani 14:6 Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; chi non ha alcun riguardo al giorno lo fa per il Signore; chi mangia lo fa per il Signore e rende grazie a Dio; e chi non mangia non mangia per il Signore e rende grazie a Dio.
Romani 14:7 Nessuno di noi infatti vive per se stesso, e neppure muore per se stesso
,
C'E' CHI CREDE CHE TUTTI I GIORNI SIANO UGUALI , CHI NO. CHI MANGIA CERTI CIBI E CHI NON LI MANGIA. IN ENTRAMBI I CASI COSTUI LO FA PER IL SIGNORE PERCHE' è CONVINTO NELLA SUA MENTE DI CIO' CHE FA. ANZI, DEVE ESSERE PIENAMENTE CONVINTO
Riguardo a questo cito altri 2 versetti:
Romani 14:13 Non ci giudichiamo dunque più gli uni gli altri, ma giudicate piuttosto che non dovete porre pietra d'inciampo sulla via del fratello, né essergli occasion di caduta.
Romani 14:14 Io so e son persuaso nel Signor Gesù che nessuna cosa è impura in se stessa; però se uno stima che una cosa è impura, per lui è impura.
Romani 14:15 Ora, se a motivo di un cibo il tuo fratello è contristato, tu non procedi più secondo carità. Non perdere, col tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto!
Romani 14:16 Il privilegio che avete, non sia dunque oggetto di biasimo;
Romani 14:17 perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo.
Romani 14:18 Poiché chi serve in questo a Cristo, è gradito a Dio e approvato dagli uomini.
Romani 14:19 Cerchiamo dunque le cose che contribuiscono alla pace e alla mutua edificazione.
Romani 14:20 Non disfare, per un cibo, l'opera di Dio. Certo, tutte le cose son pure ma è male quand'uno mangia dando intoppo.
Romani 14:21 È bene non mangiar carne, né bever vino, né far cosa alcuna che possa esser d'intoppo al fratello.
Romani 14:22 Tu, la convinzione che hai, serbala per te stesso dinanzi a Dio. Beato colui che non condanna se stesso in quello che approva.
Romani 14:23 Ma colui che sta in dubbio, se mangia è condannato, perché non mangia con convinzione; e tutto quello che non vien da convinzione è peccato
.
.........................


Romani 14:8 perché, se pure viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; dunque sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Romani 14:9 Poiché a questo fine Cristo è morto, è risuscitato ed è tornato in vita: per signoreggiare sui morti e sui vivi.
Romani 14:10 Ora tu, perché giudichi il tuo fratello? O perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo.


GALATI 4:9-11

Galati 4:8 In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, voi avete servito a quelli che per natura non sono dèi;
Galati 4:9 ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire?
Galati 4:10 Voi osservate giorni e mesi e stagioni ed anni.
Galati 4:11 Io temo, quanto a voi, d'essermi invano affaticato per voi.
Galati 4:12 Siate come son io, fratelli, ve ne prego, perché anch'io sono come voi.

CHE COSA OSSERVAVANO I GALATI?

La vita nella libertà ha per norma suprema l'amore
Galati 5:13 Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione alla carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri;
Galati 5:14 poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso.
Galati 5:15 Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non esser consumati gli uni dagli altri.
Galati 5:18 Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge.
Galati 5:19 Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza,
Galati 5:20 idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni,
Galati 5:21 sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali io vi prevengo, come anche v'ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio.
Galati 5:22 Il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza;
Galati 5:23 contro tali cose non c'è legge.
Galati 5:24 E quelli che son di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze.
Galati 5:25 Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito.
Galati 5:26 Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

PAOLO DAL SUO DISCORSO VUOLE FAR CAPIRE CHE SE SOTTOSTIAMO ALLA LEGGE COME PRECETTI SCRITTI SIAMO INDOTTI A MORDERCI GLI UNI CON GLI ALTRI GIUDICANDOCI A VICENDA. IL FRUTTO DELLO SPIRITO INVECE E L'AMORE. RIVEDIAMO ALLORA TUTTA LA LEGGE COME RACCHIUSA IN UNA SOLA PAROLA: AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO...."CHE RACCHIUDE QUELLA PARTE DELLA LEGGE RIVOLTA AGLI UOMINI"

L'ALTRA PARTE E'"AMA DIO"

ROMANI 10:2-4
Romani 10:2 Poiché io rendo loro testimonianza che hanno zelo per le cose di Dio, ma zelo senza conoscenza.
Romani 10:3 Perché, ignorando la giustizia di Dio, e cercando di stabilir la loro propria, non si son sottoposti alla giustizia di Dio;
Romani 10:4 poiché il termine (INTESO COME IL FINE NON LA FINE) della legge è Cristo, per esser giustizia ad ognuno che crede.
Romani 10:5 Infatti Mosè descrive così la giustizia che vien dalla legge: L'uomo che farà quelle cose, vivrà per esse.
Romani 10:6 Ma la giustizia che vien dalla fede dice così: Non dire in cuor tuo: Chi salirà in cielo? (questo è un farne scendere Cristo) né:
Romani 10:7 Chi scenderà nell'abisso? (questo è un far risalire Cristo d'infra i morti).
Romani 10:8 Ma che dice ella? La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore; questa è la parola della fede che noi predichiamo;
Romani 10:9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti, sarai salvato;
Romani 10:10 infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati.
Romani 10:11 Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato.

EBREI 4:9-11
Ebrei 4:9 Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio;
Ebrei 4:10 poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch'egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue.
Ebrei 4:11 Studiamoci dunque d'entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.

IL SABATO DUNQUE è OMBRA DEL RIPOSO DI DIO CHE ANCORA NON SI è COMPIUTO
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 15:49

MA ALLA FINE QUESTO SABATO VA OSSERVATO O NO? DUBBIO.

Mi sono chiesto:
prima di Cristo si osservava? Ovviamente si
Cristo lo osservava? Assolutamente si poichè egli si definisce "Signore del Sabato".
Subito dopo la crocifissione veniva rispettato?
Si ..infatti:
Luca 24:1 Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; ma il primo giorno della settimana, la mattina molto per tempo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.
Luca 24:2 E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro.
Marco 16:1 E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù.

GLI APOSTOLI RISPETTAVANO IL SABATO DOPO LA MORTE DI GESU'?

Atti 13:34 E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide.
Atti 13:35 Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione.
Atti 13:36 Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione:
Atti 13:37 ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione.
Atti 13:38 Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v'è annunziata la remissione dei peccati;
Atti 13:39 e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè.
Atti 13:40 Guardate dunque che non venga su voi quello che è detto nei profeti:
Atti 13:41 Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un'opera ai dì vostri, un'opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse.
Atti 13:42 Or, mentre uscivano, furon pregati di parlar di quelle medesime cose al popolo il sabato seguente.
Atti 13:43 E dopo che la raunanza si fu sciolta, molti de' Giudei e de' proseliti pii seguiron Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio.
Atti 13:44 E il sabato seguente, quasi tutta la città si radunò per udir la parola di Dio.
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Atti 16:6 Poi traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro d'annunziar la Parola in Asia;
Atti 16:7 e giunti sui confini della Misia, tentarono d'andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro;

Atti 16:13 E nel giorno di sabato andammo fuori della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d'orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch'eran quivi radunate.
Atti 16:14 E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo.

Atti 18:3 E siccome era del medesimo mestiere, dimorava con loro, e lavoravano; poiché di mestiere, eran fabbricanti di tende.
Atti 18:4 E ogni sabato discorreva nella sinagoga, e persuadeva Giudei e Greci.

GLI APOSTOLI RISPETTAVANO IL SABATO, PREDICAVANO DI SABATO COME FACEVA GESù. DIRETE: MA DOPO LA MORTE DI GESU' GLI EBREI CONTINUARONO A RISPETTARE IL SABATO PER LORO CONVINZIONE, E DATO CHE GLI APOSTOLI POTEVANO PARLARE CON TUTTI LORO SOLO DI SABATO, ALLORA E' SPIEGATO PERCHè PREDICAVANO IN TALE GIORNO. MA SIAMO SICURI? LO SI PUò AFFERMARE CON CERTEZZA?

Ed allora perchè Gesù dice, quando parla agli apostoli degli ultimi giorni, del tempo della fine:
Matteo 24:13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
Matteo 24:14 E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
Matteo 24:15 Quando dunque avrete veduta l'abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente),
Matteo 24:16 allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;
Matteo 24:17 chi sarà sulla terrazza non scenda per toglier quello che è in casa sua;
Matteo 24:18 e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.
Matteo 24:19 Or guai alle donne che saranno incinte, ed a quelle che allatteranno in que' giorni!
Matteo 24:20 E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno né di sabato;
Matteo 24:21 perché allora vi sarà una grande afflizione; tale, che non v'è stata l'uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà.


INOLTRE:
CEI: Apocalisse 1:9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù.
Apocalisse 1:10 Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva:
Apocalisse 1:10 egenomên en pneumati en têi kuriakêi hêmerai, kai êkousa opisô mou fônên megalên hôs salpiggos

Poichè si continua a evidenziare, anche in prossimità dell'anno 100 d.c. il giorno del SIGNORE?
La LUZZI traduce con "domenica".

Ma il giorno del "SIGNORE" è davvero domenica?

continua...........



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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Sab 19 Feb - 16:01

Tutta questa prima parte della discussione riguarda il tema : comandamenti e osservanza del sabato.

Ecco i dubbi che vengono leggendo proprio tutti i versetti del contesto.
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  armando mirante il Sab 19 Feb - 23:34


Nessuno dunque vi condanni in fatto di cibo o di bevanda, o per feste, noviluni e sabati: queste cose sono ombra di quelle future, ma la realtà è di Cristo. Colossesi 2:16 Bibbia CEI
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Dom 20 Feb - 12:01

armando mirante ha scritto:
Nessuno dunque vi condanni in fatto di cibo o di bevanda, o per feste, noviluni e sabati: queste cose sono ombra di quelle future, ma la realtà è di Cristo. Colossesi 2:16 Bibbia CEI

Sign. Mirante questa non è affatto una prova, perchè leggendo il contesto Paolo ammonisce i colossesi perchè si giudicano tra di loro. Ma non giudicano la "non osservanza" ma l'"osservanza". Si giudicano tra di loro perchè alcuni continuano ad osservare feste , noviluni e sabati. Quando dice che essi sono ombra di cose avvenire, vuol dire che queste osservanze tendono a sparire una volta verificatisi gli avvenimenti. Infatti la festa delle capanne, altre feste ebraiche ecc... non vanno più osservate o per lo meno osservate per altri motivi come ad esempio la Pasqua.
Riguardo al sabato settimanale :
1. E' un comandamento e se doveva sparire mi sembra strano che Dio l'avesse scritto sulle tavole. Poteva benissimo farlo scrivere a Mosè nel libro della legge mosaica posto fuori dall'arca dell'alleanza nel santuario.
2. E' un segno tra Dio ed il popolo di israele nel suo patto. il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato. E' per dire che a parte il segno l'uomo deve riposarsi un giorno a settimana e non deve compiere alcun lavoro.
3. Gesù si definisce "Signore del sabato".
4. per migliaia di anni il giorno del riposo è stato importantissimo e lo è ancora.
5. Gesù dice continuamente ed anche gli apostoli, successivamente, di rispettare i comandamenti di DIO. Ne abbiamo la prova sulla Bibbia. Quando si dice quindi che Gesù mise al palo il documento a noi ostile fatto di decreti e prescrizioni, o che se siamo sotto lo spirito santo non siamo più sotto la legge, che vuol dire? Che i comandamenti non valgono più? Leggendo proprio tutti i versetti che fanno riferimento a ciò non si può affermare questo e prendendo solo colossesi 2:16 nemmeno anche perchè lo stesso Paolo rispettava il sabato. Si potrebbe anche dire che Paolo predicava nelle sinagoghe e le piazze di sabato perchè tanti ebrei , nonostante tutto, continuarono a rispettare tale giorno anche dopo la morte di Gesù e che quindi l'unico momento per comunicare con tutti era il sabato. Ma ciò non giustifica e non prova che il sabato dopo la morte di Cristo non ha alcun valore.
Il fatto che Maria , Maria Maddalena ecc.. si recano al sepolcro trascorso il sabato, rispettato come da comandamento, afferma che Gesù in vita non disse mai che il sabato non andava più rispettato dopo la sua morte! C'è una prova che affermi il contrario? Quando l'avrebbe detto altrimenti dopo la resurrezione?

Ecco il dubbio.
La domenica:
Rispettare la domenica è una decisione presa al Concilio di Nicea, quindi per me di poco conto, dalla chiesa sulla base che il giorno del Signore = giorno della resurrezione di Gesù. Quindi, anche quando Giovanni dice in Apocalisse di essere stato rapito in spirito nel giorno del Signore, si pensa alla domenica.

Ma abbiamo veramente la prova nella bibbia che si parli di domenica? Non credo perchè vi è solo scritto che Maria ecc.. andarono al sepolcro all'alba dopo il sabato e lo trovarono vuoto. Che sia stato di domenica è una deduzione.
In ogni caso Gesù è Signore del sabato, un sabato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato. Allora perchè il giorno del Signore non è sabato ma domenica??
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Dom 20 Feb - 14:09

Concludo questa parte sul sabato dicendo che è veramente difficile affermare con esattezza che non bisogna osservare il sabato. Personalmente a me il dubbio resta.
In tutte le spiegazioni che ho letto, come quella di Giacinto Butindaro (in rete) , del perchè non occorre osservare il sabato, non si fa mai riferimento a deuteronomio 31:24-26:

Deuteronomio 31:24 Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di questa legge,
Deuteronomio 31:25 ordinò ai leviti che portavano l'arca dell'alleanza del Signore:
Deuteronomio 31:26 «Prendete questo libro della legge e mettetelo a fianco dell'arca dell'alleanza del Signore vostro Dio; vi rimanga come testimonio contro di te;

In cui si distingue nettamente la LEGGE DI DIO (LE TAVOLE) dalla LEGGE MOSAICA (IL LIBRO).
e quando si dice che non si è più sotto la legge che è stata inchiodata alla croce con Cristo....forse...secondo me,,,, è riferita a quella legge e non ai comandamenti di Dio.

Non è citato nemmeno:

Matteo 24:14 E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
Matteo 24:15 Quando dunque avrete veduta l'abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente),
Matteo 24:16 allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;
Matteo 24:17 chi sarà sulla terrazza non scenda per toglier quello che è in casa sua;
Matteo 24:18 e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste.
Matteo 24:19 Or guai alle donne che saranno incinte, ed a quelle che allatteranno in que' giorni!
Matteo 24:20 E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno né di sabato;

Non si capisce perchè Gesù faccia ancora riferimento al sabato.



Apocalisse 1:9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù.
Apocalisse 1:10 Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva:

E' riferito al sabato o alla domenica il giorno del Signore? Non abbiamo una prova certa che la resurrezione avvenne di Domenica ma abbiamo la prova che Gesù fosse "il Signore del sabato"

A questo punto, nel dubbio , rimane una conclusione tratta dalla spiegazione dei versetti secondo i quali nessuno deve giudicare l'osservanza di feste ecc... e sabati:

L’uno stima un giorno più d’un altro; l’altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente. Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore….” (Rom. 14:5-6)

Allo stesso modo però, come non si può imporre il sabato, non va imposta nemmeno la domenica. Che facciamo altrimenti, sostituiamo un'ombra con altra ombra?
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Re: IL SETTIMO GIORNO

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Dom 20 Feb - 20:35



Ultima modifica di chelaveritàtrionfi il Lun 21 Feb - 2:59, modificato 1 volta
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Re: IL SETTIMO GIORNO

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