ecco come manipolano la BIBBIA

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  armando mirante il Ven 10 Set - 21:47

SE GEOVA È “IL SOLO VERO DIO”, CHE SPECIE DI “DIO” È GESÙ?

Gesù stesso parlò del Padre suo come del “solo vero Dio (“Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” Vangelo secondo Giovanni 17:3 Bibbia Cei)

Geova stesso disse: “Oltre a me non c’è nessun Dio” (Così dice il re di Israele, il suo redentore, il Signore degli eserciti: "Io sono il primo e io l'ultimo; fuori di me non vi sono dei” Isaia 44:6 Bibbia Cei)

L’apostolo Paolo scrisse che per i veri cristiani “c’è . . . un solo Dio, il Padre”( E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dei sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dei e molti signori, per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui. Corinzi 1 8:5, 6 Bibbia Cei)

Quindi Geova è unico; nessun altro occupa la sua stessa posizione. Geova si erge in netto contrasto rispetto a tutto ciò che è oggetto di culto come gli idoli, gli uomini deificati e Satana. Tutti questi sono falsi dèi.

Gesù è definito nelle Scritture “un dio”, e anche “Dio potente” (Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace” Isa. 9:5 Bibbia Cei)

Ma, a differenza di Geova, non viene mai definito Onnipotente (Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro Gen. 17:1 Bibbia Cei).

Di Gesù vien detto che è ‘il riflesso della gloria di Dio’, ma il Padre è la Fonte di tale gloria (“Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei cieli” Ebrei 1:3 Bibbia Cei)

Gesù non cerca affatto di occupare la posizione del Padre suo. Egli disse "Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai" (Luca 4:8 Bibbia Cei)

Egli esiste “nella forma di Dio”, e il Padre ha comandato che “nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio”, ma tutto questo vien fatto “alla gloria di Dio Padre” (Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre . Filippesi 2:5-11 Bibbia Cei)
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RE

Messaggio  Rossano Madia il Ven 10 Set - 22:53

Rispondo inanzitutto ad Antonella per far chiarezza sul nuovo ordine dei cavalieri templari.

" Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. (Ef. 6 11-12) "

La necessità della lotta spirituale è affermata chiaramente nel vangelo, san Paolo ad esempio ci parla apertamente della lotta che il cristiano deve intraprendere sia nella propria vita spirituale, sia nella vita apostolica; la vita cristiana è lotta e combattimento:

"Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile" (1 Cor 9, 24-25).

Come in una corsa dunque siamo chiamati a gareggiare con spirito di temperanza perseverando fino alla fine.

Ma perchè questa lotta? Perché la nostra natura indebolita dal peccato originale ci rende inclini al male e soggetti alla tentazione, dunque all’azione del maligno.

“In conseguenza del peccato dei progenitori, il diavolo ha acquisito un certo dominio sull'uomo, benché questi rimanga libero. Il peccato originale comporta « la schiavitù sotto il dominio di colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo ». (541) Ignorare che l'uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell'educazione, della politica, dell'azione sociale (542) e dei costumi.” (CCC 407)


“La drammatica condizione del mondo che « giace » tutto « sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,19) (544) fa della vita dell'uomo una lotta:
« Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall'origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della grazia di Dio ». (545)” (CCC 409)

I cristiani, avvolti dalla potenza dello Spirito, sono in grado di combattere e vincere le potenze intelligibili del male, mettendo a nudo tutte le loro astuzie e liberando quanti sono in loro potere. Per questo compito così arduo però, essi devono essere ben rivestiti dell'armatura di Dio: "State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti della corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete dunque in mano lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito" (Ef 6,14-18).

L' armatura del cristiano nel combattimento è del tutto spirituale, segno quindi della natura spirituale del combattimento, in cui è impegnato. Esso (come abbiamo già detto all'inizio) non è contro creature di carne, ma contro entità spirituali pervertite, che si lasciano vincere solo da energie spirituali e divine.
Il combattimento del cristiano è anche contro il mondo, che è sotto il potere del maligno.

Il cristiano riporta la sua vittoria su satana, quanto più la sua anima sarà pura da ogni vizio mondano, e vivrà nel mondo senza essere del mondo, secondo le parole di Gesù (cfr. Gv 17,15-16). Consacrato nella verità, il cristiano sarà in grado di continuare quella testimonianza alla Verità di fronte a un mondo incredulo, che Gesù ha inaugurato nei giorni della sua vita mortale. La testimonianza è principalmente opera dello Spirito di Cristo, da lui inviato alla Chiesa. Sotto l' impulso dello Spirito della verità, continua lo scontro tra Cristo e il mondo, lungo i secoli della Chiesa. Gesù stesso l'aveva annunziato: "E' bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato" (Gv 16,7-11).

Il combattimento del cristiano è infine contro la carne e le sue concupiscenze. Se è arrivato allo stato perfetto di discepolo di Cristo, egli "ha crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri" (Gal 5,24). Ormai appartiene a Cristo e la sua vita è solo nello Spirito, al contrario della vita nel mondo, che è tutta nelle passioni carnali. Fin quando questa vittoria completa sulla carne e le sue concupiscenze non è attuata, il cristiano deve continuamente mortificare in sé ciò che appartiene alla terra: "fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell'avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono" (Col 3,5).


Riguardo ai TDG essi rifiutano per principio tutta la Tradizione vivente della Chiesa: l'insegnamento dei Padri, i grandi Concili che hanno precisato il contenuto della fede contro errori ed eresie, la liturgia, gli studi fatti dai teologi lungo i secoli. E giustificano tale rifiuto inventando che nell'anno 100 i cristiani sarebbero caduti in una grande apostasia, consolidata poi dall'imperatore Costantino, che avrebbe fondato la Chiesa cattolica! Ma poi, qual è la loro Bibbia? Quella originale, scritta in ebraico e in greco? O una sua traduzione fatta da studiosi specializzati? No, la Bibbia che vi offrono in italiano è una traduzione dall'inglese! È intitolata Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture. Dalla versione inglese del 1961 e con fedele consultazione degli antichi testi ebraico e greco (Brooklyn 1967). Dunque, sotto un titolo inspiegabile, la traduzione di una traduzione. Ma il peggio è che tale traduzione è volutamente falsificata in moltissimi punti, come dimostra per esempio G. Crocetti. Dal 1986 dispongono di una nuova traduzione, fatta da TdG i cui nomi non sono resi noti, per cui resta impossibile verificarne la competenza. Differisce dalla precedente per un numero ancora maggiore di passi manipolati, il che dimostra che i TdG, ubbidendo ciecamente al loro CD, non cercano la verità rivelata da Dio, ma unicamente la conferma delle loro dottrine. Di fatto, essi rifiutano qualunque confronto con gli studi di biblisti veramente preparati, sia cattolici che protestanti; li definiscono "falsa letteratura religiosa, scritta per ingannare", che "sarebbe temerario" esaminare ("Torre di Guardia" , 15.8.1984). Inoltre i TdG hanno un metodo del tutto antiscientifico e contraddittorio di spiegare la Bibbia. Sostengono ancora il principio, ormai rifiutato da tutti gli studiosi, che essa vada interpretata integralmente alla , lettera senza tener conto che spesso la Bibbia usa un linguaggio simbolico, ed è un grosso sbaglio voler attingere da essa informazioni storiche o scientifiche precise. E poi, contraddicendosi, ricorrono all'interpretazione simbolica quando quella letterale non quadra con le loro teorie. Ancora. Tutte le scoperte scientifiche in contrasto con la loro interpretazione letterale (per esempio sull'età della terra, sull'origine della vita e dell'uomo) sono respinte come sataniche e blasfeme! In realtà i TdG sono indottrinati soprattutto dal periodico "La Torre di Guardia", fonte di verità che è assolutamente proibito mettere in dubbio. Una verità ben mutevole, se già Rutherford contraddiceva le interpretazioni di Russel, e Knorr quelle di Rutherford. Un fatto è certo: i TdG conoscono la Bibbia assai poco e assai male. Possono impressionare per la prontezza e la sicurezza con cui ne citano molti passi, ma sono passi staccati dal contesto, ai quali danno il senso imposto dal CD di Brooklyn. La loro Bibbia, così manipolata e falsificata, non può dunque costituire il fondamento della vera fede. Chi cerca la verità studia la Bibbia sui testi originali o su una traduzione fatta da competenti. Per es.. la "Bibbia CEI", che si legge in chiesa, o la recente Traduzione Interconfessionale (fatta cioè da esperti cattolici e protestanti) pubblicata dalla Elle Di Ci - ABU dopo 15 anni di lavoro. Inoltre è necessario procurarsi un buon commento che aiuti a capire la Parola di Dio e a fame norma di vita. San Pietro, nella sua seconda lettera (1,20), ammonisce:
"Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione" tanto meno, quindi, alla spiegazione del tutto arbitraria dei TdG. E il Concilio Vaticano II afferma: "L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è affidato al solo magistero vivo della Chiesa la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo" (Dei Verbum 10). Quando si rifiuta quest'unico magistero esercitato nel nome di Cristo, si cade inevitabilmente in un groviglio di interpretazioni diverse e di errori, come dimostra anche l'esperienza protestante del "libero esame". Riflettiamo: chi ha dato a Russell e ai suoi successori l'autorità di interpretare autenticamente la Bibbia? Dove sta scritto che Gesù Cristo ha dato a Russell e al CD (Corpo Direttivo) le chiavi del Regno del Cielo? Con quale autorità, con quale garanzia di verità possono pretendere di insegnare la fede cristiana a tutto il mondo?

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Rossano Madia

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  Ospite il Sab 11 Set - 11:38

Riguardo ai TDG essi rifiutano per principio tutta la Tradizione vivente della Chiesa: l'insegnamento dei Padri, i grandi Concili che hanno precisato il contenuto della fede contro errori ed eresie, la liturgia, gli studi fatti dai teologi lungo i secoli. E giustificano tale rifiuto inventando che nell'anno 100 i cristiani sarebbero caduti in una grande apostasia, consolidata poi dall'imperatore Costantino, che avrebbe fondato la Chiesa cattolica! Ma poi, qual è la loro Bibbia? Quella originale, scritta in ebraico e in greco? O una sua traduzione fatta da studiosi specializzati? No, la Bibbia che vi offrono in italiano è una traduzione dall'inglese! È intitolata Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture. Dalla versione inglese del 1961 e con fedele consultazione degli antichi testi ebraico e greco (Brooklyn 1967). Dunque, sotto un titolo inspiegabile, la traduzione di una traduzione. Ma il peggio è che tale traduzione è volutamente falsificata in moltissimi punti, come dimostra per esempio G. Crocetti. Dal 1986 dispongono di una nuova traduzione, fatta da TdG i cui nomi non sono resi noti, per cui resta impossibile verificarne la competenza. Differisce dalla precedente per un numero ancora maggiore di passi manipolati, il che dimostra che i TdG, ubbidendo ciecamente al loro CD, non cercano la verità rivelata da Dio, ma unicamente la conferma delle loro dottrine. Di fatto, essi rifiutano qualunque confronto con gli studi di biblisti veramente preparati, sia cattolici che protestanti; li definiscono "falsa letteratura religiosa, scritta per ingannare", che "sarebbe temerario" esaminare ("Torre di Guardia" , 15.8.1984). Inoltre i TdG hanno un metodo del tutto antiscientifico e contraddittorio di spiegare la Bibbia. Sostengono ancora il principio, ormai rifiutato da tutti gli studiosi, che essa vada interpretata integralmente alla , lettera senza tener conto che spesso la Bibbia usa un linguaggio simbolico, ed è un grosso sbaglio voler attingere da essa informazioni storiche o scientifiche precise. E poi, contraddicendosi, ricorrono all'interpretazione simbolica quando quella letterale non quadra con le loro teorie. Ancora. Tutte le scoperte scientifiche in contrasto con la loro interpretazione letterale (per esempio sull'età della terra, sull'origine della vita e dell'uomo) sono respinte come sataniche e blasfeme! In realtà i TdG sono indottrinati soprattutto dal periodico "La Torre di Guardia", fonte di verità che è assolutamente proibito mettere in dubbio. Una verità ben mutevole, se già Rutherford contraddiceva le interpretazioni di Russel, e Knorr quelle di Rutherford. Un fatto è certo: i TdG conoscono la Bibbia assai poco e assai male. Possono impressionare per la prontezza e la sicurezza con cui ne citano molti passi, ma sono passi staccati dal contesto, ai quali danno il senso imposto dal CD di Brooklyn. La loro Bibbia, così manipolata e falsificata, non può dunque costituire il fondamento della vera fede. Chi cerca la verità studia la Bibbia sui testi originali o su una traduzione fatta da competenti. Per es.. la "Bibbia CEI", che si legge in chiesa, o la recente Traduzione Interconfessionale (fatta cioè da esperti cattolici e protestanti) pubblicata dalla Elle Di Ci - ABU dopo 15 anni di lavoro. Inoltre è necessario procurarsi un buon commento che aiuti a capire la Parola di Dio e a fame norma di vita. San Pietro, nella sua seconda lettera (1,20), ammonisce:
"Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione" tanto meno, quindi, alla spiegazione del tutto arbitraria dei TdG. E il Concilio Vaticano II afferma: "L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è affidato al solo magistero vivo della Chiesa la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo" (Dei Verbum 10). Quando si rifiuta quest'unico magistero esercitato nel nome di Cristo, si cade inevitabilmente in un groviglio di interpretazioni diverse e di errori, come dimostra anche l'esperienza protestante del "libero esame". Riflettiamo: chi ha dato a Russell e ai suoi successori l'autorità di interpretare autenticamente la Bibbia? Dove sta scritto che Gesù Cristo ha dato a Russell e al CD (Corpo Direttivo) le chiavi del Regno del Cielo? Con quale autorità, con quale garanzia di verità possono pretendere di insegnare la fede cristiana a tutto il mondo?

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condivido al 100%1000 ciò che ha scritto Rossano. inoltre, dobbiamo istruirci, formarci se vogliamo difendere la nostra fede altrimenti chiunque potrà dire ciò che vuole e noi siamo impreparti

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Re: ecco come

Messaggio  Philippian il Sab 11 Set - 13:43

Salve,
circa la genuinità di certe “associazioni”, non so se le cose son cambiate, ma “Il Resto del Carlino” del venerdì 23-11-2001 riporta che i TdG sono stati estromessi dall'Onu e non più accettati come Ong.

Dalla Lettera ai Galati:
“Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!”

Qui apprendiamo cosa pensa S. Paolo dei TdG o chicchessia di ieri e di oggi. E se Cristo non fosse pienamente Dio, come potrebbe offrire la sua grazia secondo quanto ci testimonia Paolo? Un uomo, che è solo una creatura, può offrire grazia? Quando Dio opera con grazia compie una nuova creazione. Può un essere umano creare? No di certo!

Quando si dice che Cristo è Figlio di Dio, non ci si rende conto della portata dell'affermazione. Nel mondo semitico il “figlio” era colui che faceva le cose del padre, ma soprattutto, colui che aveva la stessa natura ontologica del padre. “Generato non creato”: perchè creare vuol dire trarre dal nulla, generare vuol dire trasmettere una natura. Quando una sposa fecondata dal marito genera un figlio, gli trasmette la pienezza della sua natura umana. Così alla stesso modo Cristo coeterno al Padre, è dal Padre generato con la stessa - 100% - Sua natura divina. Al momento in cui i TdG affermano che Cristo è Figlio di Dio, senza saperlo stanno proclamandoLo Dio, benché nel contempo affermano che non è come il Padre. Allora sono due dei! E peggio, uno maggiore e uno minore, allora i TdG sono politeisti, e sono regrediti al politesimo mitologico greco-romano se non credono che Cristo ha la stessa natura del Padre, e che Egli e il Padre siano una cosa sola nella comunione dello Spirito Santo.

Nella Bibbia stessa, all'atto della creazione Dio dice facciamo (non “faccio”); e Abramo alla “Quercia di Mamre” incontra tre uomini, tre angeli, e li chiama “Signore” (nell'ebraico originale è al singolare). Come è possibile che Abramo veda tre persone, ma usi un appellativo singolare? “Unico Dio” vuol dire che c'è una sola “entità” divina, ma l'espressione “unico Dio” non descrive la sua intima e costitutiva natura; allo stesso modo, quando si dice “una famiglia”, si intende sempre una ed una sola famiglia, pur essendoci in essa più persone.

Al di là degli numerosi riferimenti trinitari della Bibbia (quella vera), perché infatti Paolo saluterebbe:
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”, se Dio non fosse, non una assoluta monolitica solitudine, ma una famiglia di eterna relazione e amore trinitario, unico Dio in tre persone? Non sono affatto tre dei come affermano i TdG, che se la cantano e se la suonano da soli, "si illudono con loro stessi ci cercare l'errore e detestarlo, ma inique e fallaci sono le loro parole". L'umanità ha bisogno di riscoprire questo amore, ossia la comunione trinitaria che sin dall'eternità è in Dio, perché le nostre relazioni abbiano nuovo slancio al cielo, nuova meta, e si conformino alla bellezza che è in Lui! Più l'uomo scopre la Trinità, più scopre il senso di se stesso e la sua felicità nella pienezza dell'amore, più scopre quanto è distante dall'amore e dall'essere completamente dono per l'altro, per una sposa, per uno sposo, per una comunità.

“Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!” - Il Vangelo predicato da Paolo e gli Apostoli è di origine antecedente al presunto anno 100 in cui i Cristiani si sarebbero “persi”. La Lettera ai Tessalonicesi è del 50. Il Vangelo di Marco è stato scritto prima della distruzione del Tempio (70 d.C.). Quindi caro sig. Armando: gli Apostoli e S. Paolo sarebbero caduti nel nostro stesso errore oppure piuttosto i TdG sono anatema? Sgozzate ancora capretti e agnelli? Praticate la poliginia visto che Abramo aveva più mogli? Se la ragazza non è trovata vergine, fate la prova di acqua e cenere? Mettendo da parte l'ironia, è modus operandi di tutti gli eretici da millenni quello di “ritoccare” le Scritture per conformarle alla propria ideologia avversa alla Verità.

Leggendo mi accorgo che qualcuno dei TdG è esperto a fare un gran copia/incolla, ma non risponde mai ad una sola domanda. Saremo lieti di far vedere che la Verità ha la sua forza, che la Verità non sono quattro regole, ma è il volto d'amore di una persona, il Cristo, vivo ed operante nella Chiesa, non nei club spiritualisti.

Sig. Armando lei sarà in buona fede e Cristo ne tiene conto. Può anche riempirci di citazioni adulterate, ma la sua vicinanza a Dio è pari a quanto è tedesco un brandy prodotto e imbottigliato in Irlanda. Lei infatti non parla di amore, di peccato, di conversione, ma di regolamenti e comandi e statuti. E si autocondanna perchè lei stesso non riesce a compiere tutta la legge che ribadisce. Infatti cosa annuncia? Il nulla. Che Dio è una specie di legislatore arrabbiato, che poverino si è offeso perché gli abbiamo pestato i piedi e presto ci farà fuori tutti. Anzi, magari le dirà: “oh Armando che bello sei tu! mi spiace, ma sei il 144.001esimo”. Mi sembra di ricordare gli amici che vanno a trovare Giobbe e cercano di spiegarli come è Dio, ed infatti Egli li castiga perché dicono cose che sono diametralmente opposte a Dio stesso. Lei sig. Armando è avvinghiato nella legge e nell'errore da cui invece Cristo ci ha liberati. La legge ci ha educati, e l'amore ci ha resi santi, non seguire un manuale di istruzioni superate e mal comprese. Diventiamo buoni perché sperimentiamo che siamo amati e perdonati, non perché stiamo a fare le pulci al Signore come se Lui avesse bisogno di qualcosa da noi. Anzi, più lei parla di leggi e precetti, più semina schiavitù nel cuore altrui, perché non solo carica le spalle del prossimo di errori e precetti senza senso, ma più parla di leggi più sprona l'essere umano a violarle per il senso di asfissia legale che trasmette.

Nessuno ha visto il Padre se non il Figlio, e il Figlio stesso ci ha mostrato il Padre: il volto d'amore del Padre.
Chi vede me vede il Padre”, infatti chiunque pretenda di sapere di Dio e non guarda le braccia aperte del Figlio crocifisso e schiantato dal nostro peccato, è un illuso che ha e trasmette solo ciò che ha: un'idea di Dio perversa e pervertitrice. In quelle braccia aperte e crocifisse brilla tutto l'amore del Padre per l'umanità. Il Figlio glorifica il Padre, e il Padre glorifica il Figlio, perché questa è una costante dell'amore vero: l'uno rende gloria all'altro.

Dio Padre ama tutti, ma parla per mezzo del Figlio, e questi parla pubblicamente al mondo per mezzo di una Chiesa che è continuamente fecondata dallo Spirito Santo: la Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica Romana.

Amen dico vobis: Nulla salus extra Ecclesia!
In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  Ospite il Sab 11 Set - 14:54

Philippian ha scritto:Salve,
circa la genuinità di certe “associazioni”, non so se le cose son cambiate, ma “Il Resto del Carlino” del venerdì 23-11-2001 riporta che i TdG sono stati estromessi dall'Onu e non più accettati come Ong.

Dalla Lettera ai Galati:
“Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!”

Qui apprendiamo cosa pensa S. Paolo dei TdG o chicchessia di ieri e di oggi. E se Cristo non fosse pienamente Dio, come potrebbe offrire la sua grazia secondo quanto ci testimonia Paolo? Un uomo, che è solo una creatura, può offrire grazia? Quando Dio opera con grazia compie una nuova creazione. Può un essere umano creare? No di certo!

Quando si dice che Cristo è Figlio di Dio, non ci si rende conto della portata dell'affermazione. Nel mondo semitico il “figlio” era colui che faceva le cose del padre, ma soprattutto, colui che aveva la stessa natura ontologica del padre. “Generato non creato”: perchè creare vuol dire trarre dal nulla, generare vuol dire trasmettere una natura. Quando una sposa fecondata dal marito genera un figlio, gli trasmette la pienezza della sua natura umana. Così alla stesso modo Cristo coeterno al Padre, è dal Padre generato con la stessa - 100% - Sua natura divina. Al momento in cui i TdG affermano che Cristo è Figlio di Dio, senza saperlo stanno proclamandoLo Dio, benché nel contempo affermano che non è come il Padre. Allora sono due dei! E peggio, uno maggiore e uno minore, allora i TdG sono politeisti, e sono regrediti al politesimo mitologico greco-romano se non credono che Cristo ha la stessa natura del Padre, e che Egli e il Padre siano una cosa sola nella comunione dello Spirito Santo.

Nella Bibbia stessa, all'atto della creazione Dio dice facciamo (non “faccio”); e Abramo alla “Quercia di Mamre” incontra tre uomini, tre angeli, e li chiama “Signore” (nell'ebraico originale è al singolare). Come è possibile che Abramo veda tre persone, ma usi un appellativo singolare? “Unico Dio” vuol dire che c'è una sola “entità” divina, ma l'espressione “unico Dio” non descrive la sua intima e costitutiva natura; allo stesso modo, quando si dice “una famiglia”, si intende sempre una ed una sola famiglia, pur essendoci in essa più persone.

Al di là degli numerosi riferimenti trinitari della Bibbia (quella vera), perché infatti Paolo saluterebbe:
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”, se Dio non fosse, non una assoluta monolitica solitudine, ma una famiglia di eterna relazione e amore trinitario, unico Dio in tre persone? Non sono affatto tre dei come affermano i TdG, che se la cantano e se la suonano da soli, "si illudono con loro stessi ci cercare l'errore e detestarlo, ma inique e fallaci sono le loro parole". L'umanità ha bisogno di riscoprire questo amore, ossia la comunione trinitaria che sin dall'eternità è in Dio, perché le nostre relazioni abbiano nuovo slancio al cielo, nuova meta, e si conformino alla bellezza che è in Lui! Più l'uomo scopre la Trinità, più scopre il senso di se stesso e la sua felicità nella pienezza dell'amore, più scopre quanto è distante dall'amore e dall'essere completamente dono per l'altro, per una sposa, per uno sposo, per una comunità.

“Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!” - Il Vangelo predicato da Paolo e gli Apostoli è di origine antecedente al presunto anno 100 in cui i Cristiani si sarebbero “persi”. La Lettera ai Tessalonicesi è del 50. Il Vangelo di Marco è stato scritto prima della distruzione del Tempio (70 d.C.). Quindi caro sig. Armando: gli Apostoli e S. Paolo sarebbero caduti nel nostro stesso errore oppure piuttosto i TdG sono anatema? Sgozzate ancora capretti e agnelli? Praticate la poliginia visto che Abramo aveva più mogli? Se la ragazza non è trovata vergine, fate la prova di acqua e cenere? Mettendo da parte l'ironia, è modus operandi di tutti gli eretici da millenni quello di “ritoccare” le Scritture per conformarle alla propria ideologia avversa alla Verità.

Leggendo mi accorgo che qualcuno dei TdG è esperto a fare un gran copia/incolla, ma non risponde mai ad una sola domanda. Saremo lieti di far vedere che la Verità ha la sua forza, che la Verità non sono quattro regole, ma è il volto d'amore di una persona, il Cristo, vivo ed operante nella Chiesa, non nei club spiritualisti.

Sig. Armando lei sarà in buona fede e Cristo ne tiene conto. Può anche riempirci di citazioni adulterate, ma la sua vicinanza a Dio è pari a quanto è tedesco un brandy prodotto e imbottigliato in Irlanda. Lei infatti non parla di amore, di peccato, di conversione, ma di regolamenti e comandi e statuti. E si autocondanna perchè lei stesso non riesce a compiere tutta la legge che ribadisce. Infatti cosa annuncia? Il nulla. Che Dio è una specie di legislatore arrabbiato, che poverino si è offeso perché gli abbiamo pestato i piedi e presto ci farà fuori tutti. Anzi, magari le dirà: “oh Armando che bello sei tu! mi spiace, ma sei il 144.001esimo”. Mi sembra di ricordare gli amici che vanno a trovare Giobbe e cercano di spiegarli come è Dio, ed infatti Egli li castiga perché dicono cose che sono diametralmente opposte a Dio stesso. Lei sig. Armando è avvinghiato nella legge e nell'errore da cui invece Cristo ci ha liberati. La legge ci ha educati, e l'amore ci ha resi santi, non seguire un manuale di istruzioni superate e mal comprese. Diventiamo buoni perché sperimentiamo che siamo amati e perdonati, non perché stiamo a fare le pulci al Signore come se Lui avesse bisogno di qualcosa da noi. Anzi, più lei parla di leggi e precetti, più semina schiavitù nel cuore altrui, perché non solo carica le spalle del prossimo di errori e precetti senza senso, ma più parla di leggi più sprona l'essere umano a violarle per il senso di asfissia legale che trasmette.

Nessuno ha visto il Padre se non il Figlio, e il Figlio stesso ci ha mostrato il Padre: il volto d'amore del Padre.
Chi vede me vede il Padre”, infatti chiunque pretenda di sapere di Dio e non guarda le braccia aperte del Figlio crocifisso e schiantato dal nostro peccato, è un illuso che ha e trasmette solo ciò che ha: un'idea di Dio perversa e pervertitrice. In quelle braccia aperte e crocifisse brilla tutto l'amore del Padre per l'umanità. Il Figlio glorifica il Padre, e il Padre glorifica il Figlio, perché questa è una costante dell'amore vero: l'uno rende gloria all'altro.

Dio Padre ama tutti, ma parla per mezzo del Figlio, e questi parla pubblicamente al mondo per mezzo di una Chiesa che è continuamente fecondata dallo Spirito Santo: la Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica Romana.

Amen dico vobis: Nulla salus extra Ecclesia!
In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

Philippian

caro philippian approvo a pieno tutto ciò che hai scritto. grazie.

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  armando mirante il Sab 11 Set - 19:33

È davvero un insegnamento biblico?

SE LA Trinità fosse vera, dovrebbe essere chiaramente e coerentemente esposta nella Bibbia. Perché? Perché, come affermarono gli apostoli, la Bibbia è il mezzo con cui Dio si è rivelato all’umanità. E dato che per adorare Dio in maniera accettevole dobbiamo conoscerlo, la Bibbia dovrebbe dirci chiaramente chi è.

I credenti del I secolo accettavano le Scritture come autentica rivelazione di Dio. Esse erano il fondamento delle loro credenze, l’autorità inappellabile. Per esempio, quando l’apostolo Paolo predicò ad alcuni abitanti di Berea, essi “ricevettero la parola con la massima premura di mente, esaminando attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se queste cose stavano così”. — Atti 17:10, 11.

Qual era a quel tempo l’autorità su cui si basavano preminenti servitori di Dio? Atti 17:2, 3 dice: “Secondo la sua abitudine, Paolo . . . ragionò con loro attingendo dalle Scritture, spiegando e provando con riferimenti [tratti dalle Scritture]”.

Gesù stesso diede l’esempio usando le Scritture come base del suo insegnamento. Ripetute volte disse: “È scritto”. E si legge: “Interpretò loro le cose che lo concernevano in tutte le Scritture”. — Matteo 4:4, 7; Luca 24:27.

Gesù, Paolo e i credenti del I secolo usavano quindi le Scritture come base del loro insegnamento. Sapevano che “tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona”. — 2 Timoteo 3:16, 17; vedi anche 1 Corinti 4:6; 1 Tessalonicesi 2:13; 2 Pietro 1:20, 21.

Dal momento che la Bibbia è in grado di “correggere”, dovrebbe chiaramente far luce su una questione così fondamentale come si afferma sia la Trinità. Ma i teologi e gli storici stessi sostengono forse che la Trinità sia un chiaro insegnamento biblico?

“Trinità” nella Bibbia?

UNA pubblicazione protestante ammette: “Il termine Trinità non si trova nella Bibbia . . . Non trovò formalmente posto nella teologia della chiesa fino al IV secolo”. (The Illustrated Bible Dictionary, Sydney e Auckland 1980, parte 3a, p. 1597) E un’autorità cattolica dice che la Trinità “non è . . . direttamente e immediatamente parola di Dio”. — New Catholic Encyclopedia, cit., vol. XIV, p. 304.

Un’altra enciclopedia cattolica osserva: “Nella Scrittura non c’è nessun termine col quale le Tre Persone Divine vengono indicate insieme. Il termine τρίας [trìas] (del quale il latino trinitas è una traduzione) si trova per la prima volta verso il 180 d.C. in Teofilo di Antiochia. . . . Poco tempo dopo compare in Tertulliano nella forma latina trinitas”. — The Catholic Encyclopedia, cit., vol. XV, p. 47.

Di per sé questo però non dimostra che Tertulliano insegnasse la Trinità. Per esempio, dopo aver detto che certi termini di Tertulliano furono in seguito usati da altri per descrivere la Trinità, un’opera cattolica avverte: “Ma l’uso non dovrebbe portare a conclusioni affrettate, perché egli non applica questi termini alla teologia trinitaria”. — Michael O’Carroll, Trinitas — A Theological Encyclopedia of the Holy Trinity, Wilmington 1987, p. 208.

La testimonianza delle Scritture Ebraiche

ANCHE se la parola “Trinità” non si trova nella Bibbia, vi è almeno insegnato chiaramente il concetto di Trinità? Per esempio, cosa rivelano le Scritture Ebraiche (l’“Antico Testamento”)?
Un’enciclopedia delle religioni ammette: “Oggi i teologi convengono che la Bibbia ebraica non contiene una dottrina della Trinità”. (The Encyclopedia of Religion, di Mircea Eliade, New York 1987, vol. 15, p. 54) E la già citata enciclopedia cattolica dice pure: “La dottrina della Santissima Trinità non è insegnata nel VT [Vecchio Testamento]”. — New Catholic Encyclopedia, vol. XIV, p. 306.

Similmente il gesuita Edmund Fortman ammette: “L’Antico Testamento . . . non ci dice nulla — esplicitamente o implicitamente — di un Dio Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo. . . . Non c’è nessuna prova che alcuno scrittore sacro abbia anche solo sospettato l’esistenza di una [Trinità] all’interno della Divinità. . . . Anche vedere [nell’“Antico Testamento”] suggerimenti o prefigurazioni o ‘segni velati’ della trinità delle persone significa andare oltre le parole e l’intento degli scrittori sacri”. (Il corsivo è nostro). — The Triune God, Grand Rapids 1972, pp. xv, 8, 9. Un’analisi delle Scritture Ebraiche conferma quanto sopra. Perciò nei primi 39 libri della Bibbia che costituiscono il vero canone delle ispirate Scritture Ebraiche non esiste un chiaro insegnamento trinitario.

La testimonianza delle Scritture Greche

EBBENE, almeno le Scritture Greche Cristiane (il “Nuovo Testamento”) parlano chiaramente di una Trinità? La succitata enciclopedia delle religioni dice: “I teologi convengono che nemmeno il Nuovo Testamento contiene un’esplicita dottrina della Trinità”. — The Encyclopedia of Religion, vol. 15, p. 54.

Il gesuita Fortman afferma: “Gli scrittori del Nuovo Testamento . . . non ci danno una dottrina ufficiale o chiaramente espressa della Trinità, nessun esplicito insegnamento che in un unico Dio ci siano tre persone divine coeguali. . . . In nessun luogo troviamo una dottrina trinitaria sull’esistenza di tre distinte persone divine all’interno della stessa Divinità”. — The Triune God, cit., pp. xv, xvi, 16.

Un’autorevole enciclopedia afferma: “Né la parola Trinità né l’esplicita dottrina compaiono nel Nuovo Testamento”. — The New Encyclopædia Britannica, Chicago 1985, Micropædia, vol. 11, p. 928.

In un libro di Bernhard Lohse si legge: “Per quanto riguarda il Nuovo Testamento, non vi si trova un’effettiva dottrina della Trinità”. — A Short History of Christian Doctrine, Filadelfia 1966, p. 38.

Sullo stesso tono un dizionario teologico dice: “Il NT [Nuovo Testamento] non contiene la dottrina della Trinità pienamente elaborata. ‘Nella Bibbia manca l’esplicita dichiarazione che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo siano della stessa essenza’ [dice il teologo protestante Karl Barth]”. — The New International Dictionary of New Testament Theology, di C. Brown, Grand Rapids 1976, vol. 2, p. 84.

Un docente della Yale University, E. Washburn Hopkins, ebbe a dire: “A Gesù e a Paolo la dottrina della trinità era evidentemente sconosciuta; comunque sia, non ne parlano”. — Origin and Evolution of Religion, New Haven 1923, p. 336.

Lo storico Arthur Weigall osserva: “Gesù Cristo non menzionò mai un fenomeno del genere, e la parola ‘Trinità’ non compare affatto nel Nuovo Testamento. Questa idea fu adottata dalla Chiesa solo tre secoli dopo la morte di nostro Signore”. — The Paganism in Our Christianity, cit., p. 197.

Perciò né i 39 libri delle Scritture Ebraiche né i 27 libri canonici ispirati delle Scritture Greche Cristiane insegnano chiaramente la Trinità.

Insegnata dai primi cristiani?

I PRIMI cristiani insegnavano la Trinità? Si notino i seguenti commenti di storici e teologi a questo riguardo. “Il cristianesimo primitivo non aveva un’esplicita dottrina della Trinità come quella che fu in seguito elaborata nei Simboli”. — The New International Dictionary of New Testament Theology, cit., vol. 2, p. 84.

“All’inizio, comunque, i primi cristiani non pensavano di applicare il concetto [della Trinità] alla loro propria fede. Rendevano devozione a Dio Padre e a Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e riconoscevano lo . . . Spirito Santo; ma nessuno pensava che i tre formassero una vera e propria Trinità, tre persone coeguali in Uno”. — The Paganism in Our Christianity, cit., p. 198.

“Da principio la fede cristiana non era trinitaria . . . Non lo era in epoca apostolica e subapostolica, come si desume dal NT [Nuovo Testamento] e da altri scritti dei primi cristiani”. — Encyclopædia of Religion and Ethics, di James Hastings, New York 1922, vol. XII, p. 461.

“Prima della fine del IV secolo la formula ‘un Dio in tre persone’ non era solidamente attestata, e certo non era stata completamente assimilata dalla vita cristiana e dalla sua professione di fede. . . . Fra i Padri Apostolici, non c’è stato nulla che si avvicinasse sia pure remotamente a una tale mentalità o veduta”. — New Catholic Encyclopedia, cit., vol. XIV, p. 299.

Cosa insegnavano i Padri preniceni

I PADRI preniceni sono riconosciuti come importanti maestri religiosi dei primi secoli dopo Cristo. Ciò che insegnavano è interessante.

Giustino Martire, morto verso il 165 E.V., definiva il Gesù preumano un angelo creato, “diverso dall’Iddio che fece tutte le cose”. Diceva che Gesù era inferiore a Dio e che “non faceva mai nulla all’infuori di ciò che il Creatore . . . voleva che egli facesse e dicesse”.

Ireneo, morto verso il 200 E.V., sosteneva che il Gesù preumano aveva un’esistenza separata da Dio ed era inferiore a lui. Spiegava che Gesù non era uguale al “solo vero Dio”, il quale regna “supremo su tutti e oltre al quale non c’è nessuno”.

Clemente Alessandrino, morto verso il 215 E.V., chiamava Dio “l’increato, imperituro e unico vero Dio”. Diceva che il Figlio “veniva dopo il solo onnipotente Padre”, ma non era uguale a lui.

Tertulliano, morto verso il 230 E.V., insegnava la supremazia di Dio, dicendo: “Il Padre è diverso dal Figlio (un altro), in quanto è maggiore; come colui che genera è diverso dal generato; colui che invia è diverso dall’inviato”. E aggiunse: “Ci fu un tempo in cui il Figlio non era. . . . Prima di tutte le cose, Dio era solo”.

Ippolito, morto verso il 235 E.V., diceva che Dio era “l’unico Dio, il primo e il Solo, il Fattore e Signore di tutto”, al quale “nulla è coevo [di uguale età] . . . Ma era Uno ed era solo; il quale, volendolo, portò all’esistenza ciò che prima non esisteva”, come il creato Gesù nella sua vita preumana.

Origene, morto verso il 250 E.V., diceva che “il Padre e il Figlio sono due sostanze . . . due rispetto alla loro essenza”, e che “in paragone col Padre, [il Figlio] è una luce molto piccola”.

Riassumendo le testimonianze storiche, Alvan Lamson, dalla cui opera sono tratte le summenzionate citazioni dei Padri preniceni, scrisse: “L’attuale diffusa dottrina della Trinità . . . non trae alcun sostegno dal linguaggio di Giustino [Martire]: e questa osservazione può essere estesa a tutti i Padri preniceni, cioè a tutti gli scrittori cristiani dei primi tre secoli dopo la morte di Cristo. È vero che parlano di Padre, Figlio e Spirito santo . . ., ma non dicono che sono coeguali, che sono un’unica essenza, che sono Tre in Uno, in nessuno dei significati oggi accettati dai trinitari. È vero l’esatto contrario”. — The Church of the First Three Centuries, Boston 1869, pp. 56, 57.
La testimonianza della Bibbia e della storia rende quindi chiaro che la Trinità era sconosciuta nell’intero periodo biblico e tale rimase per vari secoli dopo
.


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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  Ospite il Sab 11 Set - 22:11

caro signorArmando solo sciocchezze. quando Mose chiese a Dio: se il popolo mi chiederà chi mi manda, cosa risponderò? di che "IO SONO" mi manda a voi? chi è questo IO SONO? è Dio. ma come è possibile? ci rinunci Armando. quando andrà al cospetto del Signore sarà proprio la Trinità a dirle via non ti conosco. è chiaro però che noi più vi attacchiamo e più voi pensate di essere perseguitati per il vostro Geova

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  armando mirante il Lun 13 Set - 3:48

QUINDI DIO DISSE ANCORA UNA VOLTA A MOSÈ:
“DEVI DIRE QUESTO AI FIGLI D’ISRAELE: ‘GEOVA L’IDDIO DEI VOSTRI ANTENATI, L’IDDIO DI ABRAAMO, L’IDDIO DI ISACCO E L’IDDIO DI GIACOBBE, MI HA MANDATO A VOI’. QUESTO È IL MIO NOME A TEMPO INDEFINITO, E QUESTO È IL MEMORIALE DI ME DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE.
ESODO 3:15 TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO DELLE SACRE SCRITTURE


DIO AGGIUNSE A MOSÈ: "DIRAI AGLI ISRAELITI: IL SIGNORE, IL DIO DEI VOSTRI PADRI, IL DIO DI ABRAMO, IL DIO DI ISACCO, IL DIO DI GIACOBBE MI HA MANDATO A VOI. QUESTO È IL MIO NOME PER SEMPRE; QUESTO È IL TITOLO CON CUI SARÒ RICORDATO DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE. ESODO. 3:15 BIBBIA CEI

===============================================================================================

GEOVA

Definizione: Nome proprio del solo vero Dio, nome che egli stesso si è dato . Geova è il Creatore e di conseguenza il legittimo Sovrano dell’universo. “Geova” è la versione italiana del Tetragramma ebraico, יהוה, che significa “Egli fa divenire”. Queste quattro lettere ebraiche si possono rappresentare in molte lingue con le lettere JHVH o YHWH.

Dove si trova il nome di Dio in alcune delle principali traduzioni bibliche?

Vecchio e Nuovo Testamento, tradotti da Antonio Martini: Nelle note ad Esodo 3:14 e 15 dice fra l’altro: “La maniera di pronunziare il nome incomunicabile di Dio è diversa negli antichi autori . . . I più lo pronunziano Jehovah . . . Con questo nome Jehovah io sarò rammentato, e invocato ne’ tempi avvenire”.

La Sacra Bibbia, di Giovanni Diodati: In varie edizioni riporta il nome “Geova” nell’intestazione di pagina 584 e nella soprascritta di Isaia 41.

Versione Riveduta, di Giovanni Luzzi: Nelle note a Esodo 3:15 e 6:3 usa la forma Jahveh. Nella nota a Matteo 1:21 usa la forma Gèova. In Genesi 22:14 ha “Iehovah” come parte di un nome composto.

La Sacra Bibbia, a cura del Pontificio Istituto Biblico: Usa varie volte “Jahve”, ad esempio in Esodo 3:15; 6:2; Salmo 83:19. (Questa e altre traduzioni che usano il nome di Dio in vari luoghi non dovrebbero coerentemente usarlo tutte le volte che il Tetragramma ricorre nel testo ebraico?)

La Bibbia Concordata: Usa “Iavè” in Salmo 83:19.

La Bibbia, a cura di Fulvio Nardoni: Il nome “Jahweh” vi ricorre più volte, ad esempio in Esodo 6:2, 3, 6, 8; Isaia 1:24; 3:1; 10:33; 26:4; 40:10; 51:22; 61:1, ecc.

Versioni di Salvatore Garofalo, di Luigi Moraldi, di Bonaventura Mariani: Usano regolarmente il nome di Dio in tutte le Scritture Ebraiche, a cominciare da Genesi 2:4.

La Sacra Bibbia, delle Edizioni Paoline: Alcune volte ha “Jahvé” nel testo, come in Esodo 6:2, 3 e Geremia 1:6. L’edizione del 1970 ha “Jahvé” in Salmo 83:19, al posto di “il Signore” di edizioni precedenti.

La Sacra Bibbia, versione della CEI: Nella nota in calce a Esodo 3:14, 15 ha “JHWH”; nella nota a 1 Maccabei 3:18 parla del “nome santo di Dio Jahveh”.

La Bibbia di Gerusalemme: Il nome di Dio è menzionato in varie note in calce, come quelle su Esodo 3:13, Isaia 42:8, ecc.

La Sacra Bibbia, a cura di Giuseppe Ricciotti: Menziona il nome divino nelle note a Esodo 3:14; 6:2, 3; Gioele 3:12; Giona 4:10, 11.

Nuovissima Versione della Bibbia (Edizioni Paoline): Riporta il nome divino nella nota ad Esodo 6:2-8.

Il Nuovo Testamento e i Salmi, a cura di Giovanni Luzzi: Oltre che nella nota a Matteo 1:1, usa regolarmente “Jahveh” nella traduzione dei Salmi.

Il Nuovo Testamento e i Salmi, a cura di Oscar Cocorda: Usa varie volte “Iaveh” nei Salmi, ma in Salmo 83:18 ha “JEHOVA”.

Traduzione del Nuovo Mondo: Questa traduzione usa il nome Geova sia nelle Scritture Ebraiche che in quelle Greche Cristiane, complessivamente 7.210 volte.

The Emphatic Diaglott, di Benjamin Wilson: In questa traduzione delle Scritture Greche Cristiane il
nome Geova si trova in Matteo 21:9 e in 17 altri passi.

Perché molte traduzioni della Bibbia non usano il nome personale di Dio o lo usano solo qualche volta?

A pagina 41 della prefazione, la versione a cura del Pontificio Istituto Biblico dice: “Per esprimere l’idea di Dio la lingua ebraica dispone di molti termini. Il più frequente (1.440 volte nel Pentateuco, più di 6.800 volte in tutta la Bibbia) è ‘Jahve’ . . . , nome proprio, come personale”. Spiegando poi i motivi per cui traduce quasi sempre Jahve con “il Signore”, in una nota della stessa pagina dice: “Il Signore non è propriamente la traduzione di ‘Jahve’ . . . ma sì di ‘Adonai’. Ora la tradizione ebraica . . . prescrive appunto di leggere ‘Adonai’ ogni qualvolta nel testo è scritto ‘Jahve’, ed è pratica antichissima, . . . al cuore cristiano la voce ‘il Signore’ manda un suono ben noto e commovente, ‘Jahve’ non gli dice nulla, e noi vogliamo che nella nostra versione la parola di Dio vada diritta al cuore del lettore”. (Perciò, nell’eliminare quasi del tutto dalla Sacra Bibbia il nome personale del suo divino Autore, nome che nel testo originale ebraico ricorre più spesso di qualsiasi altro nome o titolo, i traduttori si sono basati sul loro proprio concetto di ciò che è appropriato. Ammettono di aver seguito l’esempio degli aderenti al giudaismo, ai quali Gesù disse: “Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”. — Matt. 15:6).

Quei traduttori che si sono sentiti in dovere di includere il nome personale di Dio almeno una volta o alcune volte nel testo principale, pur non riportandolo tutte le volte che compare in ebraico, hanno evidentemente seguito l’esempio di William Tyndale, che incluse il nome divino nella traduzione del Pentateuco pubblicata nel 1530, ponendo così fine alla consuetudine di omettere del tutto il nome di Dio.

Gli ispirati scrittori delle Scritture Greche Cristiane usarono il nome Geova?

Nel IV secolo, Girolamo scrisse: “Matteo, che è anche Levi, e che da pubblicano divenne apostolo, per primo compose un Vangelo di Cristo in Giudea nella lingua e nei caratteri ebraici, a beneficio di quelli della circoncisione che avevano creduto”. (De viris inlustribus, cap. III) Questo Vangelo include 11 citazioni dirette di brani delle Scritture Ebraiche contenenti il Tetragramma. Non c’è alcun motivo per ritenere che Matteo non abbia citato i brani così com’erano nel testo ebraico dal quale citava.

Altri scrittori ispirati che redassero parti delle Scritture Greche Cristiane citarono centinaia di brani dalla Settanta, una traduzione greca delle Scritture Ebraiche. Molti di questi brani includevano il Tetragramma ebraico nel testo greco, così come attestano antiche copie della Settanta. In armonia con l’atteggiamento di Gesù stesso nei confronti del nome del Padre suo, i discepoli di Gesù avrebbero senz’altro conservato quel nome in tali citazioni. — Confronta Giovanni 17:6, 26.

Scrivendo nel Journal of Biblical Literature, George Howard, dell’università della Georgia, afferma: “Sappiamo di sicuro che i giudei di lingua greca continuarono a scrivere יהוה nelle loro Scritture greche. Inoltre, è molto improbabile che i primi cristiani ebrei di lingua greca, che erano conservatori, si distaccassero da questa usanza. Anche se in riferimenti secondari a Dio usarono probabilmente le parole [Dio] e [Signore], sarebbe stato molto strano che togliessero il Tetragramma dal testo biblico stesso. . . . Dato che il Tetragramma era ancora scritto nelle copie della Bibbia greca che formavano le Scritture della chiesa primitiva, è ragionevole credere che gli scrittori del NT [Nuovo Testamento], citando la Scrittura, conservassero il Tetragramma nel testo biblico. . . . Ma quando fu tolto dal VT [Vecchio Testamento] greco, fu tolto anche dalle citazioni del VT nel NT. Pertanto, verso l’inizio del secondo secolo, l’uso di sostituti deve aver fatto sparire il Tetragramma da entrambi i Testamenti”. — Vol. 96, n. 1, marzo 1977, pp. 76, 77.

Qual è la corretta pronuncia del nome divino? Geova o Yahweh?

Nessun uomo può oggi sapere con certezza come lo si pronunciasse in origine in ebraico. Perché? In origine nell’ebraico biblico si scrivevano solo le consonanti, senza vocali. Finché la lingua fu di uso quotidiano, i lettori non ebbero difficoltà ad aggiungere le vocali opportune. Col tempo, però, sorse fra gli ebrei una superstizione secondo cui era sbagliato pronunciare ad alta voce il nome proprio di Dio, per cui si servivano di termini sostitutivi. Secoli dopo, studiosi ebrei svilupparono un sistema di punti per rappresentare le vocali da usarsi nel leggere l’ebraico antico, ma, per quanto riguarda le quattro consonanti che rappresentano il nome divino, le vocalizzarono con le vocali dei termini sostitutivi. Così la pronuncia originale del nome divino andò perduta.

Molti studiosi preferiscono la pronuncia “Yahweh”, ma vi è incertezza al riguardo e gli studiosi non sono concordi. D’altra parte, “Geova” è la pronuncia più nota e tradizionalmente accettata, essendo stata in uso per secoli nella lingua italiana. — Vedi alla voce “Geova” il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, XI ediz.; il Novissimo Dizionario della Lingua Italiana, di Fernando Palazzi; il Dizionario della lingua italiana, di Devoto e Oli.

J. B. Rotherham, nella sua Emphasised Bible, usò in tutte le Scritture Ebraiche la forma Yahweh. Ma in seguito, nei suoi Studies in the Psalms, usò la forma “Jehovah” (Geova), spiegando: “JEHOVAH — L’uso di questa forma inglese del nome commemorativo . . . nella presente versione del Salterio non è dovuto ad alcun dubbio circa la pronuncia più corretta, Yahwéh, ma esclusivamente alla constatazione personale dell’utilità di non discostarsi dalla forma più nota all’occhio e all’orecchio del pubblico in una questione come questa, dove la cosa principale è che il nome divino venga riconosciuto con facilità”. — Londra, 1911, p. 29.

Dopo aver discusso varie pronunce, il professore tedesco Gustav Friedrich Oehler concluse dicendo: “Da questo punto in poi uso la parola Geova, perché in effetti questo nome è stato adottato nel nostro vocabolario, e non può essere sostituito”. — Theologie des Alten Testaments, seconda edizione, Stoccarda, 1882, p. 143.

Lo studioso gesuita Paul Joüon afferma: “Invece della (presunta) forma Yahweh, nelle nostre traduzioni abbiamo usato la forma Jéhovah . . . che è la forma letteraria convenzionale in francese”. — Grammaire de l’hébreu biblique, Roma, 1923, nota in calce a p. 49.

La maggior parte dei nomi subiscono qualche trasformazione da una lingua all’altra. Gesù era ebreo di nascita, e in ebraico il suo nome si pronunciava forse Yeshùa‛, ma gli scrittori ispirati delle Scritture Cristiane non esitarono a usare la forma greca del nome, Iesoùs. Nella maggioranza delle altre lingue la pronuncia è leggermente diversa, ma ci sentiamo liberi di usare la forma comune nella nostra lingua. Lo stesso vale per altri nomi biblici. Come possiamo dunque mostrare il dovuto rispetto per Colui al quale appartiene il nome più importante di tutti? Non menzionando o non scrivendo mai il suo nome perché non sappiamo esattamente come si pronunciasse in origine? O, piuttosto, usando la pronuncia e la grafia comuni nella nostra lingua, lodando Colui al quale esso appartiene e comportandoci quali suoi adoratori in una maniera che gli reca onore?

Perché è importante conoscere e usare il nome personale di Dio?

Si può avere un’intima relazione con qualcuno di cui non si conosce il nome? Per coloro che non conoscono il Suo nome, Dio spesso è solo una forza impersonale, non una Persona reale che conoscano e amino e alla quale possano parlare di cuore in preghiera. Se pregano, le loro preghiere sono puramente rituali, ripetizioni formali di espressioni imparate a memoria.

I veri cristiani hanno ricevuto da Gesù Cristo l’incarico di fare discepoli di persone di tutte le nazioni. Nell’ammaestrare queste persone, come si può precisare l’identità del vero Dio così da distinguerlo dai falsi dèi delle nazioni? Solo chiamandolo col Suo nome personale come fa la Bibbia. — Matt. 28:19, 20; 1 Cor. 8:5, 6.

Eso. 3:15: “Dio disse . . . a Mosè: ‘Devi dire questo ai figli d’Israele: “Geova l’Iddio dei vostri antenati . . . mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome a tempo indefinito, e questo è il memoriale di me di generazione in generazione’”.

Isa. 12:4: “Rendete grazie a Geova! Invocate il suo nome. Fate conoscere fra i popoli le sue gesta. Menzionate che il suo nome dev’essere innalzato”.

Ezec. 38:17, 23: “Il Sovrano Signore Geova ha detto questo: ‘. . . E certamente mi magnificherò e mi santificherò e mi farò conoscere davanti agli occhi di molte nazioni; e dovranno conoscere che io sono Geova’”.

Mal. 3:16: “Quelli che avevano timore di Geova parlarono gli uni con gli altri, ciascuno col suo compagno, e Geova prestava attenzione e ascoltava. E si cominciò a scrivere dinanzi a lui un libro di memorie per quelli che avevano timore di Geova e per quelli che pensavano al suo nome”.

Giov. 17:26: “[Con riferimento ai suoi seguaci, Gesù disse in preghiera al Padre suo:] Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, affinché l’amore col quale mi hai amato sia in loro e io unito a loro”.

Atti 15:14: “Simeone ha narrato completamente come Dio per la prima volta rivolse l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome”.

Saluti a Don Francesco e a tutti i forumisti
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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Lun 28 Mar - 11:58

Non trovo corretto accusare i TdG per aver manipolato la bibbia perchè si può dimostrare che anche la CEI e altre traduzioni risultano manipolate (in buona o in malafede non so). Basta prendere il testo originale , un esperto in greco ed ebraico e tutto viene alla luce.



Luca 6:41 Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?


Mi piacerebbe che intervenisse l'autore di questi post nella discussione Very Happy
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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Lun 28 Mar - 12:12

Si può dimostrare biblicamente che la trinità non esiste , come è stato dimostrato che Geova è un falso.

Ormai noto che in ogni discussione Geova è diventato un cavallo di battaglia. Peccato che anche la WTS sa dell'errore....e ovviamente a questo punto non può smentirlo.
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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  armando mirante il Lun 28 Mar - 21:45

Caro chelaveritàtrionfi,

Lei dice che è stato dimostrato che Geova è un falso. Io non ho visto nessuna dimostrazione che Geova e un falso.

Siamo daccordo che nessun uomo può oggi sapere con certezza come lo si pronunciasse in origine in ebraico. Perché? In origine nell’ebraico biblico si scrivevano solo le consonanti, senza vocali. Finché la lingua fu di uso quotidiano, i lettori non ebbero difficoltà ad aggiungere le vocali opportune. Col tempo, però, sorse fra gli ebrei una superstizione secondo cui era sbagliato pronunciare ad alta voce il nome proprio di Dio, per cui si servivano di termini sostitutivi. Secoli dopo, studiosi ebrei svilupparono un sistema di punti per rappresentare le vocali da usarsi nel leggere l’ebraico antico, ma, per quanto riguarda le quattro consonanti che rappresentano il nome divino, le vocalizzarono con le vocali dei termini sostitutivi. Così la pronuncia originale del nome divino andò perduta.

Molti studiosi preferiscono la pronuncia “Yahweh”, ma vi è incertezza al riguardo e gli studiosi non sono concordi. D’altra parte, “Geova” è la pronuncia più nota e tradizionalmente accettata, essendo stata in uso per secoli nella lingua italiana. — Vedi alla voce “Geova” il Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, XI ediz.; il Novissimo Dizionario della Lingua Italiana, di Fernando Palazzi; il Dizionario della lingua italiana, di Devoto e Oli.

La maggior parte dei nomi subiscono qualche trasformazione da una lingua all’altra. Gesù era ebreo di nascita, e in ebraico il suo nome si pronunciava forse Yeshùa‛, ma gli scrittori ispirati delle Scritture Cristiane non esitarono a usare la forma greca del nome, Iesoùs. Nella maggioranza delle altre lingue la pronuncia è leggermente diversa, ma ci sentiamo liberi di usare la forma comune nella nostra lingua. Lo stesso vale per altri nomi biblici. Come possiamo dunque mostrare il dovuto rispetto per Colui al quale appartiene il nome più importante di tutti? Non menzionando o non scrivendo mai il suo nome perché non sappiamo esattamente come si pronunciasse in origine? O, piuttosto, usando la pronuncia e la grafia comuni nella nostra lingua, lodando Colui al quale esso appartiene e comportandoci quali suoi adoratori in una maniera che gli reca onore?


Si può avere un’intima relazione con qualcuno di cui non si conosce il nome? Per coloro che non conoscono il Suo nome, Dio spesso è solo una forza impersonale, non una Persona reale che conosciano e amiamo e alla quale possano parlare di cuore in preghiera.

Nel libro di Ezec. 38:17, 23 leggiamo.... “Il Sovrano Signore Geova ha detto questo: ‘. . . E certamente mi magnificherò e mi santificherò e mi farò conoscere davanti agli occhi di molte nazioni; e dovranno conoscere che io sono Geova’”.

Nel libro di Isa. 12:4 leggiamo ....... “Rendete grazie a Geova! Invocate il suo nome. Fate conoscere fra i popoli le sue gesta. Menzionate che il suo nome dev’essere innalzato”.

Con riferimento ai suoi seguaci, Gesù disse in preghiera al Padre suo...... “Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, affinché l’amore col quale mi hai amato sia in loro e io unito a loro”. Giov. 17:26 Inoltre Gesu’ insegno’ a pregare cosi’ “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome” Matteo 6:9



Non posso capire perche’ ti rifiuti di usare il nome Divino. Chiamalo Geova, chiamalo Yahweh ma chiamalo per nome . Lapostolo Paolo disse “Chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato” …Romani 10:13

Non dire che Geova e un falso perche’ e un grosso peccato.

Ps ...............Dici che la WTS sa dell'errore sul nome di Geova. Se hai delle prove vorrei vederle.



Ciao
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armando mirante

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  chelaveritàtrionfi il Lun 28 Mar - 22:18

Continuo sulla discussione apposita
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chelaveritàtrionfi

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  Tonino il Lun 28 Mar - 22:51

armando e chelaveritàtrionfi
devo farvi i complimenti per la cura e la pacatezza dei vostri scritti , che leggo con piacere
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Tonino

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

Messaggio  armando mirante il Mar 29 Mar - 0:53

Ciao Tonino, come stai ? Spero di incontrarti nel 2012. Vorrei venire in Italia.


Sono contento che segui queste discussioni e che ti piacciono. Se dovresti avere qualche domanda che non vuoi discutere apertamente sul forum mi puoi mandare un messaggio privato oppure domandare i TDG quando bussono alla tua porta, oppure visitare il sito dei TDG http://www.watchtower.org/i/index.html


Gesu' disse “Ogni autorità mi è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli delle persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino al termine del sistema di cose”. — Matt. 28:18-20.. Questo e il lavoro che noi facciamo.

Per adesso ti saluto
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armando mirante

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Re: ecco come manipolano la BIBBIA

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