Scrivono i lettori: riflessioni di fede
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Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Grazie Medusa per aver espresso il tuo parere.....Io penso che il giudizio non equivale a pregiudizio....e non è sempre un peccato... se fatto al diretto interessato e non in forma di pettegolezzo....ma per correggere un comportamento sbagliato....Comunque...vediamo cosa ne pensa Don Francesco....dato che si parla di peccato.....

albachiara- Numero di messaggi: 199
Data d'iscrizione: 15.01.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
?
MAI TI HO VISTO,
MAI TI HO CONOSCIUTO,
EPPURE DICONO CHE TUTTO
CIO' CHE ESISTE E' OPERA TUA.
I FIUMI, I LAGHI, IL MARE,
I MONTI, CON LE LORO CIME INNEVATE,
I BOSCHI, CON I SUOI ANIMALI,
IL SOLE, LA LUNA, LE STELLE,
INSOMMA DICONO CHE TUTTO
SIA OPERA TUA.
EPPURE IO NON TI HO MAI VISTO,
NON TI HO MAI INCONTRATO.
MOLTE SONO LE PERSONE CHE PARLANO DI TE',
CHE PER TE' VIVONO;
MOLTI DI LORO PERO' HANNO NELL'ANIMA
LA FALSITA'.
MOLTI DICONO ANCHE CHE TU'
SAPRAI GIUDICARE.
CHI SONO IO PER METTERE IN DUBBIO
LA TUA ESISTENZA,
INFATTI NON LO FACCIO.
EPPURE IO NON TI HO MAI VISTO,
NON TI HO MAI INCONTRATO.
MOLTE SONO LE PERSONE
CHE MI PARLANO DI TE'
DELL'AMORE CHE SAI DARE SENZA CHIEDERE,
DELLA TUA RICCHEZZA D'ANIMO
CHE MOSTRI SEMPRE CON GRANDE UMILTA',
DEL SACRIFICIO CHE HAI SAPUTO DARE
A TUTTA L'UMANITA'.
MA IO NON TI HO
MAI VISTO,
NON TI HO MAI CONOSCIUTO.
IO CHE AMO IL MATERIALISMO,
IO CHE AMO LA PACE,
CHE DA SEMPRE LOTTO CONTRO L'INGIUSTIZIA,
CHE DIFENDO I DEBOLI,
CHE VORREI TANTO AVERE LA CAPACITA'
DI MIGLIORARE LA QUALITA' DELLA VITA
DI CHI FATICA A VIVERE,
CHE AMO LA NATURA E L'UOMO,
CHE NON SEMPRE PURTROPPO
NE SA COGLIERE L'IMPORTANZA.
IO CHE HO SEMPRE TRASMESSO
AI MIEI FIGLI VALORI POSITIVI,
COME L'AMORE.
MAI TI HO
VISTO
E ANCORA NON TI CONOSCO
LUIGI 15/02/05
MAI TI HO VISTO,
MAI TI HO CONOSCIUTO,
EPPURE DICONO CHE TUTTO
CIO' CHE ESISTE E' OPERA TUA.
I FIUMI, I LAGHI, IL MARE,
I MONTI, CON LE LORO CIME INNEVATE,
I BOSCHI, CON I SUOI ANIMALI,
IL SOLE, LA LUNA, LE STELLE,
INSOMMA DICONO CHE TUTTO
SIA OPERA TUA.
EPPURE IO NON TI HO MAI VISTO,
NON TI HO MAI INCONTRATO.
MOLTE SONO LE PERSONE CHE PARLANO DI TE',
CHE PER TE' VIVONO;
MOLTI DI LORO PERO' HANNO NELL'ANIMA
LA FALSITA'.
MOLTI DICONO ANCHE CHE TU'
SAPRAI GIUDICARE.
CHI SONO IO PER METTERE IN DUBBIO
LA TUA ESISTENZA,
INFATTI NON LO FACCIO.
EPPURE IO NON TI HO MAI VISTO,
NON TI HO MAI INCONTRATO.
MOLTE SONO LE PERSONE
CHE MI PARLANO DI TE'
DELL'AMORE CHE SAI DARE SENZA CHIEDERE,
DELLA TUA RICCHEZZA D'ANIMO
CHE MOSTRI SEMPRE CON GRANDE UMILTA',
DEL SACRIFICIO CHE HAI SAPUTO DARE
A TUTTA L'UMANITA'.
MA IO NON TI HO
MAI VISTO,
NON TI HO MAI CONOSCIUTO.
IO CHE AMO IL MATERIALISMO,
IO CHE AMO LA PACE,
CHE DA SEMPRE LOTTO CONTRO L'INGIUSTIZIA,
CHE DIFENDO I DEBOLI,
CHE VORREI TANTO AVERE LA CAPACITA'
DI MIGLIORARE LA QUALITA' DELLA VITA
DI CHI FATICA A VIVERE,
CHE AMO LA NATURA E L'UOMO,
CHE NON SEMPRE PURTROPPO
NE SA COGLIERE L'IMPORTANZA.
IO CHE HO SEMPRE TRASMESSO
AI MIEI FIGLI VALORI POSITIVI,
COME L'AMORE.
MAI TI HO
VISTO
E ANCORA NON TI CONOSCO
LUIGI 15/02/05

gigi- Numero di messaggi: 25
Data d'iscrizione: 21.04.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Complimenti Gigi....è una poesia bellissima! Sai...spesso medito sulla fede. Dio nessuno lo ha visto...ma ci ha lasciato il Vangelo come testimonianza .....Leggendo questi versi....ho capito che...Dio è dentro di te....e ci credi....
..Sei una persona ricca di valori....sai dare amicizia...amore gratuito al prossimo.....e questo è il comandamento più importante che Dio ci ha lasciato...
Medita...prega...fatti aiutare spiritualmente che troverai le risposte ai tuoi dubbi.....e........non ti stancare mai di aiutare le persone deboli.....di difenderle....perchè Dio è proprio nelle persone che hanno bisogno e...ogni buona azione fatta a loro.... l'hai fatta a Gesù....
..Sei una persona ricca di valori....sai dare amicizia...amore gratuito al prossimo.....e questo è il comandamento più importante che Dio ci ha lasciato...
Medita...prega...fatti aiutare spiritualmente che troverai le risposte ai tuoi dubbi.....e........non ti stancare mai di aiutare le persone deboli.....di difenderle....perchè Dio è proprio nelle persone che hanno bisogno e...ogni buona azione fatta a loro.... l'hai fatta a Gesù....

albachiara- Numero di messaggi: 199
Data d'iscrizione: 15.01.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Cara albachiara ti rispondo velocemente: la correzione fraterna è diversa dal giudizio. la correzione fraterna è quella che tu fai al fratello quando questo è in errore. per farla ci vuole umiltà, discrezione e da parte di chi la fa ci vuole esempio e testimonianza. posso io dire ad un mio fratello di non commettere adulterio se io sono adultero? posso io dire ad un mio fratello che deve andare a messa se io non ci vado? etc. quando poi questo volesse restare nel suo errore e si tratta di un errore che può dare scandalo alla comunità, tu lo correggi davanti a testimoni.
il giudizio, invece è qualcosa che tu fai su un fratello che può essere in errore oppure no e lo giudichi da sola o con altri ma questo giudizio non lo fai al diretto interessato. Gesù lo ha detto: non giudicate per non essere giudicati, non condannate per non essere condannati...
se uno sbaglia e tu vuoi riprenderlo vai da lui e glielo dici;
se uno sbaglia e tu lo dici a tutti o a qualcuno non va più.
Vedi, cara alba, nei discorsi che noi facciamo non ho mai sentito dire: "io ho fatto questo sbaglio", oppure, "io ho combinato questo guaio" (ognuno i propri scheletri sta attento a tenerseli nel suo armadio) ma siamo sempre bravi a dire " hai visto l'altro cosa ha fatto". cosa voglio dire? siamo sempre pronti a mettere in piazza gli altri ma mai noi stessi.
non c'è giudizio per cose giuste o cose sbagliate. a te non tocca giudicare. al massimo, se vuoi puoi correggere ma direttamente la persona che ha sbagliato.
il pregiudizio è qualcosa che si ha ancora prima che una determinata cosa venga detta o fatta.
il giudizio, invece è qualcosa che tu fai su un fratello che può essere in errore oppure no e lo giudichi da sola o con altri ma questo giudizio non lo fai al diretto interessato. Gesù lo ha detto: non giudicate per non essere giudicati, non condannate per non essere condannati...
se uno sbaglia e tu vuoi riprenderlo vai da lui e glielo dici;
se uno sbaglia e tu lo dici a tutti o a qualcuno non va più.
Vedi, cara alba, nei discorsi che noi facciamo non ho mai sentito dire: "io ho fatto questo sbaglio", oppure, "io ho combinato questo guaio" (ognuno i propri scheletri sta attento a tenerseli nel suo armadio) ma siamo sempre bravi a dire " hai visto l'altro cosa ha fatto". cosa voglio dire? siamo sempre pronti a mettere in piazza gli altri ma mai noi stessi.
non c'è giudizio per cose giuste o cose sbagliate. a te non tocca giudicare. al massimo, se vuoi puoi correggere ma direttamente la persona che ha sbagliato.
il pregiudizio è qualcosa che si ha ancora prima che una determinata cosa venga detta o fatta.

Don Francesco Cristofaro- Numero di messaggi: 240
Data d'iscrizione: 07.12.08
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
PRIMA LETTURA - Dal libro della Sapienza (Sap 1,13-15; 2,23-24)
Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, perché la giustizia è immortale. Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Una domanda a Don Francesco, sempre con la premessa che la mia ignoranza e' vasta. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e suppongo che il diavolo era prima un angelo e quindi incapace di voler male ad alcuno. La morte e' entrata per invidia del diavolo, chiedo se il diavolo era prima un angelo e quindi incapace di invidia o di qualsiasi cosa che abbia a che fare col male, da dove proviene IL MALE ?
Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, perché la giustizia è immortale. Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
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Una domanda a Don Francesco, sempre con la premessa che la mia ignoranza e' vasta. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e suppongo che il diavolo era prima un angelo e quindi incapace di voler male ad alcuno. La morte e' entrata per invidia del diavolo, chiedo se il diavolo era prima un angelo e quindi incapace di invidia o di qualsiasi cosa che abbia a che fare col male, da dove proviene IL MALE ?
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Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
- Giacomo Leopardi-

Admin- Admin
- Numero di messaggi: 3800
Data d'iscrizione: 08.09.08
Località: Mare Nostrum

Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Grazie Don Francesco per il chiarimento....Era un mio dubbio..ed ho voluto chiarirlo....Penso che sia stato utile per tutti i lettori del forum...Il giudizio è un peccato molto frequente......Questa catechesi tramite il forum è molto utile.......
Grazie per aver creato questo spazio...visitato da molte persone.....che magari si avvicineranno di più alla Fede....
Grazie per aver creato questo spazio...visitato da molte persone.....che magari si avvicineranno di più alla Fede....

albachiara- Numero di messaggi: 199
Data d'iscrizione: 15.01.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Il Vangelo di oggi ci fa meditare sulla Fede....Ma come fa la nostra fede ad essere assoluta se non viene messa alla prova.....Penso che sia facile dire che abbiamo fede quando le cose vanno bene..,quando non abbiamo grossi problemi......ma al momento di una prova forte...com'è la nostra fede? Riusciamo ad accettarla come volontà di Dio? Riusciamo ad affidarci totalmente a Lui...accettando la croce con amore come Gesù...seguendo il suo esempio? Non so quante persone riescono ad avere una fede così....Ma è questa la vera fede....fidarsi ed affidarsi completamente al Signore sentendolo sempre vicino e non avere paura di niente...come un bambino che cammina tenuto per mano....che non teme di cadere...Avere la certezza che Gesù non ci abbandona.....che sta sempre con noi.....E' facile dirlo ma....riuscirò a dare l'esempio quando attraverserò periodi di estrema sofferenza? E' questo l'obiettivo da raggiungere...E' questa la vera fede.....quella che, porta alla salvezza...attraverso la croce...e ad una vita vissuta nel rispetto delle sue leggi.......

albachiara- Numero di messaggi: 199
Data d'iscrizione: 15.01.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Admin ha scritto:PRIMA LETTURA - Dal libro della Sapienza (Sap 1,13-15; 2,23-24)
Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, perché la giustizia è immortale. Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.
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Una domanda a Don Francesco, sempre con la premessa che la mia ignoranza e' vasta. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e suppongo che il diavolo era prima un angelo e quindi incapace di voler male ad alcuno. La morte e' entrata per invidia del diavolo, chiedo se il diavolo era prima un angelo e quindi incapace di invidia o di qualsiasi cosa che abbia a che fare col male, da dove proviene IL MALE ?
caro Admin, la tua domanda mi era proprio sfugita. rimedio rispondendoti subito.
Dio crea l'uomo in origine per la vita e non per la morte. cosa ha portato la morte? un atto di disobbedienza prima da parte di una creatura angelica, Lucifero, che noi oggi chiamiamo Satana o diavolo e poi di una creatura umana, della prima donna Eva che ascoltando le parole di Satana disobbedisce al comando di Dio di non mangiare dell'albero della vita. da questa disobbedienza viene il male, la morte il peccato.
è una questione di scelta: il male si scieglie; il bene si scieglie; il peccato si scieglie; la grazia si scieglie; la morte si scieglie; la vita si scieglie.
qual è la differenza tra l'angelo è l'uomo? entrambi sono creature di Dio dotate di volontà. solo che, mentre l'angelo già contempla Dio e conosce la verità può sciegliere una sola volta e la sua scelta e determinante per sempre. l'uomo, invece, vive nel tempo e nella storia e non contempla il volto di Dio e non conosce pienamente e perfettamente la verità; ecco perchè l'uomo scieglie tante volte. a volte scieglie il male, altre volte il bene, altre volte si astiene dal male e dal bene. è una scelta basata sulla fede o non fede. quando in un uomo la fede è forte è forte il bene.
il discorso non è complicato. il male c'è perchè qualcuno per primo lo ha scelto e portato nel mondo e si crea una catena di male ogni qual volta questo si sceglie. ma anche il bene c'è perchè qualcuno per primo lo ha portato nel mondo e questi è Gesù e si crea una catena di bene quando tanti scelgono il bene.
perchè diciamo che il bene vince il male? perchè l'autore del bene è Gesù che è Dio e l'autore del male è satana che è creatura di Dio. uno si potrebbe chiedere allora perchè DIo non sconfigge per sempre il male? semplice la risposta: noi non siamo burattini nella mani di Dio ma siamo creature libere dotate di volontà e liberamente dobbiamo scegliere il bene non una sola volta ma sempre. Dice Gesù: chi persevererà fino alla fine, di essi è il regno dei cieli.

Don Francesco Cristofaro- Numero di messaggi: 240
Data d'iscrizione: 07.12.08
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Grazie per la risposta.
cosa ha portato la morte? un atto di disobbedienza prima da parte di una creatura angelica,
Forse non ho capito bene. Se Dio crea l'uomo a sua immagine, suppongo che abbia creato anche gli angeli con lo stesso intento che a mio vedere non include il male. La disobbedienza devo dedurre che ha una radice malefica e non benefica. Se poi Dio ha creato uomo ed angeli dando loro il libero arbitrio, cio' implica che l'uomo e l'angelo abbiano innata nel loro essere la scelta malefica della disubbidienza. Forse non mi spiego bene, ma perche' creare l'uomo con il libero arbitrio dandogli la possibilita' di commettere la disubbidienza e non la creatura perfetta incapace di scegliere il male?
il discorso non è complicato. il male c'è perchè qualcuno per primo lo ha scelto e portato nel mondo e si crea una catena di male ogni qual volta questo si sceglie.
Questo per me e' un passaggio chiave, anche se lei scrive che e' non e' complicato. Quel "qualcuno" era un angelo creato da Dio e quindi creatura benevola e non malefica, disubbidiendo al Creatore diventa Satana, agli occhi di un profano come me, una punizione estrema o, almeno per me , non chiara perche' non riesco a capire quanto quel "qualcuno" che scelse il male fosse consapevole delle sventure che avrebbe arrecato all'umanita'.
cosa ha portato la morte? un atto di disobbedienza prima da parte di una creatura angelica,
Forse non ho capito bene. Se Dio crea l'uomo a sua immagine, suppongo che abbia creato anche gli angeli con lo stesso intento che a mio vedere non include il male. La disobbedienza devo dedurre che ha una radice malefica e non benefica. Se poi Dio ha creato uomo ed angeli dando loro il libero arbitrio, cio' implica che l'uomo e l'angelo abbiano innata nel loro essere la scelta malefica della disubbidienza. Forse non mi spiego bene, ma perche' creare l'uomo con il libero arbitrio dandogli la possibilita' di commettere la disubbidienza e non la creatura perfetta incapace di scegliere il male?
il discorso non è complicato. il male c'è perchè qualcuno per primo lo ha scelto e portato nel mondo e si crea una catena di male ogni qual volta questo si sceglie.
Questo per me e' un passaggio chiave, anche se lei scrive che e' non e' complicato. Quel "qualcuno" era un angelo creato da Dio e quindi creatura benevola e non malefica, disubbidiendo al Creatore diventa Satana, agli occhi di un profano come me, una punizione estrema o, almeno per me , non chiara perche' non riesco a capire quanto quel "qualcuno" che scelse il male fosse consapevole delle sventure che avrebbe arrecato all'umanita'.
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Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Don Francesco Cristofaro ha scritto:Giorno 12 del mese di Luglio, Domenica
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
VANGELO - Dal vangelo secondo Marco (Mc 6, 7-13)[/color]
In quel tempo, Gesù chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro. E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
In questo passo di Vangelo....ci sono dei punti a me poco chiari.....
Perchè Gesù manda gli apostoli a due a due? Perchè li manda in una casa? Perchè ordina loro di non prendere nulla per il viaggio? Perchè dice di scuotere la polvere da sotto i piedi se non vengono accettati o ascoltati?..
Cosa ci vuole insegnare questo passo di vangelo?.......

albachiara- Numero di messaggi: 199
Data d'iscrizione: 15.01.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Secondo me li manda a due a due perche' possano essere testimoni l'uno dell'altro e li manda nelle case per evangelizzare e spargere la parola di Dio.
Non prendere nulla per il viaggio puo' essere dovuto al fatto che l'apostolo doveva avere completa fiducia nella provvidenza e doveva apparire povero di tutto. Lo sbattere la polvere da sotto i piedi puo' simbolizzare la loro presenza, una volta andati via, la polvere rimaneva come terstimonianza del loro passaggio. La vita e' un passaggio e le cose essenziali, quelle che fanno guadagnare il Paradiso sono le piu' semplici ma anche le piu' difficili da porre in atto. Questo e' quello che ne ricavo io.
Non prendere nulla per il viaggio puo' essere dovuto al fatto che l'apostolo doveva avere completa fiducia nella provvidenza e doveva apparire povero di tutto. Lo sbattere la polvere da sotto i piedi puo' simbolizzare la loro presenza, una volta andati via, la polvere rimaneva come terstimonianza del loro passaggio. La vita e' un passaggio e le cose essenziali, quelle che fanno guadagnare il Paradiso sono le piu' semplici ma anche le piu' difficili da porre in atto. Questo e' quello che ne ricavo io.
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- Giacomo Leopardi-

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Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Adm...secondo me, ricavi bene.
_________________
L'umorismo è il più eminente meccanismo di difesa. -Sigmund Freud-

OCCAM- Numero di messaggi: 577
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Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Ciao a tutti, volevo rispondere ad Alba... che non ha compreso alcune cose del vangelo di questa Domenica appena passata. Tieni in considerazione che i discepoli sono mandati per la prima volta in missione e poi dopo un pò essi ritorneranno e racconteranno tutto a Gesù. infatti se tu continui a leggere il vangelo te ne accorgi. la missione definitiva Gesù la dona dopo la resirrezione.
comunque ti metto di seguito il commento a questo vangelo. è un pò lungo ma ne vale la pena
In quel tempo, Gesù chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi.
I Dodici sono gli Apostoli del Signore. È il gruppo già costituito da Cristo Gesù.
13Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. 14Ne costituì Dodici che stessero con lui 15e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
16Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; 17poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; 18e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo 19e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. (Mc 3,13-19).
Ai Dodici Gesù affida la loro prima missione.
La missione per i Dodici consiste in una purissima e santissima obbedienza ad ogni regola e modalità che Gesù detta loro.
Come la missione di Gesù è stata dettata nei cieli dal Padre, così la missione dei discepoli è dettata sulla terra da Gesù.
Come Gesù visse la missione in perenne ed intensa obbedienza al Padre, così i discepoli devono vivere la loro missione in perenne ed intensa obbedienza a Cristo Gesù.
Senza obbedienza non c’è missione.
Nell’autonomia da Cristo Gesù non c’è missione.
I discepoli dovranno vivere questa loro prima missione a due a due, non da soli.
L’uno deve essere il conforto e il sostengo dell’altro.
L’uno deve essere il testimone della verità dell’altro.
La testimonianza deve essere fatta da due testimoni concordi.
Solo così essa potrà essere ritenuta vera.
I Dodici sono veri testimoni di Gesù.
Gesù accredita la loro parola, dona valore alla loro testimonianza, accreditando i suoi Apostoli donando loro il potere sugli spiriti immondi.
La gente che li ascolta deve anche constatare la potenza della loro parola.
Quale è il modo più efficace di manifestare questa potenza?
Cacciando gli spiriti immondi.
Liberando i cuori dalla schiavitù del diavolo.
E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa;
Gesù vuole i suoi discepoli liberi da ogni preoccupazione.
Li vuole anche liberi da pesi inutili e ingombranti.
Solo il bastone serve loro lungo il viaggio.
Il bastone è protezione, difesa, aiuto, sostegno, appoggio sicuro.
Avendo il bastone, hanno tutto.
Anche Mosè fu mandato da Dio dal Faraone con il solo bastone.
Il bastone era tutto per Mosè.
Con il bastone Mosè compiva i miracoli.
Ecco quanto è detto del bastone nel solo libro dell’Esodo:
Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone" (Es 4, 2).
Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire (Es 4, 3).
Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano (Es 4, 4)
Terrai in mano questo bastone, con il quale tu compirai i prodigi" (Es 4, 17)
Mosè prese la moglie e i figli, li fece salire sull'asino e tornò nel paese di Egitto. Mosè prese in mano anche il bastone di Dio (Es 4, 20)
Quando il faraone vi chiederà: Fate un prodigio a vostro sostegno! tu dirai ad Aronne: Prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!" (Es 7, 9).
Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente (Es 7, 10).
Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni (Es 7, 12).
Per gli Apostoli il bastone deve essere il segno della costante presenza di Dio nella loro vita.
Loro non sono soli. Dio è con loro. Dio è con loro come è stato con Mosè.
Dio con loro è loro pane, loro acqua, loro denaro, loro intera vita.
Questa fede devono possedere i discepoli, se vogliono compiere secondo verità, in pienezza di obbedienza, la loro missione.
Niente deve impedire, ostacolare, rallentare, appesantire il loro viaggio.
Essi dovranno portare solo Dio con loro.
ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.
Anche il loro abbigliamento dovrà essere semplice, leggero: solo i sandali e una sola tunica.
Anche loro come i figli di Israele saranno avvolti dalla nube di giorno perché il sole non li riscaldi troppo e dalla colonna di fuoco durante la notte perché il freddo non li vinca. Come i figli di Israele nel deserto erano sotto la diretta protezione di Dio, così sotto la stessa protezione del Padre sono i discepoli di Gesù.
E diceva loro: Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo.
Gesù vuole i suoi discepoli liberi anche da parole vane, pettegolezzi, mormorazioni, calunnie, false testimonianze proferiti sul loro conto dal mondo.
Li vuole credibili sempre, in tutto.
Per questo li vuole composti, seri, assennati, prudenti.
Non devono girare di casa in casa.
Una sola casa dovrà essere la loro dimora.
Dovranno per questo scegliere una casa santa, virtuosa, timorata di Dio.
Il buon nome è tutto nella missione.
Ognuno è obbligato a non compromettere la missione con le sue intemperanze, o imprudenze.
Gesù vuole i suoi discepoli più che accorti e attenti.
Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro.
Li vuole anche liberi dai frutti.
Loro devono dare, non raccogliere.
Chi raccoglie è il Signore, il Padre celeste.
È Lui il Padrone della messe.
La libertà dei discepoli consisterà nel non imporre a nessuno la loro persona e la loro parola.
Quando loro si accorgono che in un luogo non vengono né ricevuti né ascoltati, devono recarsi in altri luoghi.
Ma lasciando la loro città, dovranno scuotere la polvere da sotto i loro piedi, a testimonianza per loro.
Non c’è comunione, neanche di polvere, tra loro e quanti non li hanno ascoltati.
Se non c’è comunione di polvere, non ci sarà neanche comunione di vita eterna e di doni celesti, che sono tutti nella loro parola.
E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
Gli Apostoli vanno, predicano, invitano alla conversione.
La conversione è alla Parola, al Vangelo, alla Buona Novella, a Cristo Signore.
Come segno della verità del loro messaggio e del loro invito, manifestano realmente venuto in mezzo a loro il regno di Dio.
Liberano dal potere del diavolo.
Liberano dalle conseguenze che l’ascolto del diavolo sempre genera nel cuore del mondo: ogni sorta di malattia.
L’olio ha proprietà lenitive. Non è però l’olio che lenisce, cura e sana.
È l’onnipotenza, il nome di Gesù, nel quale i malati venivano unti.
È Dio che opera il miracoli come segno della sua presenza nei discepoli di Gesù. Ma è la fede dei discepoli in Gesù e in Dio la causa seconda di ogni vero miracolo.
La carità esteriore verso l’uomo deve essere sempre segno della verità interiore dei discepoli di Gesù.
Se manca la verità interiore, la carità esteriore non è più segno. Non c’è vera missione evangelizzatrice, vera missione cristiana.
La conversione è alla verità interiore che il discepolo porta e dona. Questa verità interiore deve essere sempre data come primo dono.
comunque ti metto di seguito il commento a questo vangelo. è un pò lungo ma ne vale la pena
VANGELO
Dal vangelo secondo Marco (Mc 6, 7-13)
Dal vangelo secondo Marco (Mc 6, 7-13)
In quel tempo, Gesù chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi.
I Dodici sono gli Apostoli del Signore. È il gruppo già costituito da Cristo Gesù.
13Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. 14Ne costituì Dodici che stessero con lui 15e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
16Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; 17poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; 18e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo 19e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. (Mc 3,13-19).
Ai Dodici Gesù affida la loro prima missione.
La missione per i Dodici consiste in una purissima e santissima obbedienza ad ogni regola e modalità che Gesù detta loro.
Come la missione di Gesù è stata dettata nei cieli dal Padre, così la missione dei discepoli è dettata sulla terra da Gesù.
Come Gesù visse la missione in perenne ed intensa obbedienza al Padre, così i discepoli devono vivere la loro missione in perenne ed intensa obbedienza a Cristo Gesù.
Senza obbedienza non c’è missione.
Nell’autonomia da Cristo Gesù non c’è missione.
I discepoli dovranno vivere questa loro prima missione a due a due, non da soli.
L’uno deve essere il conforto e il sostengo dell’altro.
L’uno deve essere il testimone della verità dell’altro.
La testimonianza deve essere fatta da due testimoni concordi.
Solo così essa potrà essere ritenuta vera.
I Dodici sono veri testimoni di Gesù.
Gesù accredita la loro parola, dona valore alla loro testimonianza, accreditando i suoi Apostoli donando loro il potere sugli spiriti immondi.
La gente che li ascolta deve anche constatare la potenza della loro parola.
Quale è il modo più efficace di manifestare questa potenza?
Cacciando gli spiriti immondi.
Liberando i cuori dalla schiavitù del diavolo.
E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa;
Gesù vuole i suoi discepoli liberi da ogni preoccupazione.
Li vuole anche liberi da pesi inutili e ingombranti.
Solo il bastone serve loro lungo il viaggio.
Il bastone è protezione, difesa, aiuto, sostegno, appoggio sicuro.
Avendo il bastone, hanno tutto.
Anche Mosè fu mandato da Dio dal Faraone con il solo bastone.
Il bastone era tutto per Mosè.
Con il bastone Mosè compiva i miracoli.
Ecco quanto è detto del bastone nel solo libro dell’Esodo:
Il Signore gli disse: "Che hai in mano?". Rispose: "Un bastone" (Es 4, 2).
Riprese: "Gettalo a terra!". Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire (Es 4, 3).
Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano e prendilo per la coda!". Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano (Es 4, 4)
Terrai in mano questo bastone, con il quale tu compirai i prodigi" (Es 4, 17)
Mosè prese la moglie e i figli, li fece salire sull'asino e tornò nel paese di Egitto. Mosè prese in mano anche il bastone di Dio (Es 4, 20)
Quando il faraone vi chiederà: Fate un prodigio a vostro sostegno! tu dirai ad Aronne: Prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!" (Es 7, 9).
Mosè e Aronne vennero dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un serpente (Es 7, 10).
Gettarono ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni (Es 7, 12).
Per gli Apostoli il bastone deve essere il segno della costante presenza di Dio nella loro vita.
Loro non sono soli. Dio è con loro. Dio è con loro come è stato con Mosè.
Dio con loro è loro pane, loro acqua, loro denaro, loro intera vita.
Questa fede devono possedere i discepoli, se vogliono compiere secondo verità, in pienezza di obbedienza, la loro missione.
Niente deve impedire, ostacolare, rallentare, appesantire il loro viaggio.
Essi dovranno portare solo Dio con loro.
ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.
Anche il loro abbigliamento dovrà essere semplice, leggero: solo i sandali e una sola tunica.
Anche loro come i figli di Israele saranno avvolti dalla nube di giorno perché il sole non li riscaldi troppo e dalla colonna di fuoco durante la notte perché il freddo non li vinca. Come i figli di Israele nel deserto erano sotto la diretta protezione di Dio, così sotto la stessa protezione del Padre sono i discepoli di Gesù.
E diceva loro: Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo.
Gesù vuole i suoi discepoli liberi anche da parole vane, pettegolezzi, mormorazioni, calunnie, false testimonianze proferiti sul loro conto dal mondo.
Li vuole credibili sempre, in tutto.
Per questo li vuole composti, seri, assennati, prudenti.
Non devono girare di casa in casa.
Una sola casa dovrà essere la loro dimora.
Dovranno per questo scegliere una casa santa, virtuosa, timorata di Dio.
Il buon nome è tutto nella missione.
Ognuno è obbligato a non compromettere la missione con le sue intemperanze, o imprudenze.
Gesù vuole i suoi discepoli più che accorti e attenti.
Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro.
Li vuole anche liberi dai frutti.
Loro devono dare, non raccogliere.
Chi raccoglie è il Signore, il Padre celeste.
È Lui il Padrone della messe.
La libertà dei discepoli consisterà nel non imporre a nessuno la loro persona e la loro parola.
Quando loro si accorgono che in un luogo non vengono né ricevuti né ascoltati, devono recarsi in altri luoghi.
Ma lasciando la loro città, dovranno scuotere la polvere da sotto i loro piedi, a testimonianza per loro.
Non c’è comunione, neanche di polvere, tra loro e quanti non li hanno ascoltati.
Se non c’è comunione di polvere, non ci sarà neanche comunione di vita eterna e di doni celesti, che sono tutti nella loro parola.
E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
Gli Apostoli vanno, predicano, invitano alla conversione.
La conversione è alla Parola, al Vangelo, alla Buona Novella, a Cristo Signore.
Come segno della verità del loro messaggio e del loro invito, manifestano realmente venuto in mezzo a loro il regno di Dio.
Liberano dal potere del diavolo.
Liberano dalle conseguenze che l’ascolto del diavolo sempre genera nel cuore del mondo: ogni sorta di malattia.
L’olio ha proprietà lenitive. Non è però l’olio che lenisce, cura e sana.
È l’onnipotenza, il nome di Gesù, nel quale i malati venivano unti.
È Dio che opera il miracoli come segno della sua presenza nei discepoli di Gesù. Ma è la fede dei discepoli in Gesù e in Dio la causa seconda di ogni vero miracolo.
La carità esteriore verso l’uomo deve essere sempre segno della verità interiore dei discepoli di Gesù.
Se manca la verità interiore, la carità esteriore non è più segno. Non c’è vera missione evangelizzatrice, vera missione cristiana.
La conversione è alla verità interiore che il discepolo porta e dona. Questa verità interiore deve essere sempre data come primo dono.

Don Francesco Cristofaro- Numero di messaggi: 240
Data d'iscrizione: 07.12.08
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Grazie per il chiarimento...anche se letto velocemente...ho capito perfettamente....Come vorrei che gli apostoli di oggi riuscissero a cacciare gli spiriti immondi e ritornassero i sani principi ed i valori cristiani nel mondo......Invece oggi il mondo è infestato da comportamenti trasgressivi....da violenza...da lotte di potere....avidità di denaro.....Moltissime persone ormai pensano e vivono come se la vita terrena sia fine a sè stessa....non si crede alla vita eterna....si seguono soltanto i propri desideri...le proprie ambizioni...i propri istinti egoisti per soddisfare i propri desideri.....senza cuore e senza pensare allo spirito ed al vero senso della vita.
I ministri della Chiesa e le persone impegnate nell'evangelizzazione ........non vengono ascoltate...perchè la parola di Dio non conviene a nessuno.....perchè fa crollare tutti i falsi miti e gli idoli che l'uomo oggi si crea e sui quali basa tutta la vita.......E' questo che rallenta il cammino....e l'esortazione "Va...salva...converti.." sembra quasi inutile.........
Lo sò...dobbiamo essere liberi dai frutti come vuole il Signore...deve essere lui a raccogliere...noi dobbiamo dare.....ma..umanamente...i frutti di un lavoro svolto con passione e amore ....si aspettano....e senza soddisfazione...spesso ci si scoraggia......
Bisogna imparare a lavorare pensando solo al Signore e poco ai frutti.....ma non è per niente facile....
I ministri della Chiesa e le persone impegnate nell'evangelizzazione ........non vengono ascoltate...perchè la parola di Dio non conviene a nessuno.....perchè fa crollare tutti i falsi miti e gli idoli che l'uomo oggi si crea e sui quali basa tutta la vita.......E' questo che rallenta il cammino....e l'esortazione "Va...salva...converti.." sembra quasi inutile.........
Lo sò...dobbiamo essere liberi dai frutti come vuole il Signore...deve essere lui a raccogliere...noi dobbiamo dare.....ma..umanamente...i frutti di un lavoro svolto con passione e amore ....si aspettano....e senza soddisfazione...spesso ci si scoraggia......
Bisogna imparare a lavorare pensando solo al Signore e poco ai frutti.....ma non è per niente facile....

albachiara- Numero di messaggi: 199
Data d'iscrizione: 15.01.09
Re: Scrivono i lettori: riflessioni di fede
Ciao Albachiara. Permettimi di colloquiare in maniera pacata...Premetto che per me la figura di Gesù Cristo è centrale nel mio modo di vedere la vita...e mi voglio e ti voglio ricordare che gesù è stato un vero rivoluzionario. Tu scrivi:
I ministri della Chiesa e le persone impegnate nell'evangelizzazione ........non vengono ascoltate...perchè la parola di Dio non conviene a nessuno.....perchè fa crollare tutti i falsi miti e gli idoli che l'uomo oggi si crea e sui quali basa tutta la vita.......E' questo che rallenta il cammino....e l'esortazione "Va...salva...converti.." sembra quasi inutile.........
Intanto non sarei così pessimista e univoca. Nel senso che il Cristianesimo e, nel suo seno, il Cattolicesimo, non se la passano così male in quanto a numero di fedeli nel mondo. Io penso che sia una questione di cosa è stata la chiesa negli ultimi 800 anni o giù di lì e di come, nel frattempo, abbia cercato di "convertirsi" quando allo stesso tempo cercava di convertire...ricordo che Papa Giovanni Paolo II ha chiesto scusa (ti invito ad andare sul seguente link: http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/inqui/inqui1/inqui1.html)...e, inoltre, secondo me non si deve partire dal presupposto che la Chiesa Cattolica abbia tutte le risposte che l'uomo moderno cerca. Questo approccio omniscente da adito, a strumentalizzatori, a far si che la Chiesa Cattolica sia e possa essere percepita come arrogante, persino all'interno del Cristianesimo stesso...e così facendo allontanando il potenziale fedele invece di avvicinarlo. Ciao.
Ultima modifica di Il Ruminante il Ven 17 Lug - 14:47, modificato 2 volte
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Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità. -Sigmund Freud-

Il Ruminante- Numero di messaggi: 230
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