Le Poesie Preferite

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  roddy il Lun Lug 27, 2009 3:51 pm

complimenti per la poesia Gigi, molto bella--

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Sab Set 19, 2009 4:23 pm

PROFUMI di SETTEMBRE

Ancora una volta.

Tra sole pungente e le nubi veloci,

sento

il delicato profumo,

che attraverso i campi già nudi,

arriva al paese in fermento.

Itini ricomili,

le botte in attesa.

Già vedo il colore, dorato ed ambrato,

già sento il sapore fino, sottile, caldo e vellutato.

Gradevole e beffardo..... dolce e poi amaro.

E come godere,
di un suono
di un blues,
che insinua il vocale,

e penetra il cuore....

palummella

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Sab Set 19, 2009 4:28 pm

UVA

Bianca, nera

in grappoli festosi

si offre mite

ad avido raccolto.

Passo di mano a mano,

di cesta a cesta

è,stanca di sole, di vocio immane,

arriva al palmento

e con fatica lieta

diventa vino cantarino

per tavole imbadite.

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Dom Set 27, 2009 10:11 am

Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.

R.W.Emerson

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Dom Set 27, 2009 10:13 am

Credo in te, amico.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio

palummella

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Dom Set 27, 2009 10:16 am

Una poesia per Settembre

Settembre
Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l'estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d'oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l'estate dentro il suo morente sogno.
S'attarda fra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.
Hermann Hesse
( Poesie )

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Dom Set 27, 2009 11:01 am

BAMBINI GIOCANOdiBertold Brecht
I bambini giocano alla guerra.
E' raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai "pum" e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E' la guerra.
C'è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Mar Set 29, 2009 4:38 am

AMARE e vivere


Gli uomini senza amore sono

come granelli di sabbia

che il vento spazza via,

spinti da una forza a loro estranea.

Ma gli uomini colmi d'amore

sono rocce che mai nessuno distruggerà;

il vento della mediocrità

dinanzi a loro dovrà arrendersi

palummella

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Mar Set 29, 2009 4:43 am

GLI AMICI



gli amici sono importanti

per i nostri sogni da realizzare

ma sono anche importanti

per l'affetto

e la stima che ci dimostrano

non potremo fare a meno di loro


in nessun caso della vita

siamo giovani e abbiamo

ancora molto da vivere

bisognerebbe stare tutti insieme

per conoscersi meglio e rispettarci

gli uni con gli altri .



Dedicata a tutti gli amici del forum


Ultima modifica di palummella il Mar Set 29, 2009 4:46 am, modificato 1 volta

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  selliotuluntanu il Mar Set 29, 2009 4:45 am

C'e ne sono alcuni che sono come i fagioli: parlano sempre di dietro (con il posteriore) .
BELLA QUESTA NON è MIA, è UN MOTTO


Ultima modifica di selliotuluntanu il Ven Ott 02, 2009 8:24 am, modificato 1 volta

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  palummella il Ven Ott 02, 2009 7:55 am

NONNO E NIPOTINO

Passan sul prato, nonno e nopotino.
il nonno è vecchio, il bimbo è piccolino,

il bimbo è biondo, il nonno è tutto bianco;
il bimbo è dritto, il nonno curvo e stanco.

Passan sul prato, dandosi la mano.
Il nonno dice: “Presto andrò lontano,

molto lontano, e più non tornerò!”
E il bimbo: “Nonno mio, ti scriverò!” dedicata a tutti i nonni del mondo con tanti auguroni in questo giorno speciale

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  gigi il Dom Ott 25, 2009 5:03 pm

LA POESIA E LA PACE
TI REGALAI LA PACE,
E MENTRE GLI ALTRI
GIOCAVANO A RISICO,
LA COLTIVAVI CON TANTO AMORE.
TI REGALAI UN FIORE,
E MENTRE ATTORNO A TE',
GIOCAVANO A FARE LA GUERRA,
HAI MESSO UN FIORE
DENTRO LA CANNA DI UN FUCILE.
TI REGALAI UN PICCOLO SEME DI GRANO,
E MENTRE I TUOI AMICI
GIOCAVANO A DIVENTARE RICCHI,
TU LAVORAVI IL CAMPO
PER SEMINARE IL GRANO
PER DONARLO A CHI SOFFRE LA FAME.
TI REGALAI UNA POESIA,
E TU LA REGALASTI
AFFINCHE' TUTTI POTESSERO
DIFENDERE LA PACE.
GIGI

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  Admin il Lun Ott 26, 2009 3:54 pm



Il canto dei nuovi emigranti

Ce ne andiamo.
Ce ne andiamo via.

Dal torrente Aron
Dalla pianura di Simeri.

Ce ne andiamo
con dieci centimetri
di terra secca sotto le scarpe
con mani dure con rabbia con niente.

Vigna vigna
fiumare fiumare
Doppiando capo Schiavonea.

Ce ne andiamo
dai campi d'erba
tra il grido
delle quaglie e i bastioni.

Dai fichi
più maledetti
a limite
con l'autunno e con l'Italia.

Dai paesi
più vecchi più stanchi
in cima
al levante delle disgrazie.

Cropani
Longobucco
Cerchiara Polistena
Diamante
Nao
Ionadi Cessaniti
Mammola
Filandari...

Tufi.
Calcarei
immobili
massi eterni
sotto pena di scomunica.

Ce ne andiamo
rompendo Petrace
con l'ultima dinamite.

Senza
sentire più
il nome Calabria
il nome disperazione.

Troppo tempo
siamo stati nei monti
con un trombone fra le gambe.
Adesso
ce ne scendiamo
muti per le scorciatoie.

Dai Conflenti
dalle Pietre Nere da Ardore.

Dal sole di Cutro
pazzo sulla pianura
dalla sua notte, brace di ucccelli.

Troppo tempo
a gridarci nella bettola
il sette di spade
a buttare il re e l’asso.
Troppo tempo
a raccontarci storie
chiamando onore una coltellata
e disgrazia non avere padrone.
Troppo
troppo tempo
a restarcene zitti
quando bisognava parlare, basta.

Noi
vivi
e battezzati
dannati.
Noi
violenti
sanguinari
con l'accetta
conficcata
nella scorza
dei mesi degli anni.
Noi morti
ce ne andiamo
in piedi
sulla carretta.
Avanzano le ruote
cantano i sonagli verso i confini.

Via!
Via
dai feudi
dagli stivali dai cani
dai larghi mantelli.

Ussahè…

Via
Via!

Via
dai baroni.

I Lucifero
I conti Capialbi
I Sòlima gli Spada
I Ruffo
I Gallucci.

Usciamo
dai bassi terranei
dal sudario
dei loro trappeti
dai palmenti
della vendemmia
profondi
a lume di candela
e senza respirazione.

Via
dai Pretori
dalla Polizia
dagli uomini d'onore.

Non chiamateci.
non richiamateci.

È scritto
nei comprensori
È scritto
nei fossi nei canali
È scritto
in centomila rettangoli
alto
su due pali
Cassa del Mezzogiorno
ma io non so
che cosa
si stia costruendo
se la notte
o il giorno.

Ci sono raffiche
su vecchie facciate
che nessuno leva: l'occhio
del Mitra
è più preciso
del filo a piombo della Rinascita.

Addio,
terra.
Terra mia
lunga
silenziosa.

Un nome
non lo ebbe
la gioventù
non stanchiamoci adesso
che ci chiamano col proprio cognome

Noi
Noi
ce ne siamo
già andati.

Dai catoi
dagli sterchi orizzonti.

Da Seminara
dalle civette di Cropalati.

Dai figli
appena nati
inchiodati nella madia
calati dalle frane
dall'Aspromonte
dei nostri pensieri.
Spegnete
le lampadine della piazza.
scordiamoci
delle scappellate
dei sorrisi
dei nomi segnati
e pronunciati per trentasei ore.

Cassiani
Cassiani
Cassiani
Cassiani
Foderaro Galati
Foderaro
Antoniozzi
Antoniozzi
Cassiani
Cassiani

La croce
sulla croce,
diceva l'arciprete.
E una croce
sulla croce,
segnavano le donne.
andavano
e venivano.

Foderaro
Antoniozzi
Antoniozzi

È stato
sempre silenzio.
silenzio
duro
della Sila
delle sue nevicate a lutto.

È stato
il pane a credenza
portato
sotto lo scialle
all'altezza del cuore.
Sono stati
i nostri occhi stanchi
guardando
le finestre illuminate
della prefettura.

Carabinieri,
fermatevi.

Guardate,
giratevi
non c'è nemmeno un cane.
Siamo
tutti lontani
latitanti.

Fermatevi.

Restano
gli zapponi
dietro la porta,
i cieli,
i vigneti.
La pietra
di sale sulla tavola.

I vecchi
che non si muovono
dalla sedia, soli
con la peronospera nei polmoni.
Le capre
la voce lunga
degli ultimi maiali scannati.
L'argento
a forma a forma di cuore, nella chiesa.
Le ragnatele
dietro i vetri, le madonne.
la ragnatela del Carmine
la ragnatela di Portosalvo
la ragnatela della Quercia

Restano le donne
consumate da nove a nove mesi
con le macchie
della denutrizione
della fame.

Le addolorate
Le pietà di tutti gli ulivi,
Lavando
rattoppando
cucinando su due mattoni
raccogliendo
spine e cicoria.

Cancellateci
dall'esattoria

Dai municipi
dai registri
dai calamai
della nascita.

Levateci
il primo giorno di scuola
senza matita
senza quaderno
senza la camicia nuova.

Toglieteci
dalle galere.
Non ubriacateci.
Liberateci
dai coltelli di Gizzeria
dal sangue dei portoni.
Non chiamateci da Scilla
con la leggenda
del sole
del cielo
e del mare.

Siamo
ben legati
a una vita
a una catena di montaggio

Scioglieteci
dai limoni
dai salti
del pescespada.

Allontanateci
da Palmi e da Gioia.

Noi
vivi
Noi
morti
presi
e impiccati
cento volte
ce ne siamo già andati
staccandosi dai rami,
dai manifesti della repubblica.

Di notte
come lupi
come contrabbandieri
come ladri.

Senza un'idea dei giorni
delle ciminiere degli altiforni.
Siamo
in 700 mila
su appena due milioni.
Siamo
i marciapiedi
più affollati.
Siamo
i treni più lunghi.
Siamo
le braccia
le unghie d'Europa.
Il sudore Diesel.
Siamo
il disonore
la vergogna dei governi.

Il Tronco
di quercia bruciata
il monumento al Minatore Ignoto

Siamo
l'odore
di cipolla
che rinnova
le viscere d'Europa

Siamo
un'altra volta
la fantasia
degli dei.
Milioni di macchine
escono targate Magna Grecia.
Noi siamo
le giacche appese
nelle baracche nei pollai d'Europa.

Addio,
terra.
Salutiamo,
è ora.

- Franco Costabile -

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Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
- Giacomo Leopardi-

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  gigi il Ven Ott 30, 2009 4:57 pm

sellia
la prima volta che vidi sellia,
nell'ormai lontano 1970,
mi apparve davanti agli occhi
come se fosse stata una stupenda donna.
subito me ne innamorai,
e da allora molto spesso
mi sono trovato a pensare
a quando avrei avuto
la possibilità di stabilirmi per sempre.
da allora molti altri paesi
ho visitato,
ma alla fine sempre a sellia sono tornato.
dopo tanti anni
come tutte le belle donne,
anche sellia davanti ai miei occhi,
appare invecchiata.
ma come tutto ciò,
di cui mi sono innamorato,
il tempo non ha diminuito
il mio amore.
si, sellia,
un nome facile da imparare,
e difficile da dimenticare,
per tutta quanta
la sua bellezza naturale;
per la semplicità dei suoi abitanti;
e per la simpatia
in tutto ciò che ho incontrato.

gigi

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Re: Le Poesie Preferite

Messaggio  nino il Ven Ott 30, 2009 5:02 pm

Bravo Gigi,
per questo bello inno alla nostra Sellia.

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Ridere e' il linguaggio dell'anima - Pablo Neruda -

nino

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